Una gradita notizia: la mia partecipazione alla serata Fringe-Festival Musica sulle Bocche 2017

Non sto lì a nascondere la soddisfazione per questo esito, per ragioni naturali, di feeling con le energie che si sono alla fine incontrate. Ho chiamato i miei migliori alleati, ieri, e abbiamo fatto quel minimo di bisboccia dopo il tramonto. Queste settimane sono molto concentrato sul mio nuovo intenso episodio della bassa fedeltà, Le cause naturali, che metterò in giro a metà Agosto. Si tratta di un viaggio di suono e distopie di 25 brani. Sarà il mio miglior specchio. Perciò ho diradato scorribande e diversivi concentrandomi sulla pura evocazione.

Non sono un fan dei concorsi e delle situazioni competitive, che ho evitato negli anni in modo scrupoloso. Ma l’altro giorno, quando mi è  apparso il banner del prestigioso festival Musica sulle Bocche, che promuoveva la sezione dedicata ai nuovi nomi della musica di innovazione, qualcosa si è impadronito del mio momento e dopo 15 minuti avevo inviato i miei brani da sottoporre alla giuria insieme ai miei dati. Ricalcava esattamente quella sensazione che avrei voluto trascrivere nel diario dei miei tragitti ma che poi, estratta dagli esiti di km non esattamente in fase, ho trovato poco completante e ho abbandonato la possibilità di un blog.  Questo evento ingloba e condensa anche quelle esperienze nel linguaggio che detta i miei giorni ed è buono. A ridosso di quei posti ci vado pedalando per mezza giornata,  attratto e inseguito dalla stessa possessione. Faccio ore bellissime, da solo, completando molto spesso la prima parte davanti al mare speciale dell’Isola Rossa, il mio posto del cuore. Stavolta lì, e anzi poco più su, a Santa Teresa Gallura, ci vado, sempre da solo, ma con la mia chitarra e suonerò un set di 30 minuti passando un tempo bellissimo con gli altri 5 progetti selezionati e con i protagonisti di una creatura elegante e valida nel panorama degli eventi internazionali della musica viva, varia, di nuova concezione, nuova energia e di riscoperta di tradizioni più disparate e remote. Questo è quanto, sarò lì.

L’appuntamento con la serata dedicata alla selezione Fringe di Musica sulle Bocche 2017 a cui prendo parte si terrà a Santa Teresa Gallura il 3 Settembre, dalle ore 21.00 fino a mezzanotte,  in Piazza Santa Lucia. Sei performances, ciascuna di 30 minuti. Ricordo che il Festival Musica sulle Bocche comincia il giorno 31 Agosto e si protrae fino al 3 Settembre. Il programma  ufficiale, gli aggiornamenti e la storia stanno qui https://www.musicasullebocche.it/  e sulla pagina Facebook. Invito chi legge a partecipare.

Ringrazio gli appassionati e i sostenitori della mia musica e della musica. Ringrazio la Compagnia Costante e la mia compagna d’anima.

Una gradita notizia: la mia partecipazione alla serata Fringe-Festival Musica sulle Bocche 2017

Mount Sumeru

Sempre meno oggetti del mondo di prima e sempre più sbiaditi, inconsistenti. Si scansano da soli. Meno contatti, meno tempo formale o informale, meno domande da subire, meno risposte da dare e meno parole e pensieri in generale. Il telefono sta muto anche per 5 giorni e sui social network quelli che aspettavano le briciole si sono dileguati.  Per molti, sono ora incomprensibile. Sicuramente lo sono anche per me, quelle volte in cui invece di accettare la ovvietà del chiaro e dell’evidente mi metto sulla pista di risposte e ragioni che so benissimo non portano da nessuna parte. Si tratta di quel bastardissimo giro lungo.

Non la faccio complicata e tolgo di mezzo chi prova a tentare la carta del labirinto. A questo punto della storia, questa forma di interrogazione è una presa per il culo e un’offesa ed io non la posso accettare da me né da alcuno, anche se dovesse costare troncare con tutti i residenti del campeggio incosciente. Bene, sta accadendo e accadrà sempre più forte che ogni sasso verrà rivoltato. Io faccio la mia parte, finendo con la faccia nel fango o certe volte godendomi la vista del cielo. Non mi oppongo.

Più silenzio, presenza, creazioni e tranquillità. Più chiarezza e prontezza nel decidere come una cosa deve essere e dove non c’è niente, per lo meno non c’è niente.

Ho creato questo video per il brano strumentale Mount Sumeru. Il mio nuovo appuntamento in bassa fedeltà prosegue, oltre 25 brani, e ve lo porterò on line il 16 Agosto.

