Le strade sovrapposte

A volte vorrei aprire un oblò sullo spazio in cui questa ispirazione appare e, credo, vive. Un attimo ogni tanto, quando ci sono gli eventi più incontenibili, non sempre, o sarebbe incomprensibile. Si dissolvono i momenti formali durante i quali poteva esserci lo squarcio per poter dare delle informazioni, e quasi mai avveniva in modo sintonico. La confidenza con il non detto si fa estrema. Per poter mostrare questa ispirazione e la fermezza crescente della sua eleganza, o sgangheratezza, dovrei andare in quel paese là, dovunque sia, ed inventare il silenzio di ciascuno, ed una luce che non illumina e un volo senz’ali, un battito senza alcun cuore che si accende nei dintorni. Ma ancora, parlerei da solo. Chi ama questo, già ci vive lì, già siede a una semplice e accogliente tavola e conosce tutte le pietanze e se e quando ha voglia di metterne una in pancia. Anche i commensali non sono poi così sconosciuti, sono molto piacevoli privi dei loro aguzzi  vecchi contorni ed improvvisi precipizi . Questo periodo è così bello, perché ciascuno di questo team esteso  sta provando piacere ad illustrare a se stesso finalmente alcuni dei propri itinerari. Come uno che tira fuori l’album delle vacanze. Questa è una vacanza, una vacanza un po’ complicata, dove non mancano i colpi di scena, ma non ha niente a che vedere coi dormitori dei villaggi turistici. Ascoltando i miei trascorsi, tutt’altro che piatti, malgrado la mia barba, benché i miei silenzi siderali, non posso che correre a quella antica promessa: succederà, e vi spiegherete come è avvenuto. E possiamo raccontarlo fra noi e aggiungere della musica, delle poesie, delle immagini sul social network, tutto incastonato fra le righe di una sensazione sconosciuta. Ciò che una volta stava nel sottotraccia, adesso è un sentiero profumato e tutto sommato piacevole, mentre le linee e i versi di un tempo sono semplicemente scomparsi, fusi col paesaggio man mano che splendidi fiori e arbusti si sono sviluppati ai lati della strada, ricoprendoli.

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Rare and United Lp2019 è on line

Brevi cenni di presentazione, che lascio in gran parte alla descrizione aggiunta nel libretto, della seconda mia uscita del 2019, sempre nel territorio degli esperimenti e della trascrizione diretta in bassa fedeltà. Metto in circolazione per voi oggi Rare and United, che non è altro che una, spero stimolante ed interessante, estensione dei lavori di trascrizione delle ultime settimane. Non differisce da quello che è stato ascoltato durante i primi respiri dell’anno. Attorno, si aggirano le belle collaborazioni accese e fra poco ci sarà spazio anche per i nuovi intensi volumi che stiamo curando insieme. Ci tenevo a mostrare anche queste storie supplementari, come ci tengo sempre quando il materiale esonda e non mi voglio tenere nulla addosso. Viaggiamo leggeri.

Il link per scaricare le dieci tracce in mp3 è il solito dal fido Mediafire, e entro un’oretta sarà possibile scaricare ed ascoltare anche sul mio profilo Bandcamp. Come sempre, vi sprono a inoltrare questi materiali a coloro che apprezzano ascoltare la musica e che la ricercano costantemente.

http://www.mediafire.com/file/p79a57xei2xh3wn/ALESSANDRO+MURESU+RARE+AND+UNITED+LP2019+MP3.rar

 

Rare and United/Lp2019

Dedicato ai pochi.

Sono sempre disposto a rilasciare qualsiasi cosa creo. Sono sicuro che non trattengo nulla, letteralmente mi rimane niente, le cose che in breve butto nel cestino poiché mi rendo conto sono inutilizzabili o sanno di già consumato e compreso. L’esperienza è simultanea, sempre adesso, e amo evocarla ed integrarla senza coinvolgere strani piani. Potrebbe essere un disastro totale, potrebbe comportare noia o euforia, cambiamenti, nessun cambiamento, incomprensioni e rotture con i contesti attorno, tuttavia non sono interessato a questi esiti. Se si verificano, non me ne accorgo. Perché, ancora, amo permettere che accadano.

