Cover: Numbers

Durante gli ascolti primitivi della mattina di ieri ho scoperto una band molto interessante, Cardnl. Ho ascoltato il disco disponibile su Bandcamp e alcuni singoli e ho trovato bellezza nella manciata di brani. Preso l’appunto su alcune canzoni mi sono deciso a realizzare la mia istantanea di Numbers, un brano asciutto per chitarra acustica e voce e con un testo diretto.

Succede più o meno sempre così con le cover, senza piani e ripiani. Si presentano quando non ne ho bisogno e questo è un gran segno al quale ho imparato a credere. Avremmo tutti bisogno di qualcosa quando non ne abbiamo veramente bisogno, fino ad estinguere le scuse. Ma è il contesto in cui si autoconvocano ad essere suggestivo, ci sono risposte, e non nego che questa connessione ininterrotta di informazione benefica mitiga la noia del tempo di passaggio. Qualcosa ancora mi diverte.

Numbers, by Cardnl.

I’ll try to be someone better than me

I’ll try to see there’s someone else for me

you said not to cry

did you really think I would

sometimes I wish I’d die before

I lose it all for good

but you don’t ever need to worry

if I want you

would you ever worry

or would you ever want me

or could you never see it

or would you ever want me

I think that we could dream it

one night together we’d sleep in a night together

we’d sleep through it

yeah we’d sleep through it

you made me promise

I wouldn’t wait for you

find somebody else

fuck that, I want you

fuck that, I want you.

 

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Anteprima: Screen

Mi trovo alle ultime battute di Lone Leaf, che metterò in giro al completo verso la fine di questo mese. Ancora qualche giorno, poi i inizierò a togliere, accorciare, eliminare, riscrivere e continuare a chiamare in causa nuovi brani. A questa tornata ho proceduto con più lentezza perché volevo essere più lineare con un suono e una serie di colori che ho individuato e ciò mi ha suggerito di non abbandonare il piano, anche se alla fine dovesse rivelarsi ripetitivo o non aggiungere svarioni interessanti alla scatola. Non ho intenzione che sia interessante, e forse neppure efficace, ma deve fotografare bene una essenziale intimità a più livelli verticali. In un certo senso mi sono mosso  in varie direzioni nei lavori scorsi, più orizzontalmente anche, e se ogni tanto mi rassereno (in apparenza) un attimo non muore nessuno. Ho cercato un buon distillato.

Probabilmente ridimensionerò il numero di brani poiché ho creato molti doppi quest’anno, incluso un triplo, e in un periodo di tempo troppo breve, troppo veloce, troppo urgente. Non sto cercando di dire che sono affaticato, mi accorgo però che molto bene ai nervi di chiunque non fa sostenere tutta questa tensione auditiva a lungo. Se guardo che fra l’anno scorso, coi suoi 12 titoli fra i quali diversi doppi, e questi ultimi 9 mesi, che compreso Lone Leaf  contano 11 titoli al momento, non c’è stata nessuna pausa, mi viene una vertigine. Venti mesi che sto sulle punte.

Un brano che ho avuto piacere di firmare ieri è questo Screen che voglio presentare oggi. Non riuscivo a suonarlo benissimo, per via di accordi complicati da svolgere sulla baritona e di una situazione di suono difficile, ma volevo assolutamente averne un dagherrotipo, sporco, tremolante, eppure coerente, anche grazie ad un fortunato ricamo di voce che ho liberato senza intoppi. Ne è venuto fuori un ritratto antico dove il senso si svolge ancora una volta nel dialogo fra le dimensioni. Nei testi impersonali che sto curando è sempre presente questo aspetto, una o più voci che discutono su e fra una matassa di densità frazionate, senza identità, fra appunti, suggerimenti, divieti e passi indietro od in avanti. Autointerviste agli spiriti.

Più che altro sto pensando al capitolo 12, anche se ovviamente non ne ho buttato giù neppure una pezza. Sarà polveroso e di frontiera, concepito in forma demo, letteralmente più abbozzata ed evanescente, meno curata di questi poco curati segni che conoscete ed ambientato in una confidenzialità sottovuoto.  

