Dentro e fuori le immagini

Da un grande e gradito regalo, ho combinato un breve mix audiovideo di alcuni spezzoni della mia esibizione del 3 Settembre a “Musica sulle Bocche-International Jazz Festival.” Aggiungo il link alla fine dell’articolo.

Una alleata che ha filmato il mio set non poteva agilmente spedirmi via internet il girato, così ha fatto un salto alle poste e come da un altro tempo e con modi sconosciuti ai contemporanei ha spedito al mio indirizzo una bella e scattante pen drive che contiene il tozzo file. Quando navighi fuori o attraverso le maglie del tempo, queste azioni diventano frequenti e hanno il loro vero senso. La ringrazio per averlo suscitato.

Mi sono applicato il pomeriggio e la sera per tagliare i vari pezzi e creare un rapido riassunto, con la promessa che mi sarei guardato senza pudore suonare. Non lo faccio così spesso e questa è la mia parte molle. Magari alzo il telefono quattro volte per costringere qualche amica ad uscire e fare foto, che amo, che pretendo, ma mi manca l’occhio sul continuum. Devo chiedere a Francesca se ha qualcosa di più, girato in tutta fretta e freddo durante un celebre inverno di qualche anno fa. Ho però rispettato questo patto stavolta ed è stato un momento divertente e mi ha fatto bene, come mi ha fatto bene partecipare alla incantevole giornata a Santa Teresa Gallura. Riverberi e bagliori di questa avventura ancora si propagano e si confondono con quanto veniva da prima.

Credo che non intendesse soltanto farmi ricevere un prezioso e pratico ricordo, ma è stato colto il messaggio della questione e rieditato in un invito a contemplare e considerare l’atto in generale che sono andato a creare, un atto di presenza confezionato in una manciata di brani; che poi parlino di passioni trasmutate e stati di osservazione e che ho intitolato appunto “La Compagnia Costante,” doveva andare da sé, importante ma non così fondamentale per guidare il momento. Potevo chiamarlo “Autunno, preparate i maglioni” e sarebbe stato lo stesso.  E attraverso quel cammino in equilibrio, ho fatto molte trasformazioni complesse sull’onda dell’estate.

Ogni aspetto in questa frase della mia pagina di vita attuale ha avuto secondo me un po’ più di coerenza e quindi di coscienza: era cominciata in un modo speciale, ripartita dalla fiducia in qualsiasi esito e le imprevedibili manifestazioni se ne sono contaminate; non ero interessato al fatto che andasse bene come ai migliori set o che accadessero intoppi, ma mi ero preparato ad esserci, restituendo una immagine più definita che potevo di quello stato a chi era lì per ispirarsi, secondo un allenamento che non finisce mai e che io credo è continuo suggerimento di una soluzione e di un varco.

 

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Nuovo volume di cover: Nubi

Appena immesso on line, è scaricabile gratuitamente e liberamente da qua:

http://www.mediafire.com/file/d588yd38fyo32at/ALESSANDRO+MURESU-NUBI-COVER+2016-17.rar

Dalle note:

Nubi/Lp cover 2016-17

Dallo scorso anno alle mie trascrizioni ininterrotte ho affiancato delle frequenti realizzazioni non ragionate di cover. Il tiro è il medesimo di sempre, buona la prima, mezzi insufficienti ecc. Ho cantato e suonato quello che ricordavo, spesso senza ricorrere ai testi originali, perciò mancano spezzoni interi di liriche, alcune parole non coincidono, o le strutture sono alterate. Sul brano di Devendra Banhart ci ho letteralmente suonato sopra perché non avevo voglia di reimpararlo. Non sono scelte tecniche ma la mia volontà e coscienza del momento: se avessi rispettato quei metri esteriori, io so inoltre che nulla sarebbe cambiato. Andiamo oltre.

Artisti noti ma anche sconosciuti rientrano fra i miei interessi ed ascolti giornalieri. Così ho deciso, dopo il precedente Overs  del 2016, di radunare anche quest’anno alcune di quelle versioni riuscite.

NOTA: Le mie versioni dei brani non hanno alcuna finalità commerciale. Sono estemporanei tributi ai miei artisti preferiti che ho creato per divertirmi e portarli all’ascolto. Non possiedo alcun diritto sui brani. Tutti i diritti appartengono ai rispettivi autori e proprietari. These are free and not commercial versions of the songs, my tribute to great artists. I do not own any copyrights. All copyrights belong to their respective owners.