Mount Sumeru

A bordo dei limiti

Come mai oggi i grandi strafottenti maleducati, spesso inguaiati in crimini o zozzerie, sono così seguiti e grandi masse di persone propongono che il destino delle cose debba passare dalle decisioni di questi ‘che ci sanno fare’? Mi viene da pensare che, nella estesa mancanza di visione personale, molti credono che tanto la nave sugli scogli andrà, dunque meglio incaricare al timone un imbecille, così nel parapiglia inevitabile poi si potrà dare la colpa a lui. Ma da una parte questi direttori offrono un servizio, si mettono al servizio di una astrazione inesistente ed agiscono per suo conto vivendo l’assenza e l’oblio, e da lì la veicolano. In apparenza, ci vuole coraggio, eh!, e dunque il pubblico applaude questo eroe tragico e prende appunti, complice il patto implicito che vincola ciascuno a non indagare troppo a riguardo. “Tu fingi e fregatene, anche se me ne accorgo mi sta bene perché, detto tra di noi, nemmeno io sono degno d’altro.”

Dall’alto di quella assenza ed irresponsabilità, e una relativa impunibilità con tanto di premio per le carognate compiute, appaiono pieni di potere. Somigliano a centinaia di individui che ogni giorno si incontrano e che replicano scalarmente gli stessi disequilibri. Si penserà che i modi burberi e le brutte parole li caratterizzano, ma il disprezzo è quello per se stessi, tanto da rigettarsi e preferire un ruolo, e li accompagna fin da quando accettano di pronarsi all’automatismo. Gurdjieff ha ricordato che “una percentuale considerevole della gente che incontriamo per la strada è vuota dentro, cioè, in realtà è già morta. È una fortuna per noi che non lo vediamo e non lo sappiamo. Se sapessimo quante di queste persone sono in realtà morte e quante di queste persone morte governano le nostre vite, impazziremmo dall’orrore.” Penso che valga anche il contrario, cioè che se queste finzioni si imbattessero in esseri vivi e chiari, focalizzati, non solo sarebbero loro ad impazzire ma accadrebbero inevitabilmente all’interno delle loro finestre di tempo catene di eventi significativi che o li distruggono o li fanno tornare alla vita.

Non si può pretendere che un incontro del genere sia piacevole. A volte non lo è neppure per chi è molto preparato. Si crede davvero che se si imbattesse in un essere purificato, sovrano e focalizzato, un individuo comune sarebbe capace di riconoscerlo ed apprezzarlo? La risposta è no e ogni giorno della storia nel piccolo e nel grande è verificabile. Ogni incompiuto spera sempre non ci sia nei paraggi qualcuno capace di scoprire il suo gioco e metterlo sotto una luce tremenda, o ne andrebbe di mezzo l’intera impalcatura e scenografia di una esistenza i cui traguardi intermedi fittizi sono stati assemblati senza una volontà cosciente, il che nella gavetta per crearsi cotanta carriera ha voluto dire assecondare imposture, insincerità, sottomissione, imposizione, prevaricazione, cieca obbedienza, compromesso, spesso violenza. Non è una storia che sembra aver già ascoltato?

Un essere più avanzato lo può apprezzare solo chi è già in quello stesso stato, al più chi ci è vicino o si è segretamente promesso di diventarlo. Come persone e maschere, come esseri non perfezionati, tutti gli altri non ne sarebbero in grado e anzi quella energia elevata li ridurrebbe in pezzi, li farebbe stare più male di quanto l’abuso più vile possa fare. Ad ogni atto progredito e di bontà e costruttività ricevuto, essi si sentono realmente in pericolo, senza un motivo esterno. Per questo si rivoltano anche alla sola vicinanza di una vibrazione tanto potente e si sentono chiamati dal loro programma a tentare di annientarla. Ne va della sopravvivenza della bugia vivente.

