Un pensiero semplice

Come chiunque, sono fatto di un percorso che è tutto mio. Riconoscerlo, crearlo e seguirlo avanzando la falcata di un sovrano è però intollerabile in comunità largamente dirette da una coscienza di massa, da un pensiero unico fatto di notizie precompilate, asservimento politico, direttive di logge in chiaro o in scuro, compromessi, interessi, ricatti morali, cecità, assenza.
Posso dire di non avere aderito a particolari scene culturali. Ciò è imperdonabile dai promotori delle scene, specie quando sono gli amici del tuo racconto.
Dunque, li ho lasciati anche come sodali. Sono evaso dal piano sociale per rispondere alla mia chiamata profonda e a quella delle essenze affini, ovunque si trovino, collaborando con loro e vivendo con loro le esperienze fondamentali da discernere, cercando di illuminare gli enigmi del mio discorso. Letteralmente non mi sono occupato più di cultura tradizionale ma mi sono diretto completamente ad approfondire gli aspetti sottili e spirituali dei quali anche il suono che sviluppo è un aspetto con data di scadenza. La musica non è importante, per me, al livello che comunemente si intende e quando sono arrivati o arrivano certi interessamenti corporativi, li ho lasciati perdere.
Riassumendo. Uscito dal circuito culturale, sociale, sentimentale, affettivo, da tutto il magazzino mentale orizzontale che per un tempo brevissimo, molti anni fa, avevo anche io attraversato.

Ho scritto molte lettere private e articoli pubblici a riguardo, praticamente congedandomi da collaborazioni ed amicizie, senza mezzi termini, ricorrendo anche al vigore verbale e ad azioni discutibili. Se oggi ciò ancora non viene compreso, e spesso non viene compreso, non so se ingenuamente o per infantili ripicche, preferisco non rispondere agli inviti o richieste di spiegazioni, per continuare dritto per il mio percorso che mi da la completezza, che mi spiega la felicità e il dolore.
Se le coscienze non sono intonate, al di là delle idee coincidenti o divergenti, non può avvenire comunicazione.

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Audio Exploration #4 : Sun Dogs ft. Alessandro Muresu — Madge Midgely

Una intensa integrazione ed espansione di “Alleyway” prodotta da Mandie mi rende particolarmente contento durante le prime ore del mattino. Questo è il modo. Senza paura di cogliere la propria voce, qualsiasi cosa si faccia, a qualsiasi livello.

 

Another lovely sonic story time collaboration! Enjoy! Alessandro Muresu – Facebook Artist Page Bandcamp Youtube WordPress You can explore my other audio recordings of various length and content at the links below- You can find all of my audio uploads from here on iTunes Or This and some other things on Soundcloud.

via Audio Exploration #4 : Sun Dogs ft. Alessandro Muresu — Madge Midgely

Anteprima: Malgorzata

Un brano che faccio conoscere oggi si intitola Malgorzata. Questo è un nome polacco, proprio di donna, derivato dalla parola greca margarita e significa perla. In italiano è un nome proprio di donna ed è il nome di un fiore. In italiano è anche il titolo di una vecchia canzone di Cocciante che riscontriamo dappertutto.

Riguardo il mio brano, una brava fotografa di nome d’arte Margot, e in prima istanza Malgorzata, è fra i miei contatti sul baracchino delle foto e pubblica splendidi ritratti dark in chiaroscuro che sono certamente fra le migliori cose nelle quali mi imbatto quando controllo cosa accade là dentro. Come i suoi scatti di impatto, il nome mi ha fatto immaginare, così musicale e antico, e dopo poche ore avevo finito di incidere questa visione.

-Malgorzata

Looking for another case of outburst

in the old empire of the ghost and sleep

I thought I had enough

reserve of soul inside

Under the slides of every look

I’m the gorgeous absentee and distracted

Under the feeling of another stillness

this height remains until we climb

Rivers through a constellation of voids

Sing this voice and try to swim in its flaps

I haven’t had a sharp amount of tremblings then

 

-Malgorzata

Alla ricerca di un altro caso di sfogo

nel vecchio impero del fantasma e del sonno

Pensavo di avere abbastanza

riserva d’anima dentro di me

Sotto alle diapositive di ogni sguardo

io resto il meraviglioso assenteista e distratto

Protetta dal presentimento di un’altra calma

questa altezza rimane finché non saliamo

Fiumi attraversano una costellazione di vuoti

Canta questa voce e prova a nuotare nei suoi lembi

Allora non ho avuto una brusca quantità di fremiti

 

 

Non ero io

Avrei dovuto scrivere i giorni scorsi, ma le cose delle quali avrei voluto scrivere mi tenevano lontano da questo. E adesso non ho molta voglia di raccontare. Capita appositamente in questi giorni la soluzione del piccolo grande difetto del blog, del quale non mi ero reso conto per anni, i pulsanti di iscrizione che non erano stati inseriti a vista. Giorni di disvelamento o di maschere, giorni di correzione o rinsaldamento della farsa. La gente si sposta in copiose carovane e segue entusiasta il carnevale. Fra uno scherzo e l’altro anche a questo giro non comprendono che va in scena il loro mascheramento, del dramma profondo sotto al quale gattonano vita dopo vita, fra lacci filanti e frammenti inconciliabili di vite che nascono e tornano in pezzi. Le maschere si burlano degli sbadati.