Questo compendio di Gennaio chiamato Rare and United non fa eccezione. Abbraccia brani e spezzoni in chiave ambientale, rumorosa e a brevi tratti sinfonica, che non volevo tenere dentro gli ultimi capitoli, per la semplice ragione che erano diventati già abbastanza ampi e raffinati, avevo completato la mia visione con le tracce disposte in scaletta. Questi altri brani non suonavano bene all’interno di quella estensione precisa. Immaginai immediatamente che dopo Ambition Express, neppure tanto più tardi, li avrei fatti ascoltare. Sono felice che possono essere condivisi e che mi mostrino quel metro in più, neppure una cartolina illustrata. Le procedure di evocazione in diretta del suono, l’assenza di prove e preliminari, la rapidità nel mix e l’uso delle attrezzature, sono parametri identici a tutte le mie incisioni, specie quelle da due anni a questa parte. Se mi recassi in uno studio organizzato, ho verificato, farei le stesse identiche cose anche se le provassi cento volte. Me ne andrei se non riuscissi a tirarle fuori, come del resto qualche volta capita che metto via tutto e spengo la luce della stanza quando sento che sto facendo quello che non sono, che è quello che non mi piace. Non capita spesso, mi sento fortunato per questo.

Tutti i brani di Alessandro Muresu.

Foto: Siralemu.

Rare and United è un’opera che dono gratuitamente all’ascoltatore. Nessun uso commerciale è consentito. Io Sono Alessandro.

Contatti. L’unica forma valida ed onorevole di contatto e accordo per quanto concerne i miei affari è il contatto diretto con me, preferibilmente di persona. Nessun altro è incaricato o indicato per siglare accordi che riguardano la mia essenza.

Scrivere: alessandromuresu@hotmail.com

Leggere: https://alemuresu.wordpress.com/

Ascoltare: https://www.youtube.com/channel/UCPKH9dikBl6pRFnVcCh5v_A

Ascoltare: https://alessandromuresu.bandcamp.com/

 

-RARE AND UNITED-

01.The long eve 02.About a dream 03.Arborescent 04.The appearance

05.Flare 06.Untitled as you 07.Invisible love 08.Rural 09.Auditorium 10.Evidence

alessandro muresu-rare and united lp2019 copertina

Ambition Express Lp2019 è on line

 

Le quattro tracce strumentali nate una dietro all’altra in quattro giorni precisi testimoniano che anche a questa tornata ci saranno ben pochi momenti tranquilli per me. Ambition Express mi conferisce un feedback interessante, fra perturbante e oasi, e desidero andare avanti per la maggior parte del tempo con i materiali estesi e astratti, che a più riprese si sono annunciati senza nascondigli anche lo scorso anno. La libertà dell’anima permette alla musica di sollevarsi in tutte le direzioni e ho le buone traveggole da rinnovamento, come quando epoche fa non ero al corrente che sarei riuscito a trasformare un cantautorato a tratti convincente in una concreta autoispirazione e sperimentazione e che poi è divenuta a sua volta qualcosa di ancora più personale uscendo dai gangheri della musica soltanto.

