Il passaggio

…mesdames…messieurs…da qui in poi, silenzio radio. Parla il messaggio. Restiamo in ascolto.

Brano: Breeze in the picture gallery (frammento animato).

 

Alessandro Muresu-Breeze in the picture gallery (no voice) from Alessandro Muresu on Vimeo.

Ilyas Ahmed – Come On

Un creatore eccezionale, Ilyas Ahmed. Questa è dal suo nuovo album in uscita ora per Immune Recordings, “I am all your own”.

Eluvium – Indoor Swimming at the Space Station

Quella cosa comune

Sostengo l’importanza di sgominare gli intermediari dalla nostra essenza e permetterle di espandersi. Questo conduce anche a creare cose forse un po’ fuori dall’ordinario ma soprattutto offre un esempio e fa partire una riflessione. Questo esempio dice che rivolgersi all’esterno e alle solite cause ed effetti non serve a nulla, non è mai servito se non a rinnovare le ombre sullo schermo. Proviamo ad unificare cause ed effetti senza dover dare più spiegazioni. Proiettiamo quella energia su un mix esagerato dei nostri normali attributi attivi, l’abbigliamento normale o ricercato, i tratti del volto, il respiro, anche il solo stare in piedi o seduti in una stanza in silenzio, fino alle parole esatte nel momento presente per portare nella visibilità non concetti o logiche di un’altra dimensione o soluzioni per problemi da fuori di testa, ma proprio una dimensione sulla quale altri possono affacciarsi, osservare, transitare. Non stiamo vendendo enciclopedie, né dobbiamo inaugurare accademie di talenti e costruire bungalow sotterranei in cui nascondere l’oro. Si tratta di aprire un varco semplicemente essendo se stessi. Per alcuni vedere le tapparelle delle proprie convinzioni sciogliersi al sole è una benedizione, per altri una disgrazia. Stai in mezzo a queste persone che volano da un essere assopito all’atro per rifiatare o chiedere semplice sincera comprensione, ma incassano una nuova tazza di anestetico; talvolta lo fanno per arraffare qualcosa oppure scaricare un sacco di immondizia ed imporre il loro punto di vista, che non è un punto di vista ma è quella cosa comune a tutti, o almeno quello che li rende esasperatamente riconoscibili mentre sbandano sull’orlo della evanescenza. Quando si materializzano, non c’è cosa migliore di un colpo secco, un colpo da maestro come si dice, ben assestato e dritto al punto. Una rivelazione improvvisa che può essere sconcertante. Si evitano incomprensioni e inutili dialoghi e peggio compromessi e dubbi. Può avvenire con uno sguardo che lascia quel segno che scavalca il protocollo, l’etichetta, l’uniforme, la maschera. Un attimo dopo, un giorno dopo, un anno dopo, una vita o due vite dopo, ci tornano sopra, anzi, è da lì che si affacciano, e pensano che hanno incontrato qualcuno che ha portato loro un ritratto di quello che era inimmaginabile, per tanti proibito, e che ora è diventato all’improvviso molto familiare. Ma hanno fatto tutto da soli. Era quello che stavano cercando. Nessuno cerca grane e nessuno vuole essere dispettoso e cattivo né lotta per controllare gli altri. In quel momento è così come è, soltanto che nella stragrande maggioranza dei casi si imbatte in chi a sua volta gira in tondo e finisce che reggono entrambi le estremità della medesima corda invisibile per dare vita ad una nuova scenetta e nulla cambia.

Mad Season-Wake Up

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