Invito

San Valentino mi va bene, ho anzi ammirato ieri i miei amici che avevano un programma ad un tavolo, candele, vino, bijoux, una conversazione un po’ più presente e decente, camere fuori città ecc, e anche i vostri messaggi per qualcuno o per voi stessi. Perché l’armonia dovrebbe affacciarsi allo spuntare di ogni istante, è questo che uno si augura alla fine, anche se quasi sempre non lo sa.
Anche se negli ultimi sulfurei anni sono diventato un mitologico o forse solo più preistorico, rincorrendo il primo mondo e anche a ritroso, preso da dialoghi invisibili e slanci autogeni, non posso escludere che ritornerò per qualche tempo a qualcosa di simile. Lo rifarò come un intero che non si può dividere, inattrattivo, antiattraente, senza magnetismo e volontà. Ogni tanto mi frugo quella espressione e mi dico che non è il momento perché ho troppi desideri e manie di mettere a posto le cose, o di farle bene. Non vado in giro col retino nel quale insacchettare comete e probabilmente, di base, non ci so neppure fare, ma succederà ancora una volta e sarà meglio di tutte le altre. Nessuna è stata spiacevole, non posso presentare alcuna fattucchiera. Il solo fatto che resto qui ad impilare giorni, al di là di tutti i risultati e aspirazioni e condizioni apparenti, inevitabilmente conferma che esiste qualcosa che amo e per la quale ho passione ed è un trionfo. Ciascuno può verificarlo da sé. Per non cadere dalla padella alla brace e in altre stoviglie ho soltanto smesso di essere quel piatto da mettere in tavola o di aspettarne uno.

 

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WANG FO LP2018 è on line

Dopo quasi un mese esatto mi ripresento alla mia porta con un nuovo pacco di lettere dal fronte. Si tratta del vero primo episodio senza patria del mio 2018. “Vite private” era la coda del 2017. “Wang fo” sospira appena dopo. Dieci tavole primitive e grosse e grossolane che ho riascoltato, inusuale per me, e mi ha divertito. Trovo unità fra i divertimenti del prima e durante e dopo, altrimenti non farei queste scarpinate.

Non pensavo di averci ficcato dentro così tanta rumenta e amo scoprire questo décalage dei miei convincimenti in quei momenti in cui posso riascoltare tutto l’intero.

Come sempre, e meglio di sempre, non ho niente da dire a riguardo, se non che ve lo regalo, scaricabile in Mp3 da questo link Mediafire

http://www.mediafire.com/file/g7299jjcxb1xd4f/ALESSANDRO+MURESU-W%2ANG+FO+LP+%282018%29+MP3.rar

Sarebbe bello farlo arrivare a chi già conosce la solfa. Tutto qua. Tutto qua? Sì, tutto qua. A voi la trottola.

ALESSANDRO MURESU-WANG FO LP2018 COPERTINA

Pezzi

Mi dedico questa mia, Quasi alla fine, e qualsiasi altra cosa passi dallo stereo in questo momento. Sai quell’antico vaso che si è rotto con amore? Sono usciti i demoni, poi gli angeli, poi quello che siamo, io, tu, il resto. La collera aveva un buon sapore, per fortuna.

Non potevano restare rinchiusi a lungo la dentro, come tutte le cose. Ma ho mosso con destrezza la mia attenzione per scansare i primi e i secondi, i pensieri, i desideri, le sicurezze, la roccia dura e sconosciuta; molecole, pianeti, sistemi di calcolo, persone intere o ammezzate da codici. E dopo questi intermediari, che cosa mi è rimasto? Pezzi di vite e vite, vite che si spaccano in frammenti museali, costosi, che si mescolano mantenuti in sospensione ad una certa altezza e poi ricadono nel profondo di una determinata era e si sotterrano. Qualcuno insaccato nella monade a scadenza passa di lì e le trova e così un’altra maledizione ha inizio. Che cosa mi è rimasto? Ho trovato necessario strapparci dalle grinfie dell’anima.

 

Anteprima: I Am my impersonal version of you.

I giorni discendono lenti dopo essere zampillati dai loro rifugi ma sono ampi, portano un mucchio di roba e robaccia con sé. Mi sono preso della libertà per afferrarne un po’ ed ecco qui, mi ritrovo punto e a capo con un nuovo titolo di primitivismo in corso e due belle invenzioni per della musica quasi di sottofondo da creare con amici, vicini e lontani. Fare le cose con qualcuno ha per me lo stesso valore di fare un viaggio verso di me penzolante nel tempo e nello spazio di altre concezioni. Andando al sodo del rumore e del brusio che costellano il mio monologo, ecco qui l’episodio odierno di 8 minuti. Più parti indaganti, più esperienza diretta.

Ci sono degli aspetti sensuali in cui sono più spigliato a questo giro, parlo in generale. Mi metto dietro l’angolo per sorprendermi e farmi paura, mi seduco, mi intrigo, mi rifuggo e rigetto, tuttavia il segnale resta lo stesso. L’apparizione della chitarra baritona nella mia vita è stato un colpo che mi ha proiettato da un’altra parte, cioè dove già mi sentivo prima, soltanto è diventata una cosa che nemmeno vedo più, svanita in me. Io Sono la mia versione impersonale di te, la pace provvisoria definitiva. Non c’è molto da pensare a riguardo, è tutto così chiaro.

-I Am my impersonal version of you.