Invece, è il periodo di maggiore espansione e potenza di tutti coloro che hanno mantenuta elevata l’ispirazione lungo tutto questo strano inverno cresciuto a più ritmi. Da più parti si è sentita forte la folata di vento, sembra ci sia vento ovunque, chiamo qui e là e stanno tutti fuori con le cuffie, recuperano le sciarpe da una grata sul fiume. Ma non è questo il punto.

Mi sono trovato a credere di non avere più nulla da dire, complice una forma fisica non perfetta, distrutta da una corsa ossessiva. Stavo osservando scemare gran parte di cose ed argomenti ed esseri e questioni, senza le scarpe da tennis. E forse è davvero così, che non sto parlando e comunicando più di oggetti che esistono ancora e in piani popolati che una volta erano la mia casa, la mia grotta, il mio selciato, la mia guida del telefono. Come può non avere più niente da dire chi diventa il vento del proprio respiro? Ogni giorno continuano ad arrivare i soffi di una nuova vita e modalità. La modalità è differente, il piano è differente. Non abbiamo mai discusso di problemi. Non abbiamo discusso più. Li abbiamo seppelliti con quelle che nemmeno sono soluzioni, con quello che va bene, benissimo, lì. Nuova terra, nuovo cemento, forse le prime tracce di un nuovo abuso edilizio dove non c’era nulla. Qualsiasi cosa sia, in qualsiasi modo sia fatta, ovunque sia, non era possibile ragionarne prima. E poi, il gesto, quello che sembra proiettare un’altra ombra su queste tenere pareti concettuali. Come tante altre volte mi sono detto, o ho detto, o ho sentito dirmi, quello che conta è che in quell’istante che hai smontato eri intento a smontarlo. Ora vediamo anche i risultati e sono flessibili: li riconosciamo noi. Chi altri dovrebbe? Che cosa facciamo, andiamo a pescare la vecchia guardia per farci riconoscere? Non capivano prima, capiscono meno adesso. Babe, questa storia è a lieto fine per quelli che se ne sono andati dalla festa mentre servivano la crema.

Ci sono state lunghe lettere, una serie ininterrotta di brani nuovissimi per tutti i miei progetti. Allego qualcosa qui sotto. Conversazioni con esseri ritrovati. Altra argenteria mentre possiamo mangiare anche con le mani. Questo momento non conoscerà fine, e meno ci interroghiamo sulla durata e fine, più sembrerà davvero di non esserci mai passati nella storia.

 

 

Iscriversi al blog: un appunto

Può sembrare strano, ma è parte del disegno. Mi hanno fatto notare che sul mio blog mancavano i pulsanti per iscriversi e seguire le pubblicazioni. Da anni. Non so quale tratturo abbiano intrapreso coloro che sono iscritti, poveretti.
Scusate! Ho subito provveduto ad inserirli, perciò chi vuole seguire i fatti miei ora può farlo, c’è una colonna a destra con un paio di widget.
 

Recent Musical Magic — Madge Midgely

Lettere da reami sempre più visibili. In questo aggiornamento, Mandie presenta una visione del percorso compiuto fino ad oggi, esplorando l’essenza del discorso quotidiano che teniamo e svelandone alcuni aspetti di grande peso, la ricerca superliminale, l’uscita dal perimetro e tutte le possibilità creative raccolte in un punto solo. Non abbiamo bisogno di scomodare un puzzle di voci dall’oltre. Essere coscienti è la magia più alta.

 

 

 

 

Alessandro has again outdone any expectation I may have toward his Mastery of sound. My part- at first appearance seems somewhat meaningless- just recording what would be overlooked as mundane sounds of normal life- at times with a little extra manipulation. It doesn’t seem like a symphony. It sounds like a person walking- or a […]

via Recent Musical Magic — Madge Midgely

Mi presento

Cercando di riassumere, questo è divenuto un flusso giornaliero ininterrotto di suono e di informazione, informazione sottile e personale, per me e per i progetti nei quali sono di passaggio. Perciò si avvera un gran numero di titoli, spesso doppi, o tripli, di quella che è in controluce naturale anche la mia forma, o un residuo, la musica d’ambiente, il drone etereo, certi primitivismi di folk. Non sono un professionista, ma mi è stato offerto di diventarlo. Vecchia energia che ho lasciato andare insieme a un mucchio di altri accessori.
Mi interessa l’indagine di me sul campo, quindi ogni cosa semplice o misteriosa che mi succede e alla quale non ho interesse dare un senso; riconoscerla e ricordarla è il mio abbraccio ed è tutto. Qualche volta una teoria mi sfiora, si direbbe ricerca, ma mi perdono presto per essermi fidato.
So che la musica ha a che fare come procedimento di ricaduta e più che accompagnarmi o guidarmi, sono io più spesso che l’invito e so dove la conduco, che non ci sono strane voci o cori alieni a dettarmi la mappa. Soltanto, nel gioco del fintotonto, è il mio feedback con sempre meno differita, che c’era e ci sarà finché sarò nei paraggi, finché non coinciderò perfettamente con chi sono. I miei complici vengono tutti dalla stessa ora finale.

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