La giornata della Sardegna

Comprendo le tradizioni, le cronache ecclesiastiche, gli stendardi, le rievocazioni storiche, le letture, le commemorazioni, i roghi coi pupazzetti, le pietre conficcate per terra, gli strani manufatti, le formulette magiche, i riti di massa pubblici o molto segreti, le firme umide, i trattati sottoscritti, i numeri, le date, le forme, gli astri, i frizzi e i lazzi, e non vi dico che sono malèfici né malefìci. Essi sono quello che sono e ci vuole della gente dietro per caricarli a dovere in un modo o nell’altro.
Però io sono un essere un po’ differente, sicuramente un po’ strano e molto complicato, e non mi riconosco in quel folklore e in quella coscienza.
Non mi interessa supporre o accertarmi della natura privata delle organizzazioni collegate a tali energie; ricordo che ero molto piccolo quando le respingevo e ho continuato a creare le mie di scemenze, a crederci come un babbeo, qualche volta a farle diventare belle ed esserne felice per lungo tempo, fino a distruggerle sonoramente, guidandomi da me stesso.
Nego il mio consenso alle energie di quella specie circolanti sul sandalo sardo nella giornata di oggi, di ieri e sempre. Io sono Alessandro.

Silenzi in corso: Segnalibro

Ulteriore anteprima da Bodhibuilding! , il capitolo in bassa fedeltà che sto chiudendo ora. Il dettaglio, o il dettame, degli ultimi tempi, mi porta a tagliare voci su voci, preferendo nuovi suoni e strumenti coi quali parlare. Quasi quasi, è tutto strumentale. Eppure continuo a trascrivere. Scriverò qualcosa di preciso più avanti. Suppongo che nei primi giorni della prossima settimana potrà essere messo in libertà. A presto.

Riflettendo

Ho decine di idee per me ma che offro anche agli altri ogni giorno, sorretto da entusiasmo ed ispirazione continui. Per supportare quel minimo di scampolo di attività che secondo me sono ancora sane e belle. Non succede nella rete, succede nel scaldavivande esterno. Facendo un bilancio nelle ultime settimane comprendo che il torpore è rotto solo per convenienze deplorevoli, come alzarsi di notte per andare a prendere un bicchiere di acqua e poi rimettersi a dormire.
Adesso cambierò il registro. Mi tengo tutto e chi si è visto si è visto.

I grandi

Cerco ancora di ricordarmi che cosa volevo fare da piccolo. Non voglio tornare bambino, solo fare quello che mi era chiaro allora e che posso fare per sempre con quello spirito. E sto vedendo come sono andate le cose ai grandi, a questo tipo di grandi di cui parlo. Avevano fretta di somigliare al modello proposto e ora che si sono complicati abbastanza e hanno scoperto che grandi non si sarà mai, solo ammaestrati, solo ingozzati, solo gonfiati dal tempo e dai numeri che fanno sentire pesanti e abbruttiti, vogliono tornare bambini, senza rinunciare alle scemenze che hanno nel mentre imparato, stessi metri, disordini e pregiudizi. Il mondo di questi grandi confina col cimitero più di quello di chiunque altro. La benzina è filtrata nel sottosuolo dove invece c’è bisogno di acqua e ciò che cresce poi ancora e solo acqua richiederà. Che memoria avrà? Dell’acqua, e l’acqua si ricorderà di chi ha aiutato a crescere. Non mi importano le osservazioni e i rimproveri per non aderire al modello, per non coincidere con la litania che hanno imparato a memoria. Quella non è la mia famiglia, perciò è lecito che abbiano da ridire. Se vi hanno parlato di questi adulti vi hanno mentito, questo è che fa male. Cerco ancora di ricordarmi che cosa volevo fare da piccolo.

Cover: Fontanelle

Mi piacciono moltissimo le cover, sia di pezzi dei miei artisti preferiti che di altri, famose o meno. In rete ci sono delle interpretazioni fresche ed immediate di canzoni belle ma poco note. Ho provato così a creare una cover anche io, dopo tanto tempo! La scelta è caduta su questa Fontanelle del gruppo Girls In Hawaii. Non voglio azzardarmi a detenerli in un genere. Sono attenti musicisti, ispirati. Spero di aver fatto cosa gradita a contribuire con questo piccolo gesto alla loro diffusione. La canzone mi accompagna fin da quando anni fa ho scoperto che esisteva la band e possiede il tiro melodico e l’andamento  nostalgico, un po’ da viaggio e un po’ da notte, che cerco nei miei ascolti.

Fontanelle, by Girls in Hawaii

Wish to do the same and to forget you.
Rain isn’t twice the same but I still adore you.
Redo all again and I decide to go to bed.
You recline your head too.

I wish over again to dare to phone you.
Somewhere on the rain, I wish to see you.

I wish to do the same but I decide to go to bed.
You recline your arms too.

Wish I, wish I could drown.
Damn, why am I so cold?

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