Faccio un esempio e mi torna in mente quel video con le scimmiette e l’acqua che è perfetto. Uno si becca un programma, ad un certo livello non si domanda perché e questo gira da solo e sembra quasi reale. Può essere qualsiasi cosa, tipo mangiare cose disgustose o frequentare persone poco pulite. Vede gli altri attorno che si comportano in automatico e la parte più grande del pasto non è mai nutrirsi in silenzio ma vomitare nel piatto di chi mangia cibi diversi, insomma, essere meschini con chi la pensa diversamente è la nutrizione vera e propria e ciò dona molta soddisfazione oggigiorno, pare che distenda i nervi espellere sugli altri questa carica tossica che è evidente non si è più capaci di contenere tanta se n’è assorbita. In realtà molti di questi non vogliono più assumere quel cibo deplorevole, e sanno che sono intossicati fino al collo e sanno anche che i loro contigui sono esseri primitivi e squilibrati; il fatto è che le condizioni d’energia in quel momento li inchiodano lì e basta. Inoltre, temono che se smettessero con un certo comportamento, subirebbero esattamente lo stesso trattamento, brutale, ingiusto, malato, dai loro compari, o ex compari a quel punto. E questo potenziale c’è, sarebbe anzi inevitabile e per via di leggi maggiori sicuramente idoneo per rimettere le cose a posto. Non si può pensare di poter fare quello che si vuole senza poi subirlo. Interviene in soccorso la spinta propulsiva: più è genuina e ardita e azzeccata la virata cosciente, più velocemente si mitigano certi contraccolpi. Effettivamente, più di ogni rappresaglia o vendetta subite, per loro la parte difficile è il poi. Nel territorio inesplorato della responsabilità individuale, dove ogni decisione crea il proseguimento non ancora battuto, tutti gli elementi hanno finalmente riconosciuti il valore e una firma di energia e per mettersi in viaggio sono richieste una visione chiara e la prontezza a volere/sapere sempre risolvere nel bene e nel giusto. Si avverte anche  la mancanza di una scatola di attrezzi che hanno a che fare con la manifestazione e la comunicazione istantanee: quali ragioni sono intervenute, come riconoscere gli intenti e le sensazioni sottili, trovare le parole esatte per intavolare eventualmente un discorso a riguardo e renderlo efficace e a prova di stupidità di gregge, esigere che venga rispettata una scelta e la libertà di quella scelta, prevenire con anticipo i contesti non più adeguati, tirarsene fuori eventualmente ecc.

A bordo dei limiti

Nuovo volume di cover: Nubi

Appena immesso on line, è scaricabile gratuitamente e liberamente da qua:

http://www.mediafire.com/file/d588yd38fyo32at/ALESSANDRO+MURESU-NUBI-COVER+2016-17.rar

Dalle note:

Nubi/Lp cover 2016-17

Dallo scorso anno alle mie trascrizioni ininterrotte ho affiancato delle frequenti realizzazioni non ragionate di cover. Il tiro è il medesimo di sempre, buona la prima, mezzi insufficienti ecc. Ho cantato e suonato quello che ricordavo, spesso senza ricorrere ai testi originali, perciò mancano spezzoni interi di liriche, alcune parole non coincidono, o le strutture sono alterate. Sul brano di Devendra Banhart ci ho letteralmente suonato sopra perché non avevo voglia di reimpararlo. Non sono scelte tecniche ma la mia volontà e coscienza del momento: se avessi rispettato quei metri esteriori, io so inoltre che nulla sarebbe cambiato. Andiamo oltre.

Artisti noti ma anche sconosciuti rientrano fra i miei interessi ed ascolti giornalieri. Così ho deciso, dopo il precedente Overs  del 2016, di radunare anche quest’anno alcune di quelle versioni riuscite.

NOTA: Le mie versioni dei brani non hanno alcuna finalità commerciale. Sono estemporanei tributi ai miei artisti preferiti che ho creato per divertirmi e portarli all’ascolto. Non possiedo alcun diritto sui brani. Tutti i diritti appartengono ai rispettivi autori e proprietari. These are free and not commercial versions of the songs, my tribute to great artists. I do not own any copyrights. All copyrights belong to their respective owners.

 

ALESSANDRO MURESU-NUBI LP COVER 2016-17 COPERTINA

Nuovo volume di cover: Nubi

Anteprima: Heads

Il nuovo impegno adesso ha cominciato a scorrere senza intoppi sul selciato della semplicità realizzativa, polveroso quanto basta di gracchiante rumore di fondo, stridori e luci magmatiche. Imbroccando questi suoni, raccomando come al solito a chi ascolta di non considerarli elementi discografici o d’arte. Sono energie che scorrono in diretta e alle quali non mi oppongo. Per esserci, devo far fuori altre parti, solitamente quelle che in me starnazzano per un posto al sole. Ebbene, per dirlo chiaro, è una pratica che investe non solo quelle due ore in cui straccio i miei confini sonori.

Presto per dire che questa è una fase saliente, ma ci stanno dentro i dettagli della lunga distanza che avevo già riconosciuto. Anche l’umore è alto, la testa è alta, non vedo chi viene e va attorno. A questo punto comincia a somigliare a qualche cosa, tipo Cardigan Olcott,  e potrei decidere di fare un volume due di quello e uscire anche a questo giro con due parti, attorno ai 20 brani.