-Screen

No one wants to play

in the end of the day

They don’t…

It must become a wave

invisible and sure

Numbers on sale

Until I won’t be the twin of me

and of you

My mind is the forgettable dream

All the things I’ve done

they become a joy

They don’t…

I must remember what

is invisible and old

Moments of shame

Endless and plain

Forgive my skin

and my complaint

Until I won’t win the fight with me

and with you

Dust is thee proper screen for this

movie

-Schermo

Nessuno vuole giocare

alla fine della giornata

Loro non vogliono

Deve diventare un’onda invisibile e sicura

I numeri sono in vendita

Finché non sarò il gemello di me e di te,

la mia mente è il sogno da dimenticare

Tutte le cose che ho fatto diventano una gioia

Loro non…

Devo ricordare cosa è invisibile e vecchio

Momenti di vergogna

Infiniti e semplici

Perdona la mia pelle

e la mia lamentela

Finché non vincerò la lotta con me e con te

La polvere è lo schermo giusto per questo film

This Inexistent World Lp2018 è on line

Tre sono i titoli che ho rilasciato in un mese, uno di questi è un triplo. Non c’è male, continuiamo a sgretolare. Non so se fermarmi e sparire dal mondo inesistente o andare avanti a fargliela pagare facendolo schiattare col suo stesso peso. Oggi aggiungo una forchettata in più a questa losca merenda ed è This Inexistent World, paragrafo di ambient ombreggiato e rumore che ho racchiuso in 10 brani praticamente durante gli ultimi 10 giorni, incidendo coi miei esigui macchinari prevalentemente al mattino e di notte quando potevo captare i suoni più distinti che dalla lontananza rotolano in spazi aperti isolati.

Non ho molto da dire a riguardo, forse ne avrò più tardi in un pezzo separato o domani, se non di invitare l’ascoltatore a indirizzare il link per il download a chi sostiene la mia musica e a chi è in cammino sui sentieri d’oltreconfine. Il download dei dieci Mp3 è gratuito, come tutta la mia (la mia) verità. Grazie per l’attenzione, a presto.

http://www.mediafire.com/file/bzyoxr8t5t9i5ac/ALESSANDRO+MURESU-THIS+INEXISTENT+WORLD+LP2018+MP3.rar

ALESSANDRO MURESU-THIS INEXISTENT WORLD-LP2018-COPERTINA

Nubi-Vol.3 è on line

L’ho scritto e lo riscrivo brevemente, prima di tornare dall’altra parte. Per stemperare l’attesa, mentre addobbo l’albero di Be patient, it will pay, che è un triplo, che è pieno di cose e fa i suoi giri, ho messo fuori oggi questo altro volume in bassa, esigua, tenue fedeltà della serie Nubi. Il mio titolo numero 6,  per quanto riguarda la serie 2018. Non aggiungo altro, contiene gli avanzi in dronefolk  e generi affini di questa merenda che dura da un mese o poco più, i desideri, le macchie e la spazzatura, il cane, il gatto, gli imbucati, tutte cose che ruotano attorno ad una tavola ma che non sono esattamente il pasto. Più nudità che pasto. Ci sono delle cover, poi degli inediti, fra cantati e muti. Se conoscete chi si cimenta in queste pratiche d’ascolto, appioppateglielo. Non ci tornerò più sopra.

Nubi-Vol.3 si può scaricare liberamente in formato Mp3 ed è completo dei testi, ecco il link dal solito agile Mediafire.

http://www.mediafire.com/file/zz983tqg43t4r3z/ALESSANDRO+MURESU-NUBI-VOL.3+LP2018+MP3.rar

Grazie nuovamente per l’attenzione, per il sostegno e per tutto quello che vi pare. Alle prossime.

ALESSANDRO MURESU-NUBI VOL.3 LP2018 COPERTINA

 

La nostra canzone

 

-Our song

It’s our song

I waited to write it but now

I feel I separated it from me

and never want to come back

How many places have I been

missing this sound?

