Il guscio

Muove i passi fuori dalla giostra chi ha superato il dramma energetico del possesso (vampirismo) e non solo materiale. Chi accetta e contempla le cose perfette come sono invece di volerle programmare a sua volta rieditando un vuoto comando.
Oggi questo dramma è rappresentato largamente, nella coscienza di massa o noncoscienza o coscienza artificiale, dallo sconcerto e orrore avvertito dalle moltitudini di automi davanti alla apparizione di esseri che si sono invece riconciliati alla visione originale e che hanno spaccato il guscio della programmazione.
Come non ricordare Cioran, per il quale anche ad un piano intellettuale essersi ricongiunti ad un timbro proprio e dire ed incarnare la verità propria è un pesante affronto ed una violenza grave che incide sulle ombre alle quali tale energia si palesa. Si immagini un ladro che, essendo stato scoperto in casa dal proprietario che si oppone urlando e provando a bloccarlo, si lamenti di esser stato ferito emotivamente dalle urla ed improperi e che tutti nel quartiere e nella città prendano la sua parte: “Poverino! Poteva morire di crepacuore per l’emozione che si prova nell’essere inchiodati alla colpa. Basta colpe, basta. Ha ragione!” Un piano alla rovescia.
Non è buonismo, è assenza di coscienza, la vera deriva.
In questa epoca più di altre assistiamo a manifestazioni di scandalo e restrizione sostenute in tempo zero e a comando dal senso comune, ben foraggiate corporativamente, nei confronti di chi semplicemente ha avuto accesso ad un sentire di paradigma inedito e lo incarna.
Sto pensando a molte cose e anche a questo.

 

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Giorno dopo giorno

Fatto un disco, se ne fa subito un altro.
Non vedo l’ora di mettermi sulle tracce dell’ultimo episodio dell’anno, il dodicesimo titolo della serie 2017: non più di 10 parti da mettere in giro attorno al 20 Dicembre, insieme ad una breve selezione di cover a cui sto pensando.
Rispondo ad una domanda.
Mi piacerebbe suonare dal vivo ma la rarità tipologica produce resistenza dei contesti a sostenere esperienze ultraperiferiche.
Sono inoltre a corto di organico adeguato per eseguire dal vivo in modo esteso e coerente la mia produzione, che non amo ridurre a chitarra e voce visto che di suoni ne infilo parecchi nelle mie creazioni. A parte gli egorivolti, che non si attengono alle partiture assegnate né alle comprensibili gerarchie, gli ascolti e l’attitudine richiesti sono sentieri obbligati, così come gli intenti ed il tempo da dedicare.

Questo è tuttavia un problema apparente, previsto dal mio piano di volo. So e vedo che tutto si muove con molta più facilità giorno dopo giorno, semplicemente falciando i resti del campo di vecchia energia.

Secondo Premio Lp2017 è on line

Ad elementi così estesi, coniugo poco contorno. Quadra il fumetto, anche se non mi sono trasferito nel suono, non sono io quello ma qualcuno a cui ho descritto una circostanza e la ripete per me. L’ultima voce ventriloqua della mia pazienza. In effetti non ho pensieri, opinioni e giudizi su questa parte di vita, né sulla mia vita o quelle che stanno attorno. Mi sento senza peso, credo da un bel pezzo, il peso della poca chiarezza e delle risposte orizzontali, degli aspetti e delle speranze da misurare. Così sto per i fatti miei. Torno qui per presentare le ossa e le polveri.

Per evitare di spiegarmi, e falciando l’erba dagli spazi dai quali avrei voluto vedere più paesaggio e cielo e immondezzai reali, fra Giugno ed oggi sono 4 i capitoli doppi che ho creato all’interno del mio esercizio di trascrizione infinito, intervallati dal criptico Senzar  sul quale ho testato alcuni degli esempi di suono che ho poi chiamato a raccolta intensivamente qui su Secondo Premio, pubblicato on line poco fa e messo a disposizione gratuitamente al solito link Mediafire in formato Mp3 e completo di testi.

Non ci tornerò domani o dopo, con le parole. Scaricatelo se volete e mandatelo a chi non vi piace e poi andate oltre. Questa la sola preghiera. A giorni comincio a tracciare il nuovo punto, che chiude il mio anno,  più una rapida collezione di cover su cui vorrei svagarmi. Grazie per l’attenzione, a presto.

http://www.mediafire.com/file/jw1jhv9khrlu8b7/ALESSANDRO+MURESU-SECONDO+PREMIO+LP2017+MP3.rar

ALESSANDRO MURESU SECONDO PREMIO LP 2017 COPERTINA

Passerà

Ci sono migliaia di ricette sociali e politiche, ma nessuna liberazione passerà da lì. Sono solo la protesi nella filiera, negozi più piccoli che imitano il blueprint con margini minimi di movimento ma non di libertà, giusto per soddisfare alcune fantasie romantiche di masse dalla coscienza identica benché con idee assortite. Come le autogestioni scolastiche, come la fuga di Holden, il bus di McCandless. Innocuità e mansuetudine da vendere bene. Appena il preside schiocca la frusta, si torna in classe, e si torna in classe davvero, ingoiando l’inasprimento dei compiti e altre punizioni che sembrano un contrappasso inevitabile. In realtà lo sono: se non sei capace di immaginare e pretendere per te stesso una espansione sovrana illimitata, ma solo un’altra gabbietta in cui nascondere intenti di scarso valore, devi essere punito. Questo è il senso. Sulla finestra le grate pendono invisibili, mentre l’energia se ne va nel sogno di una catapecchia da occupare in cui vivere riciclando immondizia, previa autorizzazione, e di cella in cella si continua a stare dentro. Sembra un racconto già sentito?

