Svegliami al vero

Mi hanno fatto osservare, indicandomi la mia pagina Bandcamp e non senza incredulità, che solo fra il 2017 ed oggi ho scritto ed inciso 50 album. Sarebbero molti di più contando che numerosi di essi sono doppi o tripli, e che alcuni non sono nell’elenco per questioni private, parlo di demo private e progetti dei quali non parlo. Eppure sono cifre che non contano nulla e nemmeno l’entusiasmo che vi ho riposto ha molto senso. Appena ne faccio uno, passo ad altro, come un giorno segue la notte e me ne dimentico alla svelta, come una promessa d’amore che si può fare in  questa terra e cronaca sempre più evanescenti. Ma io trovo tutto questo normale, io e i miei complici coi quali mi adopero ogni giorno e ai quali voglio bene. La musica non è fra i miei pensieri, e i miei pensieri non sanno nulla di me. Normale è accettare di stabilire una relazione profonda e tangibile con la propria coscienza, che tutto è e tutto contempla di sé, invece di stare appesi alle esigenze, rancori, invidie, approfittazioni e standard ammalati issati da terzi disseminati fra le tenebre dei sodali e i mestieranti assortiti. Ho smesso di credere a tutto per percepirne soltanto la verità, risvegliarmi ad essa se talvolta mi appisolo.

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Madge Midgely-Alessandro Muresu-VOL.6 (2LP 2019) è on line

 Sì, è on line e si può ascoltare e scaricare liberamente da Bandcamp e da YouTube ai link indicati alla fine di questo preambolo. L’estate entra nel vivo e si tratta del nostro sesto volume comune da quando nell’Ottobre 2018 io e Madge Midgely abbiamo avviato questa epica saga di esperimenti e ricerca sul nostro suono condiviso. In particolare è successo che mentre chiudevo l’editing nelle ultime ore e sceglievo i materiali da includere mi sono accorto che non stavo operando più su un solo disco ma bensì su due. Quasi due ore di materiale nuovo di zecca elaborato in pratica nell’ultimo mese che è volato sulle ali della creazione. Questo semplice episodio basta a dare una descrizione dello stacco dimensionale che si innesca quando siamo nel flusso. Quando questo assume la sostanza di tutta una giornata, e il tempo svanisce, viene da domandarsi: dove mi trovo?

Siamo tutti nel segno della creazione. Non importa se attorno le attese, i gusti, i pareri e le correnti sono anomale e incongruenti col nostro passo. Non importa se gli spazi e le occasioni sono dedicati ad altre forme. Sia in queste forme che in altre, sia in questi contenuti che in altri, quello che conta è il fare. Il fare incessante e concreto, al di là di ogni mezzo e risorsa disponibili, che con sempre più agilità è sintomo di trasformazioni profonde, impraticabile senza dedizione totale. Per diventare ogni giorno di più se stessi, acchiapparsi, forse in qualche misura trarsi al riparo dalla mediocrità dilagante. Traduciamo anche nel visibile esterno questa fiamma immortale. L’elemento schiacciante è anche che noi, chiunque, tutti, siamo stati lì in quei momenti a fare questo, a donarcelo e a donarlo nella tradizione di una antica alleanza con quello che siamo e questo nessuno può togliercelo.

https://alessandromuresu.bandcamp.com/album/madge-midgely-alessandro-muresu-vol-6-2lp2019

Lascio la parola alle note introduttive e ringrazio ancora con molta forza la mia alleata Mandie Shattuck per esserci.