Oggi vi presento Heads. Lacci di suono incrociato, fra ritmiche  fragranti e un solo avvitante di fuzz lunare, costruiscono il borgo che da il La , come intro, alla prateria in cui sto piantando il lavoro.

 

-Heads (Intro)

Modern times

I feel out of me

and kill the same

circle of windows

Modern times

caught me under

their modern tails,

ribbons and ropes ….mmmmm….

 

Anteprima: Heads

Un libro per ciascuno

La ricerca mi piace ma preferisco le avventure personali che portano a certe scoperte, chi eri e chi è che hai visto quando ancora non sapevi nulla di te e degli altri. Come è stato, cosa hai scoperto da solo sul tuo conto e come hai cominciato ad usarti e darti un senso, spesso togliendoti dalle maglie di molti interessati, che sono anche informazioni, concetti collosi e idee. Di ciò, non se ne parla quasi mai ed io lo trovo spiacevole perché ci sono storie che vengono e vanno davvero dall’altro mondo. Basta anche solo stare a fianco ad una di queste essenze per riconoscere che ha una energia e un trascorso potenti e, come dice una mia amica, guardarne il viso svela che deve averne viste di tutti i colori.

Attingere da se stessi, al modo sfrenato di un genio, sfrecciando sfacciatamente sopra qualcosa che rotola fuori sotto la spinta del vento di una moda o che riverbera fuori, che resta, comunque, soltanto fuori e non può sostituire quello che dentro è già completo e non ha forma, almeno nel film.

Ho incontrato troppi contenitori, ricchi di informazioni e citazioni e di capacità di calcolo e combinazione, ma avevano pescato soltanto quelle dal mare piatto o burrascoso delle cose che si susseguono e senza quelle, e senza riuscire ad ostentarle come al bar, di sé non avevano ancora tratto nulla, o quello che afferrano lo reputano insufficiente. Ammiro molto il loro talento, ma certe volte la fiamma è appunto fredda. Cerco più volentieri chi si è gettato sulle spade o si è sdraiato fra i fiori per insistere in una sua intuizione che vada al di là di qualsiasi aggiornamento.

Io non lo so fare molto bene, catalogare o stare dietro al calendario dei numeri. Mi sembra, man mano che i giorni si impilano sul trend del periodo, una nuova distrazione. O può essere che funziona nell’esperienza di certi e non di tutti. Mi piace di più sentire da dove vieni, cosa ti è successo e quale funzionamento di te stesso hai messo a punto, che ti riporterà a casa, o che ti aiuterà a portarti sempre in salvo anche qui se vorrai. Sarà inevitabilmente diversa dalla mia, quella che ho conosciuto per me. Possiamo poi confrontarle, confrontarle anche con quello che si disegna nel cielo. Non voglio esattamente un resoconto, mi basta sentire che è da lì che hai scoperto che potevi uscire.

Il tempo passa e deve passare, come quel treno che un po’ tutti si dice vorrebbero prendere. Eppure una volta sfilato il sipario dell’ultimo vagone, appare sulla banchina opposta qualcuno che come te ha colto con forza un’altra decisione e sul convoglio non ci è voluto salire.

Un libro per ciascuno

Anteprima: Una nuova canzone

Procedo con l’agevole, fino ad ora, costruzione del capitolo 8 della serie in bassa fedeltà 2017. Alla fine, anche a questo giro tutto questo caldo non c’è. Meno se ne vedono, di cose strane, più se ne parla.

Nella mia praticità svitata, me la prendo comoda, perché c’è tanto materiale da disossare. Il brano che presento oggi, con queste due righe due, viene dai moti e dai modi, calmi e mossi insieme, di quanto già discusso in Cardigan Olcott, ad esempio. Ci sono novità laterali e ve ne metterò a parte più avanti.

 

-Una nuova canzone
Si piegheranno gli alberi di nuovo,
eppure noi
sapremo dove scorrrere fra gli attimi
E quando è più sicuro
vorrei smettere con me
in ogni ricorrente nostalgia
A che ora è
la rivolta che
fa paura?
Tanti nomi per dimenticare
al più presto te
che non hai il tuo nome
Fra tanti indizi ho scartato
quelli cardine
Sapevano di glorie troppo grandi e sadiche
Da quando sono più sicuro
vorrei smettere
con ogni sicurezza e simpatia
A che ora è
la rivolta che
fa paura se
da una svolta?

Anteprima: Una nuova canzone