Il ricettario di una sempre meno eccitante sperimentazione si chiuderà quando qualcuno mollerà il grembiule e indosserà il suo vero abito per camminare con quello in mezzo a quegli altri, o altrove, incarnando (o disincarnandosi) ad alta voce che non ha più bisogno di imporsi, da sé, limitazione, obblighi, sorveglianza, protezione, elezioni, governo, compromessi; quando qualcuno prenderà la parola come Essere Vivo e con la pace nel cuore essa arriverà anche agli orecchi delle piccole organizzazioni che sono lettera morta, la cui natura, il loro gioco e la loro frode è una storia antica che è venuta a galla, scoperta nel dettaglio. Sempre più essenze la stanno ricordando e sempre meno individui vogliono avere a che fare con loro e i loro contratti espliciti o impliciti. Passerà soprattutto quando un essere umano non vorrà più sostenere quella coscienza limitata.

Anteprima: Lato alto

Mi trovo ad un buon punto circa la trascrizione del doppio Secondo Premio, potrei dire che è quasi ultimato, ma farò un giro di più dopo la linea del traguardo per sfiancarmi meglio. Come avvenuto durante le sessioni per i precedenti tre doppi, sto apprezzando l’esercizio di presenza che mi sto permettendo, forse anche lo sputo di impegno, senza tenere conto dei risultati. Strumenti nuovi pronti da sabotare e suoni dimenticati mi accompagnano.

I brani vanno e vengono ed io sto fermo. Non sono solo brani ma qualunque cosa mi sta accanto. Va bene così. Ci incontriamo se siamo coincidenti e la coincidenza non si può comandare né forzare con alcuna pratica o impegno, perché essa è ed è preordinata e benefica, oppure non esistiamo in nessun modo, nemmeno miseramente illusorio. Mi interessa questo e mi interessa che manchino tutti i manuali di istruzione.

Uno di quei punti interessanti nei quali non conta l’esperienza, l’esperienza è una maschera, ma l’intesa sconosciuta al suo grado più elevato. Così rileggo momenti passati successi e non successi e futuri impossibili o certi. Tengo conto di ogni potenziale e cerco una intesa con esso, cosa che vale più di ogni realizzazione.

Ma al di là di questi pensieri, sono qui per presentare l’anteprima di una visione che ho intitolato Lato alto, trascritta e incisa ieri.

-Lato alto.

Qualcuno è stato qui prima di noi

Il letto disfatto sarà un fossile

Volevo dirti addio ma ho perso il tempo

Ognuno ha dato tanto e poi cosa ne avrà?

Tantissima lentezza nel prendere

Adesso stiamo andando molto in su

Vedo le radici

Sono i tuoi fantasmi

Così in alto… Così in alto… Così in alto…

Qualcuno è mai stato qui prima di noi?

Con tutto me stesso

Durante il corrente anno ho scritto e inciso 170 brani circa di suoni obliqui o quasi gradevoli. Questo aspetto numerico per me è irrilevante. Il fare mi interessa invece, che non c’entra con lo sterile lavoro.
Fantasmi rapidissimi, liofilizzati ora in uno spaziotempo che è quello della coscienza di massa, ogni tanto fanno la ronda e mi chiedono: Novità?
Di ciò che non mi interessa smetto di informarmi e dichiaro sia che ne so nulla sia che mi fa schifo, e di ciò che mi interessa il più delle volte che ci sto appresso scopro che è solo per riempire il terribile vuoto che in quel momento non so occupare con tutto me stesso. Con tutto me stesso. In silenzio. Da solo. Con tutto me stesso.
Ci sono essenze che amo e sono quelle a cui non penso mai, come alle mie creazioni. Mi sto dividendo da chi non mi piace e anche da chi ha solo bisogno di me. Ci stiamo dividendo da uno schema funzionale su entrambe le polarità per unirci dove siamo presenti e coscienti e basta.
Una canzone, nessuna canzone, cento canzoni, un’amante, un cane, altri drammi, sapere dove sta il salvagente o infischiarsene; che differenza fa, se tutta la vita è un esercizio arrogante di scuse e di assenza?

Nuovo capitolo: Secondo Premio

Non è vero che mi sono fermato qualche giorno per salutare il varo di Senzar. Neppure si è interrotto il disgusto e la reazione violenta verso gli approfittatori e i leccaculo che si sono affacciati per provare a succhiare un altro pezzo di anima. Come non si è arrestata la gioia nel vedere finire i giorni soddisfatto del bene che va e ritorna. La sera stessa in cui Senzar è andato on line, stavo già incidendo le basi spericolate per il mio nuovo capitolo e ora che sono passati 5 o 6 giorni mi sono portato abbastanza in là col lavoro che ha mostrato le sue nudità. Rumore e musica da fare e nuovi attrezzi per incanalarla. Alcune cianfrusaglie al limite della rumenta mi stanno sorprendendo e anzi sto chiedendo in giro alle mani bucate che conosco di sbarazzarsi di tutto ciò che non fa più arredamento e che li imbarazza davanti alle vetrine in cui dilapidano il salario.

L’ombra della masticazione ragionata si distende assieme a quelle di altri misteri sulla tappa, doppia, numero undici della serie 2017 in bassa fedeltà, la dodicesima compreso il blocco di cover.  Ho intitolato l’avventura Secondo Premio, ricordando un personaggio del libro Trainspotting non particolarmente puntuale col destino. Diverse clip sono già sul mio canale YouTube e possono essere ascoltate per disfarsi di ogni idea. Sarà finito verso metà Dicembre, insieme ad un altro volume di cover.

Non mi interessa fare colpo. Mi importa che questo sia un contributo riconoscibile al puzzle più grande, mio e di tutto ciò che è, e che io stesso sia lì e mi renda conto di ciò mentre lo sto originando.

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