Madge Midgely ft Alessandro Muresu-VOL.6 (2LP2019)

18 Luglio 2019

Ed ecco un altro volume, che poi è un doppio, della saga con l’artista Madge Midgely, al secolo e al millennio Mandie Shattuck. Registrato in diretta presso il nostro studio oceanico di materia eterica, senza ectoplasmi od intermittenze zodiacali, anche a questa tornata abbiamo portato qualcosa in più. Ci sono le congiunzioni con le stazioni AM più sperdute ed episodi di colore e calore narrativo più accesi. La trama in drone si apre sempre di più a vuoti subatomici dove cominciano altri reami.
Al di là di tante cose che potrei dire a riguardo, e lascio alle 15 lunghe ed intricate composizioni l’opera di mostrarle, credo che è il lavoro più ampio che abbiamo creato, non solo perché lo abbiamo seguito con il solito piglio e comunque cura genitoriale, ma perché attorno si è svolto un flusso prezioso e a volte fortunato di innumerevoli apporti che hanno sospinto anche questa nostra nuova pagina e hanno rinnovato la nostra tradizione come fa il mare aperto che si rimescola dietro alle prime linee di mareggiata.

And here is another volume, which is a double Lp, of the saga with the artist Madge Midgely, at the century and millennium Mandie Shattuck. Recorded live at our oceanic studios of etheric matter, without ectoplasms or zodiacal intermittences, we brought something more to this round. There are the conjunctions with the most isolated AM stations and episodes of more heated narrative color and warmth. The plot in drone opens up more and more to subatomic voids where other realms begin.
Beyond the many things that I could say about it, and I leave the work of showing them with the 15 long and intricate compositions, I believe that it is the largest work we have created, not only because we followed it with the usual look and care of parents, but because a precious and sometimes fortunate flow of innumerable contributions has also been carried out around it, which have also driven our new page and renewed our tradition as does the open sea that is stirred up behind the first swell lines.

Mandie Shattuck: Voce, parole, space drum, reed organ, chitarra acustica, Casio keyboard, suoni, campionature, tapes, dipinti.
Alessandro Muresu: chitarre baritone, chitarra acustica, monotron, stylophono, percussioni, suoni, campionature.
Foto/Arte: Madge Midgely
Link ai lavori di Mandie:
madgemidgely.com
twitter.com/MadgeMidgely
soundcloud.com/madgemidgely

Mandie Shattuck: Voice, words, space drum, reed organ, acoustic guitar, Casio keyboard, sounds, samples, tapes, paintings.
Alessandro Muresu: baritone guitars, acoustic guitar, stylophone, monotron, percussions, sounds, samples.
Photos / Art: Madge Midgely
Link to Mandie’s works:
madgemidgely.com
twitter.com/MadgeMidgely
soundcloud.com/madgemidgely

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Follow The Money — Madge Midgely

Do you ever look at a building with crazy architecture and wonder, “Who the hell had the money and idea to build that, and where did THEY get the money to do it?” Buildings certainly are not getting cheaper, and restorations can easily go into the millions. Who is paying for all of it and […]

via Follow The Money — Madge Midgely

Avventi

Le ultime due settimane sono stato barricato da qualche parte per via dell’assedio di continui andirivieni di suono. Un tempo favorevole e divertente, senza particolari gioie a buon mercato. Non sto qui a fare un elenco di cose, magari più avanti sì, metterò la lista degli aggiornamenti. Ci sono stati pochi motivi per smettere e a dire il vero verso la fine, la fine di OWWT giusto per dare una mappa, sentivo che avrei voluto andare avanti ad inspessire, come sulle riviste, gli indici. In qualche altro articolo devo aver scritto che ero invece esausto, che ho maledetto il caldo e il freddo e non vedevo l’ora di spegnere tutto, quindi le cose stavano così, ma solo in quelle circostanze. C’è sempre un filo oltre la logica che richiama tutti e dimostra che la resa non esiste (tranne che per brevi stacchi pubblicitari). A quest’ora della notte si è manifestato un bel temporale, col vento manesco carico di pioggia. Lo ascolto a tutto volume con la finestra spalancata in stereo, in modo da godermi anche i rumori più lontani, e giuro che non lo sto registrando proprio adesso. Lo lascio a se stesso, nessuno lo saprà che è stato da queste parti.  Penso che è tutto veramente molto interessante. La chiusura senza mezzi termini del piano sociale l’anno passato, che è stata una delle cose che più ho ricercato e annunciato; l’estensione della profondità delle ricerche;  la cosiddetta morte e tumulazione del pubblico. Ce ne sarebbe fino a domani mattina. Stavo dicendo, che il pubblico, chiaramente, si fotta, che faccia anzi al più presto, non lo voglio vedere, celebrare, malmenare. Questo è il comando. Il pubblico non coincide con gli ascoltatori e gli ascoltatori non sempre sono autoascoltanti, cioè in questa mia saga doganale a forma di usurpazione e speculazione, c’è posto per tutti se vogliono farsi mandare a quel paese. Con l’aiuto di un setaccio, di un grande secchio e di alcuni altri strumenti convincenti, lo smaltimento delle forze sceniche mobili avverrà. Stanotte questi affari si raddrizzano come stecche in un quadro che uso come vela, sogni o non sogni.

