Cardigan Olcott LP è on line

Sono 17 elementi di primitivismo, di rumore, di drone che mi manifesta meglio di tutti gli altri episodi tracciati in passato. Bene o male, lineare o deforme, approssimativo o centrato. Mi sono dedicato un mese di osservazione in bassa fedeltà cercando di trascrivere il più possibile, tanto che una buona fetta è avanzata e vedrò che farne più avanti, e lo porto qui, da scaricare liberamente e gratuitamente in mp3 al link in basso. Lascio che si spieghi da sé.

Grazie per il sostegno.

http://www.mediafire.com/file/b3ga5g799vao8v3/ALESSANDRO+MURESU-CARDIGAN+OLCOTT++LP2017.rar

ALESSANDRO MURESU-CARDIGAN OLCOTT LP2017 COPERTINA

 

Cardigan Olcott LP è on line

“Scritto sull’acqua” LP2017 è on line.

Ecco un nuovo pezzo sistemato al suo posto. “Scritto sull’acqua” LP, mio terzo contenitore di suono della serie 2017, è on line ed è gratuitamente e liberamente scaricabile ora da Mediafire, 10 brani, completo di testi. Faccio una premessa sul formato.

Queste avventure trascritte in tecnologia primitiva che porto avanti fra urgente attitudine personale, io che ascolto e mi piace e mi è naturale considerarmi membro di quella musica incisa con quei mezzi e in quel modo fra drone e oscuro folk lo fi, ed un minimo di ricerca, rispondono in modo diverso ad ulteriori sofisticazioni e riduzioni tecniche, sia verso l’alto che verso il basso. Dunque, ho caricato innanzitutto i file in formato .WAV, abbastanza puliti ma molto grandi.
La riduzione più pratica in .mp3 ha fornito altri esiti, ha fatto diventare l’album un’altra cosa e ciò mi ha rallegrato. Benchè tanto al di sotto del limite della comune ascoltabilità, e priva di tante frequenze, questa ultima deriva è la mia preferita e se potessi incidere dei master direttamente con quella qualità sarebbe fantastico e farei solo quello. Sono passato ad una cosa in più, ho scaricato l’audio mp3 direttamente dai files che ho pubblicato su YouTube, quindi già parzialmente deteriorati in partenza. Ne ho fatto una cartella agile e la metto a disposizione; al di là dell’aiuto a chi ha problemi di spazio sugli apparecchi, è questa la mia versione preferita di “Scritto sull’acqua” perché è così che la sentivo arrivare, suonare, sia quando non era ancora una idea né un suono, che quando ha assunto la sua forma esteriore. Mi accorgo di quello che è, ed è niente di offensivo, niente per il quale penare o trattenersi dal creare e mettere in azione.
Fosse da mangiare, sarebbe un panino con la lattuga e il pomodoro, o spaghetti aglio e olio, una pizza marinara, che sono anche fra i miei alimenti preferiti e non ci posso fare niente. Non mi sento colpevole né per questo né per tante altre strade affrontate, né per la responsabilità e libertà semplice che assumo affermandolo ad alta voce ogni qual volta serve.

Grazie per l’attenzione e per il sostegno.

Sto cominciando il nuovo capitolo di trascrizioni e mi prenderà tantissimo tempo. A presto.

“Scritto sull’acqua” LP2017 formato .WAV

http://www.mediafire.com/file/o529yh6tmk3ub13/ALESSANDRO+MURESU+SCRITTO+SULL%27ACQUA+LP2017-WAV.rar

 

“Scritto sull’acqua” LP2017 formato .mp3

 

http://www.mediafire.com/file/ixch5a72h58bdv4/ALESSANDRO+MURESU-SCRITTO+SULL%27ACQUA+LP2017-MP3.rar

 

ALESSANDRO MURESU-SCRITTO SULL'ACQUA LP2017 COPERTINA

 

 

“Scritto sull’acqua” LP2017 è on line.

Cover: Clearing

Alla fine ce l’ho fatta, ho ceduto, e dopo tanti anni di ammirazione e ascolto fedele mi sono impegnato a definire alla bene meglio, sfruttando gli infiniti tratturi della bassa fedeltà, una mia visione di Clearing, di Grouper, o Liz Harris se vogliamo. Il pezzo è contenuto nel fantastico Lp Ruins del 2014.