No one can sing it but us

I miss my voice

Analogic waves in the sky

Ego-logic spaces on the breeze

It’s not the song that makes us to stay

here now

I want to direct my own feet

and never want to come back

-La nostra canzone
È la nostra canzone che ho atteso di scrivere
ma adesso sento di separarmene
e di non farci ritorno
Quanti posti ho visto
sentendo la mancanza di questo suono?
Nessuno la potrà mai cantare tranne noi
Mi manca la mia voce
Onde analogiche nel cielo
Ego-logici spazi fra la brezza
Non è la canzone che ci fa restare
qui adesso
Voglio solo reindirizzare il mio percorso
e non tornare più

Accadde così Lp2018 è on line

Sarò breve, come tutte le altre volte, nella presentazione del nuovo titolo che ho creato negli ultimi 30 giorni. Per prima cosa, ho fatto dei giorni belli mentre evocavo queste energie che chiamo Accadde così, anche se un titolo e un nome in copertina non appaiono, mentre sgranavo i grappoli dei suoi sensi operando come sempre in solitudine e concedendomi qualche volta intrusioni nella storia di spiriti determinati, e tutto si è svolto abbastanza rapidamente.

Le parti sono nuove e il mio percorso non cambia. Ho potuto riosservare che ogni anno di più, anche se è un fatto che interessa ogni mio istante o almeno quelli migliori fra i miei, devo dare una energica stretta di più a quelli che sono i miei attaccamenti e stritolarli. Lo faccio per distillarne il segreto e l’essenza, che restano con me. La ricaduta sul piano della commedia è una vistosa landa di frammenti, sospensioni e tagli irrimediabili. Si tratta del mio tema.  Aspetti, pensieri, memorie, slanci, piccoli o grandi piaceri, persone, vite. Questa volta ho però volontariamente, e dettagliatamente, acceso una luce in più per farlo meglio.

Il suono accartocciato e l’andamento vorticoso di gran parte di Accadde così, racconta il vento sottomarino che è passato ad alta velocità premendo su quanto ha incontrato nel suo raggio. E dunque…

L’esperienza, e la lezione, arriva dopo, quando il tempo è già trascorso e continua a trascorrere. Mettersi in pari con quel vento non basta. Diventare quel vento, in tutte le sue molecole e lontane intenzioni, alla propria velocità, è invece stimolante. L’opinione di una roccia non fa testo, si sbriciolerà.

Sono 25 le tavole di dronefolk radicale ambientate come al solito rigorosamente in diretta, secondo tempi e movimenti precisi, utilizzando macchine elementari e vuoti complessi. Il rumore, quella esile pendente pacatezza, la brina di cenere e le intermittenze degli eventi orientano l’ascolto.

Ecco il link per scaricarlo gratuitamente coi suoi Mp3 e due video che ho realizzato a corredo del box, con il suggerimento di inoltrarlo a chi è avvezzo a queste creazioni e sentieri.

http://www.mediafire.com/file/2sfdyi7j8xr413a/Alessandro+Muresu-Accadde+cos%C3%AC+Lp2018+MP3.rar

Grazie per l’attenzione, a presto.

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Anteprima: In nothing

 

Il mio nuovo doppio di grottesche che ho in corso non avrà titolo; lo ricorderò come “Accadde così” ma lo metto in giro senza nome e senza titolo. Solo una immagine di copertina.

Questa la lascio qui per adesso e poi posso uscire a farmi un giro.

 

-In nothing

There was a time for us

to sail to all the stars

I kept my soul so hard

in the pockets never closed

No one’s around

to take it

Adjust the symbols scheme

until they are our scent

Disturbed as aliens’ friend

I really need a stand by

for my wings

We want to see the unseen and never learn

to see what’s breaking our lies

Whatever…I could be my fear

(and I don’t know it)

if I won’t fear myself

(remain the same)

Another eagle landed on the wire

(and now I see it)

I must be as it

I was that cloud in the sea

I was my 1%

Who’s going to stop this drought?

I was a friend of wasted rains

 

 

 

-In nulla

C’è stato un tempo per noi

di salpare per le stelle

Mi sono tenuto così bene l’anima

nelle tasche mai chiuse

Non c’è nessuno nei paraggi

che possa prendermela

Aggiusto lo schema dei simboli

finché non diventano il nostro profumo

Disturbato come l’amico degli alieni

mi occorre davvero una pausa

per le mie ali

Vogliamo vedere l’invisibile senza imparare

a vedere che cos’è che distrugge le nostre bugie

Vabbè…potrei essere la mia paura

( e non la conosco)

e non temermi

(resti uguale)

Un’altra aquila è atterrata sul filo

(ed ora la vedo)

Devo essere come lei

Ero quella nube nel mare

Il mio 1%

Chi fermerà la siccità?

Sono stato amico della pioggia sprecata