Il titolo ipnagogico numero 19 è in viaggio. Sarà un quintuplo e non lo finirò prima di Settembre inoltrato. Sto amando i suoi primi abbozzi. La carica del suono mi attira e mi respinge, come qualcosa che è mio e che non posso avere, solo essere e trattare in qualsiasi maniera. Come la notte in cui non si dorme, si vive e conquista e perde ad occhi aperti.

A ciò, fa momento comune una nuova serie di congiunzioni che è insospettabilemente apparsa nel cielo oceanico, per dare potenza allo sprint finale del Vol.6 in compagnia di Madge Midgely. Le notizie solcano il mare e i continenti indisturbate e ce ne sarebbe anche qua da dire e riempire numerosi albi. Il più recente apporto al vasto connubio è questa lettura, in qualche modo archeologica, di ieri.

La necessità di creare ogni giorno qualcosa

Ancora sulla necessità di creare ogni giorno (opere costruttive: arte, musica, soluzioni, visioni, concetti, azioni, sostegno, amore ecc). Che non è una necessità, ma una delle tante trascrizioni e ricadute simultanee in questo piano di una essenza viva, che opera maggiormente in altri reami della coscienza ma da qualche tempo anche in questa densità.
Creare ogni giorno qualcosa scioglie nodi profondi e smagnetizza gli incantesimi del cazzo della storia e degli alberi genealogici, sana divisioni o trancia con violenza legami ammalati, aumenta la portata energetica di quello che si fa a partire da quello che si è. Spaventa chi non vuole vivere nella trasparenza.
Non ha quindi a che fare con quantità o qualità ma con essenza, presenza, coscienza.
Niente controindicazioni, se non che porta ad un progressivo e profondo assottigliamento delle relazioni di vecchio tipo ed è praticamente letale per tutti i babbani.
Regola numero 1: Non complicarsi in cose umane coi babbani, mai.

Once We Walked Together 2Lp2019 è on line

Giusto due righe, tanto avete a seguire la descrizione dell’inserto. Si tratta del mio titolo numero 17 della serie 2019. Paesaggi dronici sotto pioggia astratta di rumore. Niente di nuovo? Forse. Che dire, potete scaricarlo liberamente al link Mediafire qui sotto o dalla mia vetrina di Bandcamp, ma anche ascoltarlo sul canale YouTube. Vi invito a veicolarlo a coloro che possono capire, altrimenti continuate a fare quello che state facendo, va bene lo stesso.

https://www.mediafire.com/file/9t9yx8szenr8k9h/ALESSANDRO_MURESU-ONCE_WE_WALKED_TOGETHER_2LP2019_MP3.rar/file

 

Once We Walked Together/Lp2019

Dedicato ai pochi.                                                         