L’unico appunto, non c’era traccia di un testo totalmente affidabile ed integro in rete e partendo dall’ascolto della eterea interpretazione dell’autrice era impossibile per me trascrivere con accuratezza le liriche. Ho fatto un po’ e un po’.

Cover: Clearing

Perdite

C’è una congiuntura in atto, nel mezzo di congiure, provocazioni, sparizioni, rinvenimenti, passi vellutati, abiti scamosciati, chiacchiere. Perciò, unitamente ai miei contenitori di trascrizioni-non li chiamo musica; canzoni, forse, il primo, rumori, il secondo,- che sto per mettere in giro, a braccio di sport amatoriale condotto senza parere medico, ascolti pubblici e post-it che si moltiplicano e accoppiano, voci ma solo voci di accoppiamento, lavori privati e forzosi, dischi questi sì, di altri che sembrano i miei e qualcosa di mio che sembra di altri, ho stabilito una serie aperta di interventi e situazionismi non dico giornalieri ma quanto meno presenti nei quali offro nell’ordine una ripresa video che mi vede suonare con la chitarra un tema vagamanente primitivo appena composto.  La qualità dei reperti è bassissima, verso il limite della sopportazione; ciò scongiurerà supposizioni ed interrogativi, come davanti ad un telegiornale e alla vita, in qualche misura vera, che racconta. L’impotenza è quella che ci assale davanti ad una discarica abusiva mimima, che per quel poco ma familiare che ha da offrire, tenta, stuzzica, provoca la memoria di uno stanzino e di tanti ménage: l’avrei fatto anche io ma mi manca l’elemento ricorrente. Adesso il coraggio, adesso la volontà, domani il tempo, domani l’altro l’esperienza ecc…Il fantasma è sempre mascherato.

Haiku, acquerello, flato, non sta a me decentrare il misfatto sulla lavagna. Forse sceglierò una breve poesia, non mia, per muovere ulteriormente la circostanza.

Il titolo di questa operazione è Perdite.

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Perdite

Altro rumore: L’espansione della tua immagine

Man mano che le canzoni per il mio nuovo capitolo arrivano, ed io le fermo, le guardo, le perquisisco, commetto loro oltraggio e poi le lascio andare, si presentano anche altre sollecitazioni. Si tratta di apparizioni orientate più verso l’istantanea e la cartolina sonore. Canottieristica, calzini, cicchetti, inizi di una permanenza ma senza esistere. Non è la manovra da stronzi del Divano del Mondo, che non è un gruppo, e non è nemmeno quello che  mi viene meglio o peggio fare di solito, ma è una cosa che non capisco, per ora.

Non se ne sentirà niente fino a Febbraio inoltrato e passato Febbraio non se ne sentirà più parlare o mancare. C’è un titolo a tutta l’operazione ed è L’espansione della tua immagine. Ci sono degli antipasti. L’esordio di oggi è di quelli in grande stile, già omonimo,  strumentale.

Altro rumore: L’espansione della tua immagine

Divano Del Mondo-Il tempo di oggi

Nuova escursione nel paesaggio primitivo. Fine disco in vista.

-Il tempo di oggi-
Da quale parte si uscirà?
Senza volerlo accadrà
Diventi rossa dentro
fra le spine
Il grande esperimento
non ti vuole più
Anche se hanno detto
che domani è meglio
voglio un po’ capire dove sei
Sopra a quale tetto
Troppo esposta al freddo
in un’altra immagine di te
Chi non ti ha mai detto
che sei tu il tuo meglio
ha dimenticato troppo il suo
Maledetto il tempo
che mi sono dato
e che mi è rimasto appresso
Troppo evidente
che sei tu
il continente che non c’è
Quest’abito mi è stretto
più di me
Mantengo la promessa
che non mi fai tu
Faccio caso al mio sentore
Molti pesi fanno bene
In un caso avrei terrore
di ripetermi

 

 

Divano Del Mondo-Il tempo di oggi

Cover: How I got depressed and started a war, by Mud Flow

Una mia interpretazione di questo brano particolare, breve, contenuto nel disco dei Mud Flow del 2004, A Life On Standby. 

 

(Near) the breeze
Somewhere in my dreams
I got depressed and started a war
You see it’s not easy
To be right
Right in this world
As you can see
Right, right in this world
Oooh

 

 

Cover: How I got depressed and started a war, by Mud Flow