Cover: Pennyroyal Tea

Apro il mio Dicembre con la cover di un noto brano dei Nirvana. Anche per questa creazione non ci sono state decisioni o prove ma una rapida apparizione delle parti. Mentre mi orientavo, ho cercato di acchiappare le tinte naif di quella scrittura, per una versione lieve ma comunque non proprio quadrata. L’armonica cromatica ai lati completa la scena.

Pennyroyal Tea

I’m on my time with everyone
I have very bad posture
Sit and drink Pennyroyal Tea
Distill the life that’s inside of me
Sit and drink Pennyroyal Tea
I’m anemic royalty
Give me a Leonard Cohen afterworld
So I can sigh eternally
I’m so tired and I can’t sleep
I’m anemic royalty
I’m a liar and a thief
I’m anemic royalty
I’m on warm milk and laxatives
Cherry-flavored antacids
Sit and drink Pennyroyal Tea
Distill the life that’s inside of me
I’m anemic royalty
I’m anemic royalty

-Tè Pennyroyal

Sono puntuale con tutti
ho davvero una cattiva postura

Seduto a bere tè Pennyroyal
distillo la vita che è dentro di me
Seduto a bere tè Pennyroyal
sono una royalty anemica.

Datemi un aldilà alla Leonard Cohen
cosicché io possa sospirare in eterno
Sono così stanco che non riesco a dormire
Sono un bugiardo e un ladro

Seduto a bere tè Pennyroyal
Sono una royalty anemica

Sto a latte caldo e lassativi
antiacidi alla ciliegia

Cover: Literal

Alcune volte l’ho rilanciato qua, ma ci ho messo anni a decidermi di rifare una piccola semplice riduzione di un pezzo epico, straordinario e per me importante, Literal, della band post rock The Calm Blue Sea. Come ogni altra cover che ha caratterizzato l’ultimo periodo, l’ho decisa sul momento, mentre ero pronto a registrare altro, i suoni sbilenchi e sconclusionati del Divano forse, o qualche mio brano di musica da cameretta. Comunque, onde inattese dallo stesso epicentro. Tutto si è svolto in fretta.

Come quando sei davanti alla biglietteria e stai per andare un’altra volta abbastanza lontano, ma poi scorri le tratte sul tabellone, guardi i volti estratti per la tombola di un nuovo crocevia, la luce seghettata che plana dalle vetrate e immediatamente hai l’illuminazione. Così esci e vai al bar di fronte, ordini un bicchiere di vino, non vai da nessuna parte.

-Literal-I haven’t dreamed, even in darkness, sides split with ease, when you’re just talking, (line of gibberish), you were so literal.

-Letterale-Non ho sognato, neppure nell’oscurità. I lembi si separano con facilità, quando tu parli. Eri così letterale…

Anteprima: Luci d’emergenza

Altro brano da quello che sta diventando il quarto episodio creato quest’anno, almeno fra quelli che ho messo in circolazione. Di solito, quando sono in dirittura d’arrivo passo una settimana a quadrare una serie di appunti subitanei e questo avviene ora. Un numero di brani già finiti viene sommerso e se non li ho messi in salvo da qualche altra parte lontano dai registratori, in apparenza svaniscono. Anche se a tanti pare pressapochismo o spreco, e in effetti è anche questo, in addizione al suono gretto e alla interpretazione a braccio, è un avvenimento che mi sorprende ogni volta con la mia massima soddisfazione ed è compreso nel mio gioco creativo. Credo nella vicinanza delle risorse inesauribili che possono essere richiamate a piacere, dunque quella è una conferma che non ho perso nulla, che non ho preso nulla ma che tutto il gioco è un lento oppure veloce lavoro di scambi e restituzione e bisogna avere una allegra fiducia a riguardo e nessuna attesa.

Luci d’emergenza l’ho trascritto ieri mattina.

 

Luci d’emergenza

Sto qui fermo da tempo e non riesco

a distinguermi

Se ci provo i rifrangenti mi disegnano

troppo in la

Torneranno

gli anni che non vuoi

Quasi a stento i sentimenti mi raggiungono

da un telefono

Sono tante le promesse e si rivelano

fotoelettriche mmmm…mmmm….

 

 

 

Sul bordo

Una volta, una persona che conoscevo quasi bene mi disse e mi scrisse, sul finale della nostra movimentata frequentazione, che se io avessi ricostruito per me un’altra vita, venendolo a sapere lei sarebbe morta dal dispiacere. Ora, son cose che i semplici si lasciano sfuggire, e anche io verrei vinto dalla disperazione osservando l’ostinazione di chi affronta ancora una volta la farsa preordinata, bisogni indotti, noia, allucinazioni, psichismo e demenze quotidiane da cui farsi domare.

So però di aver rotto con la tradizione per salire su un giostra certamente più folle, ma in un modo se non altro che credo sono prossimo a spiegarmi; per i sostenitori di certe promesse fatte alla sfiga, questo è peggio di quel colpo apoplettico che invece di stecchirli continua a farli dimenticare e poi incontrare.

Raccolta: Overs (cover 2016)

Le 10 cover in bassa fedeltà che avete ascoltato nelle ultime due settimane sono ora radunate in Overs,  letteralmente ‘Gli oltre’ (uno ci vede servo, verso, sovrani, rovesci, ecc, è tutto oltre), scaricabile gratuitamente e liberamente da qui:

http://www.mediafire.com/file/vv466yrgn6jjvjv/ALESSANDRO+MURESU-OVERS+%28COVER+LP2016%29.rar

Nessuna pretesa. Non si tratta di niente di diverso da quel che ci piace fare con le nostre canzoni preferite, prendiamo la chitarra e le suoniamo, ci piacciono e le suoniamo come ci viene meglio. Ho solo fermato quegli attimi.
La maggior parte di queste prove sono state per me l’occasione per imparare almeno i testi, che non conoscevo.

Nota: nessuno dei brani mi appartiene. Questo episodio è una libera gratuita divagazione e non ne è fatto alcun uso commerciale. Tutti i brani e i diritti restano ai rispettivi autori e proprietari. Io Sono Alessandro. This is a free episode for amusement only, non commercial use. I do not own songs or copyrights. All songs and copyrights belong to their respective owners. I Am Alessandro.

Alcune informazioni. Il tempo di incisione di ogni rifacimento è stato entro l’ora e un quarto. L’incisione di ogni brano, come i suoi suoni e arrangiamenti, è stata decisa sul momento. Poche ripetizioni per tutte le parti. Missaggio dozzinale.
Terrò on line questo capitolo qualche giorno e conto di mettere in giro per la fine dell’anno i brani avanzati in un capitolo altrettanto ampio. Nel frattempo, spero risulti apprezzabile da chi lo ascolterà e comprensibile nel suo concetto rustico.
Torno al mio nuovo opuscolo, grazie per l’attenzione. Saluti.

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