I drive back to pretend the road

All distances are mine

Hold on in my the inner sea

across the may-be Oh… Playful romance,

Feel my full voice

You drive back to the sun

even in all the ways that are lost

See me when I’m the sun

There’s a lot of light

Sand is sand

Sent this sand

 

-Sono la mia versione impersonale di te
Mi dirigo indietro per pretendere la strada
Tutte mie le distanze
Soffermati nel mare interiore
attraverso ciò che potrebbe
Oh…
Romanza giocosa
ascolta la mia voce piena
Ritorni al sole
anche quando le vie sono tutte precluse
Guarda quando sono l’astro
C’è un sacco di luce
La sabbia è sabbia
Ho inviato questa sabbia

Vite private LP2017 è on line

Eccovi le mie poche parole. Ogni volta è sempre peggio ma sono sicuro non ci servono, per quello che dobbiamo combinare insieme. Neppure quando spiegano molto bene qualcosa e ci deliziano ed esaltano. Che siano giuste, dure, insensate, iperboliche, soppesate, è la stessa musica tumulata in una stanza, sempre un esterno.  Adesso io voglio cogliere le intese che sono riuscite ad evadere, superando questi mezzi e anche i propri, andando alla semplicità alla quale non possiamo sfuggire.

Ricopio da un’altra paginetta. Lo metto in giro nel 2018 ma ne avevo le tasche piene già a Natale, perciò ho preso con me la baritona, per esasperazione, e scappare con lei.
Liberamente e gratuitamente scaricabile da qui,

http://www.mediafire.com/file/y1lkznbylwcirux/ALESSANDRO+MURESU-VITE+PRIVATE+LP2017+MP3.rar ,

“Vite private” è un sobborgo di elegiaco drone folk e altri palpeggiamenti e si tratta del mio titolo numero 12 della serie 2017 in bassa fedeltà. A Gennaio e Febbraio non ci saranno inediti, sto audizionando individui per portare un po’ di me dal vivo.
Con la sola preghierina di inoltrarlo a chi pensate, o sospettate, ha le mie stesse perplessità, vi ringrazio. A presto.

“Vite private”, questo angolo cottura di situazionistica nenia rupestre, rumore apologetico e diceria folk, modellato alla fine del 2017 dopo un anno di tomi del sabotaggio del suono, rincorse, svenimenti, è finito, cioè è sfinito. Ve lo porto integro, tutto da fare a pezzettini, a prova di elogio.

ALESSANDRO MURESU-VITE PRIVATE LP-2017-COPERTINA

 

 

 

2018, oltre le idee

Un mio pensiero che ho trascritto poco fa sul baracchino azzurrognolo e che credo sia utile.

 

Sono stato molto severo con alcune essenze durante l’anno passato, e anche qui su un mezzo di mediazione così grottesco ho preteso tanto da coloro con i quali sono in sincero contatto. Si direbbe che alla fine è solo una scatola di contatti tanto ridotta ed evanescente, qui siamo meno di 30, eppure essa racconta che per me sono tutto ciò che occorre per specchiarmi in questo ambiente, per farmi pensare e certe volte anche per far volare le mie azioni più concrete. Le informazioni e le riflessioni scambiate qui sono coscienza importante, ricordatelo!

Nel tempo, non ci ho pensato su due volte a viaggiare per incontrare alcuni di voi, ricevendo anche gradite visite, e non ho sbagliato a farlo, anche quando ero immerso in avventure complesse, perché si sono rivelati esattamente il tipo di spiriti forti coi quali desideravo ricongiungermi dopo vite trascorse lontano. Oggi siamo diventati buoni alleati o divertenti complici, nello spirito della libertà e del sostegno.

Dicevo che sono stato severo, ho fatto arrabbiare molti e anche fra i miei amici vicini di tutti i giorni ho elevato degli allontanamenti. Quando mi tuffo in un punto più profondo dove andare a creare, preferisco farlo da solo senza gregariati o coscienze non allineate, perché so come va a finire.

Quest’anno non sarà differente, somiglia a vari altri periodi alla fine, ma quello che sto facendo da diverso tempo e che ora vedo meglio è che non scaccerò nessuno, né terrò il silenzio. Forse permetterò a cose che mi riguardano di tornare a me.
Bisogna muovere più energie e farlo a più alto volume ed essere trasparenti. Perciò negli ultimi giorni ho davvero apprezzato la musica delle parole che abbiamo scambiato nel farci gli auguri, che rifaccio qui, parole scritte o dette nelle lunghe telefonate che contengono con più chiarezza anche le idee più tangibili e sfumature più vere su di noi. C’è questo nel mio viaggio di quest’anno, che è già iniziato da un po’.

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Rumore del 2018: a caccia di date.

Non è un insulto domandare di poter esibirsi con la propria musica. Diviene più interessante quando si vive in luoghi ameni e si suona un genere di frontiera poco ascoltato e ancor meno praticato. Ma alla fine questo quadro è così perché io sono così, dunque non è una aggiunta, una aggravante, un agente miglioratore, ma l’unica firma responsabile su questa esistenza.

Ho così diramato ai miei contatti un comunicato serissimo in cui affermo che per il 2018 ho il desiderio di suonare dal vivo, momento che ho diradato quest’anno che si chiude, e vorrei informassero anche i loro sodali traffichini. Quando dove e secondo quali termini preferisco discuterlo di volta in volta. Certo è che ho una sola cosa a cuore, divertirmi, proporre la mia visione senza filtri e rendere soddisfatti tutti, sia chi mi ospiterà che chi mi ascolterà.

Anche tu che leggi qui, smetti di consumare il panettone e fa come quegli altri,  organizza qualcosa in cui possiamo incontrarci ed essere felici.

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