 

ALESSANDRO MURESU-NUBI LP COVER 2016-17 COPERTINA

Anteprima: Oxide

Il brano che presento oggi l’ho scelto fra i primi, non pochi, oggetti apparsi a dirmi che devo reimmergermi del tutto nelle mie ambientazioni in bassa fedeltà. Fa da immagine generale a quanto è in corso di creazione ora circa il mio episodio numero 7 della serie 2017 di trascrizioni. Ci sono più livelli simultanei abbastanza visibili, oltre al rumore, acquerelli, drone, melodia squadrata. Sarà più oscuro e rumoroso di altri episodi. Ho avuto modo di andare un po’ in la con lo sguardo e mi serve molto più tempo di quanto pensavo, perché i brani sono numerosi. Come al solito, non li ho ancora disegnati. Li ho visti ed ascoltati nelle mie escursioni dimensionali. Metà Giugno potrebbe essere una buona finestra.

Il tempo adesso è scarso e non è tutto. Fra pochi giorni comincio una fase nuova, che con la musica non c’entra niente ma è urgente, complicata e avventurosa. Oltre alle mie trascrizioni e a quelle che sto curando fra i miei diretti equivalenti non potrò seguire praticamente altro, mi manca il tempo. Meno male.

-Oxide
When I saw your light
I became again myself
Creeps fly in the ground
and I don’t remember why…
mmmm..mmmm…
In my self esteem
there’s a lot to carry down
People are in the fight
for a secure world of fights
mmmm…mmmm…
My reflection’s gone
towards all the poles apart
In my self esteem
there’s a lot to carry down
mmm…mmm…mmm…

-Oxide.

Quando vidi la tua luce

mi sono trovato

I vermi volano nel suolo

Non mi ricordo perché

Nella mia autostima

c’è qualcosa da portare giù

La gente è in conflitto

per un mondo sicuro pieno di scontri

Il mio riflesso è andato

nella direzione di tutti gli antipodi

Nella mia autostima

qualcosa va portato giù

Cover: Clearing

Alla fine ce l’ho fatta, ho ceduto, e dopo tanti anni di ammirazione e ascolto fedele mi sono impegnato a definire alla bene meglio, sfruttando gli infiniti tratturi della bassa fedeltà, una mia visione di Clearing, di Grouper, o Liz Harris se vogliamo. Il pezzo è contenuto nel fantastico Lp Ruins del 2014.

L’unico appunto, non c’era traccia di un testo totalmente affidabile ed integro in rete e partendo dall’ascolto della eterea interpretazione dell’autrice era impossibile per me trascrivere con accuratezza le liriche. Ho fatto un po’ e un po’.

Cover: Anger never dies.

Ad ogni inizio di labirinto, getto per aria i dadi per una cover. Oggi è il turno di Anger never dies, degli Hooverphonic, che è apparsa sul canale musicale nella versione live di Instanbul. Servirà pure a qualcosa rifare dei brani famosi e non, a dichiarare i pendii su cui arrampicare col suono e con le strutture nei giorni a venire. Alcune volte è proprio il tiro invece che non prenderò.

In questa creazione in scarsa fedeltà, che come sempre prevede la mia totale ignoranza del testo e del mero strumming di chitarra e in più la finalizzazione in pochissime riprese, ho stirato alcuni piani al limite della distanza, come dimensioni in netta slogatura. Non l’ho deciso, le sto vivendo.

-Anger Never Dies.

See the leaves how slow they tumble down

Covering the green and yellow lawn

As proof of what has been and what will come

Enjoying hazy light of early dawn

It ain’t good enough, good enough

Good enough to try and not succeed

Succeed

Anger never dies

It’s part of life, it’s part of you

The end will cease the fire

And make us accept we tend to lose

See the tears how slow they tumble down

Covering who believes in empty vows

As proof of what has been and what will be

Alcohol puts us both to sleep

It ain’t good enough, good enough

Good enough to try and not succeed

Succeed

Anger never dies

It’s part of life, it’s part of you

The end will cease the fire

And make us accept we tend to lose

Anger never dies

It’s part of life, it’s part of you

The end will cease the fire

And make us accept we tend to lose

Anger never dies

It’s part of life, it’s part of you

The end will cease the fire

And make us accept we tend to lose

Anteprima: Scritto sull’acqua LP2017. Inizio lavori.

A questo giro vorrò essere più chiaro e più diretto nella esposizione di temi che mi riguardano e che mi piacciono. Lo farò con questa nuova confezione di suoni e rumori e armonie e disarmonie. Questa è una esortazione felice ed uno scongiuro, poiché ancora non ho accumulato così tanta materia da poter distinguere cosa cavolo sto andando a trattare. So che ho cominciato da qualche giorno. Apprezzo il mio impegno, comunque.

Non sarò letterale, sarò più chiaro. Cercherò di metterci dentro, calibrandolo meglio e illuminandolo con sonorità intense e, forse, momenti di una certa riconoscibile riflessività, il tema del cambiamento vibrazionale e del processo ascensionale, un minimo di questioni del dietro le quinte, comunque cose a cui sono legato, a cui tengo e che mi piacciono anche, e alle quali, come sempre più tante altre essenze stanno facendo, partecipo sia con cazzate che con momenti dalla più vispa utilità. Oltre ai pensieri e alla sana autoindagine, anche solo la musica può bastare a contribuire ad accelerare il verificarsi di questo scenario. I pensieri, la musica, si rivolgono a tutti. Vanno poi ad abitare nei cuori che sentono familiari tali sostanze. Per questo non chiedo su un piatto le orecchie di nessuno, come già non ne esigo le smancerie, e questo già si sa. Mi avventuro con la musica, da qualche parte, non si sa, non dentro di essa.