Ed anche questo doppio è arrivato alla sua liberazione. Sto pensando ad altro. Sto pensando, anche se non dovrei, anche se dovrei celebrare soltanto questo istante e poi magari andare a mettere i piedi a mollo, al mio prossimo grido. Amo Once We Walked Together, mi ha concesso azzardi e stupidaggini, bagliori e feste. Divenne immediatamente la compagnia per un sano lasciare andare, davanti all’evidenza che una volta gli dei camminavano con gli uomini, fra essi, o almeno nella celebre poesia che ispira il mio titolo e che continua a camminare se non altro lei con noi. Poi sono andati via, travolti dal destino anche loro. Con questo capitolo mi sono messo sulle tracce della ennesima evasione, del rilancio, e il rapporto da stendere è appena alla prima pagina. Potrei dire che il disco che vi consegno puntualmente oggi dopo un mese di via vai è il prequel in due tomi, 20 brani dei quali uno verbalizzato, di una indagine che svolgerò nel quintuplo titolo che vado a cominciare immediatamente e che mi porterà con sé fino alla fine dell’estate e oltre. Le dinamiche saranno le stesse, gli spazi, gli strumenti, i richiami.

Tutti i brani di Alessandro Muresu.

Foto di copertina di Siralemu.

Dono la mia opera Once We Walked Together gratuitamente, avvertendo l’ascoltatore che non può esserne fatto alcun uso commerciale. Io Sono Alessandro.

Contatti. L’unica forma valida ed onorevole di contatto e accordo per quanto concerne i miei affari è il contatto diretto con me, preferibilmente di persona. Nessun altro è incaricato o indicato per siglare accordi che riguardano la mia essenza.

Scrivere: alessandromuresu@hotmail.com

Leggere: https://alemuresu.wordpress.com/

Ascoltare: https://www.youtube.com/channel/UCPKH9dikBl6pRFnVcCh5v_A

Ascoltare: https://alessandromuresu.bandcamp.com/

Indagare: https://www.facebook.com/siralemu

Orientarsi: https://www.reddit.com/user/alessandromuresu

-ONCE WE WALKED TOGETHER-

01.That deep lake 02.Morning cage 03.Exorcism room 04.Arrow heads

05.Before the light 06.Dispregiative 07.Pondering 08.Like a dedication 9.A couple of strangers

10.Shinelko 11.Last last night 12.O.M.A.13.Tap 14.Without orbit 15.Absolute you 16.A good intent

17.Reyel as a songwriter 18.I was the last prince 19.Once we walked together 20.Out thought

ALESSANDRO MURESU-ONCE WE WALKED TOGETHER LP2019-COPERTINA.jpg

Nebbia sul mare

Ieri ho avuto una ottima conversazione con una amica, che mi ha chiesto perché questa musica non può essere ascoltata dal vivo.
Credo che posso riportare qui con molta trasparenza i motivi. Il più importante, e unico, è che questa non è musica ma la trasposizione o transcomunicazione di quello che è più importante per me, la ricerca di me, la mia gnosi, i miei scambi profondi e il riflesso di ricerche che svolgo per i fatti miei in altri ambiti. Essa assume in prestito la forma di una corrente sonora astratta; del suo taglio artistico non mi sono mai interrogato. E non è importante che diventi così ulteriore.
Quando qualche volta avviene sono contento, tutto lì.

Attorno, vivono le circostanze normali. I locali non amano promuovere questa estetica, è un dato noto; perfino le persone più vicine che conosco non la comprendono, e ciò determina anche delle fratture inevitabili; avrei comunque bisogno per muoverla integralmente dal vivo di musicisti che praticano su disco e quotidianamente il genere coi miei stessi strumenti.

In questo tempo fatto di alleanze, per suscitare un fare costruttivo occorre una stessa visione rinnovata nel profondo in tutti coloro che partecipano, che riconoscono come tutto è iniziato dentro di sé piuttosto che farsi distrarre dal fine fuori. Il resto, le quisquilie pratiche, diventano irrilevanti in confronto.