Forse è il momento di andare

L’amore comincia quando non ne hai più bisogno. Così sto pensando di lasciare le poche cose che mi sono rimaste, perché non mi servono, e se mi servissero sarebbero un appiglio. E le persone che mi ronzano attorno, perché non mi piacciono, e se mi piacessero sarebbero una divagazione. E molti ricordi che sovraffollano il momento presente, ma anche tutto questo dover essere presente.

Cattive compagnie

Evviva le cattive compagnie, ce ne fossero, almeno durano.

Considerazione generale

Non ci servono movimenti o alternative, secessioni, indipendenze, giovani onestamente indottrinati, gonzi del conio parallelo a tasso conveniente. Non serve onestà, alti valori e frigidità assortite.
Serve Verità, quella lacerante a 36 paia di palle che narri cosa è il mulino presso cui ci si infarina, chi lo ha costruito, per conto di chi, che sostanze emette, i loro effetti sulla massa, la antica storia sottile, come mai è così invisibile.

Eppure io sto sognando, perché è una risposta che uno si da da solo, scoprendo come lui stesso è conciato, mica gliela posson passare i mugnai. Il gioco non avrebbe senso. Questa è la realtà spietata. Se ti attacchi all’ammiraglia ti sanzionano, ti squalificano. Allora uno per prima cosa si vive in prima persona quel che da morto gli era impossibile, certe scenette nitide col cuore finalmente aperto, sporco o pulito è lo stesso, e capisce qualcosa di più, si informa, cambia.
Come se da una gang di narcos gli infiltrati sedicenti audaci facessero trapelare solo informazioni relative a partite assassine, ma mai la verità sull’organizzazione a 360 gradi. Ovvio, e ve lo dico candidamente, che il virus della roba sono loro, si fanno anche loro.
Sto sognando, è evidente, ma appena smetto mi sento bene, dopo tutto quello che ho vissuto e capito.

Allora ciccia…Non aspetto qualcuno che dica: “Entro in politica, entro nelle stanze dei bottoni, mi  vedrete in azione solo per voi, da lì dentro non vi dico cosa di buono o marcio vi fanno, ma vi dico per filo e per segno cosa in realtà è quella organizzazione, quali sono i passi fondamentali che consapevolmente segue per mantenere la schiavizzazione degli esseri umani con le sue pratiche, vi svelo i suoi partners occulti.” Non me lo aspetto perché penso che chi ci si fionda vibra per prima cosa ad una certa frequenza e subito da libero sfogo alla stessa piega, anche inconsapevolmente. Una inconsapevolezza o ingenuità che giocoforza dovranno andarsene per diventare correità, dopo tutto quel che sarà passato sotto al naso. E nel caso della classica eccezione, suppongo che in 24 ore lo sacrificherebbero. No, non è da lì che si passa per l’uscita. L’uscita è l’ingresso in noi stessi, concordo con chi ancora sostiene la vecchia tosta strada di montagna, senza corollario mistico, che non conosco. Ognuno ci deve arrivare da solo, non necessariamente in una vita sola.

Nuove storie: Dopo mezzanotte

Una nuova demo da Arly.

Al volo, riporto un pezzettino di una conversazione web avuta poco fa  con una amica in cui si svela qualcosa sia del brano che del disco.

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e… chi c’è che ti riporta a casa ?

tu stessa

il tuo tutto sopracosciente, che è quello che, dalla sua regia invisibile, ti toglie le cose inadguate facendoti talvolta arrabbiare, ma poi col tempo scopri che era geniale.

Questo disco, Arly, parla di un essere non direttamente divino che abita un pianeta quasi  disabitato perché tutti si sono evoluti spostandosi in altre dimensioni, ed è combattuta perché non crede ai suoi sensi superiori, o forse non immagina di averli, perché così coloro che l’hanno manovrata le han fatto credere. Anche se non li ha, però la Grazia la sta aiutando e anche lei sarà destinata ad una nuova e migliore avventura. Perché alla fine, tutti rientrano alla Sorgente.

Bellissima questa storia

Ecco perché l’astronave d’oro infatti

Adesso riesco a vederla

Sì, bravissima! In sostanza…alcuni han pensato subito a un Ufo, ma io non ho simpatia per Ufo e storie simili, è più come hai scritto tu, un corpo di Gloria/oro/luce col quale partire, un simbolo. Tutto è simbolico e io uso molto i simboli.

Arly, che è un nome, chiama anche Ry(e)al, R(o)yal, Reale/Regale (Re)(Ale), oppure Ly(i)ar, bugiardo, o Lyra, una delle costellazioni dalla quale la tradizione degli esseri multidimensionali fa provenire umanoidi felinoidi. Ci sono altre implicazioni relative al nome ma non è importante.


Si ecco !

Ri-bellissima. Mi piace proprio. Bravissimo.

Fra l’altro la foto in copertina l’ho fatta io e riporta un mio faretto da palcoscenico, l’ho alterata coi colori, molto oro,  dunque…torniamo daccapo….esser fari di se stessi per andare oltre…

 

Mi cadrei perfetto come un re

negli ampi panni lucidi

Prendo una direzione simile

Mi vedrei perfetto,

quanto meno uguale a te

Mi strappo un pezzo d’anima

In quella direzione sai chi c’è?

Chi ti riporta a casa?

Dimmi che non lo sai ancora

Dimmi che non lo vuoi ancora

Dimmi che non lo sai trovare

E’ più difficile sognare

Chi ti riporta a casa a mezzanotte?

In quella direzione sai chi c’è

che ti riporta a casa?

 

 

Giocare

In certe occasioni sono stato dipinto come un senza cuore che dimentica alla svelta per darsi a sostituzioni e diversivi eccitanti. Questa interpretazione non corrisponde al vero.
Amo giocare con la mia testa e con i miei sentimenti e nessuno dei due aspetti è propriamente reale, ma faccio finta che lo siano: questa è la spiegazione integrale del gioco, nessun segreto.
Se questi esperti prendessero parte a tali olimpiadi non potrebbero sopportare la violenza di quello che vado a veritare e tornerebbero indietro, anzi, sono già tornati indietro, è una dipartita volontaria.
I miei compagni di giochi invece giocano la loro partita e sempre sono presenti da eoni, non per me ma per loro stessi.

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