Questa formula non è nuova e non è un fenomeno di strane apparizioni di voci ed entità,  è una confidenza che è sempre esistita. Nella poesia ad esempio, in tanto simbolismo primitivo o già colto, per quello che sento vicino e che conosco meglio, e in generi efficaci di trasmissione e veicolazione di un certo messaggio. A volte è un messaggio consapevole e si organizza in testi profondi e complessi, altre volte una sensazione delicata, forse anche scomoda e violenta; una intuizione e un desiderio disperatamente irraggiungibili se non con la fusione di ignoto e rappresentazione. Mi sto nuovamente dilungando però.

Intitolo sia il nuovo episodio che la canzone apripista con un epitaffio già indimenticabile,  Scritto sull’acqua. Non ho controllato sulla rete se esiste qualcosa di tanto sfacciato, sicuramente c’è, saranno tanti ad averlo buttato lì e tutti assorti in lunghe cause legali. Non ha importanza, farò meno soldi di chi lo ha già impiegato. In realtà pensavo ad un film che non ho visto fra tutti quelli non visti, che sono in pratica quasi tutti quelli usciti da quando esiste il cinema ad oggi, che si intitola Promesse scritte sull’acqua, di Vincent Gallo.

C’è la voglia di creare in profondità, c’è un titolo, ci sono dei brani, di uno ne ho quasi sicuramente la certezza dato che lo pubblico in anteprima oggi per chi vorrà ascoltarlo, e andrò avanti in questo modo, non so fino a quando, non so attraversando che cosa.

-Scritto sull’acqua-
Ho trascritto dei dettagli che vorrei
ritrovare addosso al campionario che
attualmente si ritorce contro chi
ha già preso appuntamento fuori dal
suo continuo tornare
È già il momento di alzarci
sul vortice
È tanto intenso esistere…
Sembravi tu, dagli occhi…
Innumerevoli sentieri solcano
il destino certamente ondivago
Al famoso appuntamento non andrò
Se mi reputi uno sbaglio sbaglierò
a cercar di cambiarti
Non volevo svegliarti
coi miei passi pesanti
Non volevo cambiarti
È già il momento di alzarmi
È un vortice
Non fa spavento esistere
Le libertà si intendono
È un codice
che non si può mai perdere
Sai dov’è il tuo?
So dov’è il mio?
Sembravi tu
Sembravo io

 

Anteprima: Dreamt of you

C’è un titolo al mio primo contenitore in bassa fedeltà del 2017 ed è Le forze in campo, e ci sono quasi tutte le sue parti. Ogni mese torno qui a ripetere che sto scrivendo altre smancerie, che ne butterò via, che posso farlo, che non ascolto le ragioni di alcuno, che diffamo le mie e me stesso così facendo, non se ne salverà nessuna, è la sorte, la sorte del mondo villano, che dimenticherò tutto al più presto. Sta succedendo.

Ancora qualche giorno di pazienza e sarà ascoltabile. Andrà per mano con L’espansione della tua immagine, che è invece già terminato col suo carico critico di rumore e di pretesti, puerili, per fare rumore senza lasciare traccia.

In totale, fanno 20 sconosciuti momenti tradotti a una forma di vita. A fra poco.

 

-Dreamt of you

Today I’m brave
into my sphere
I’m brave as I can taste it
Today we’ll pass
upon our stairs
Another building falls down
And I remember that I lived
my life in waiting
for this arrival on the top
of what I dreamt about
Whatever you say
it’s still around
in those extended trends
Impressions are
my winning game
and I am what I lost
So we remember that we lived
our dreams into our dreams
Amount of leaves,
amount of separated beds
Burn your language
Burn your language
Burn your language

-Ti ho sognata

Oggi sono coraggioso
nella mia sfera
Sono coraggioso per come ne sento il sapore
Oggi passeremo
sulle nostre scale
Un altro edificio crolla
E mi ricordo che ho vissuto
la mia vita in attesa
per questo arrivo in cima
di quello che ho sognato
Qualsiasi cosa tu dica
è ancora in giro
in quelle mode tanto estese
Le impressioni sono
il mio gioco vincente
e io sono quello che ho perso
Quindi ci ricordiamo che abbiamo vissuto
i nostri sogni nei nostri sogni
Quantità di foglie,
quantità di letti separati
Brucia il tuo linguaggio
Brucia il tuo linguaggio
Brucia il tuo linguaggio