Avrei dovuto pubblicarlo due giorni fa ma la linea internet era assente dove mi trovo ora, è assente anche adesso che preparo queste note, dunque mi sono dedicato a riascoltare e anche a leggere nuovi libri. Non so neppure quando potrò metterlo a disposizione ma questo non è un dramma. Ci sono stati degli episodi che ho davvero apprezzato durante la stesura. Alcuni scambi più schietti hanno ricalibrato la grande sensazione ondulatoria di dicembre durante la quale a più riprese si sentiva chiaro e tondo il continuo con tutti gli spiriti desti di questa epoca e di tutte le altre. Ne avevo discusso ma in pochi avevano saputo associare quegli scossoni al corretto lavoro svolto. Adesso si è elaborato un po’ di più e i dettagli emergono, insieme a vari scampati pericoli e scampate incomprensioni. Nel vaso rimasto vuoto sono inevitabilmente nate nuove piante da un seme che non morirà mai.

Nel mucchio degli eventi, c’è stato spazio anche per altro, altri progetti nei quali sono coinvolto e ritagli di composizioni che non voglio nascondere. Alla fine di questa settimana infatti metterò in circolazione anche Rare and United, scatola che raccoglie un buon numero di bozzetti di suono, non estensivi, al quale mi sono allenato fra una suite e l’altra di Ambition Express. Anche lì c’è della vivacità e indipendenza e qualche brano è particolarmente riuscito.

Per il momento il link per scaricare gratuitamente Ambition Express in mp3 è questo, con l’invito a diffonderlo agli appassionati e a coloro che ricercano.

http://www.mediafire.com/file/2zyhpqjf6jp1n0s/ALESSANDRO+MURESU-AMBITION+EXPRESS+LP2019+MP3.rar

alessandro muresu-ambition express lp2019 copertina

Silenzio e suono per il 2019: un ritratto impersonale

Silenzio per me significa permettere, a me e agli altri, angeli o demoni non mi interessa, di compiersi senza interferenza. Di compiersi, sia quando sia sta grattando il fondo per sbucare nell’abisso sia quando si impilano gradini che dovrebbero portare ad un certo miglioramento. Non sono interessato al tempo che richiede. Quelle poche volte che ragiono su quello che succede, ragiono per eoni, per vite una dietro all’altra dove forse andrà ad impattare un esempio e una esperienza, e mi sento cretino a pretendere dal passante che si illumini domani sera stessa o che il vicino azzecchi il giorno della raccolta dei rifiuti. Qualcuno avrà da protestare o indagare se non mi assalga l’ansia di perdere o non avere mai più. Sono fuori da tutte queste cose, caro mio passante solitario della sera, e nemmeno la tua illuminazione mi interessa se è per questo, o i tuoi rovesci e ripicche. Tuttavia, se accadrà, la reputo un brillante episodio nel quadro complessivo che sto guardando, come una stella appuntata sulla mia finestra, giusto sulle fronde più distinte. Non sarò qui ad attenderla, non me l’aspetto, ma il mio mestiere è abbellire il mio ritratto ovunque mi troverò a contemplarlo, e credo sia anche il lavoro di chiunque.

Detto questo, sì, il silenzio, nelle ampie epoche a cui viene dato il compito di permettere sconosciuti avanzamenti, è un impegno difficile. Chi è ancora nella mente non lo può concepire, insieme a tanti altri aggeggi; è nel luna park, nel carnevale, nelle trasmissioni orarie e repliche e réclame dei cazzi assortiti degli altri, per cui astrarsi e astrarre, permettersi e permettere, sono discipline ignote. Inizierà, forse, a capire quando quel suono sconosciuto verrà liberato anche per lui. In quale galassia, computo, dissezione, non lo so.

Il suono è concomitanza ed intesa, polifonia. Penso che sia l’informazione nota nel silenzio che guida ad incontrarsi senza doversi cercare, come un flipper che gioca con se stesso. Uno afferra il proprio suono, la propria canzone d’anima, e va in mare aperto dove in modo sempre più netto e fraterno inizia a scorgere altri che hanno preso coraggio e fatto la stessa cosa, dopo aver scoperto che potevano respirare, nuotare, navigare. Ognuno canta la propria melodia e si scopre che si inserisce magicamente, misteriosamente, nel coro che si leva sui flutti. Lì c’è una certa sensazione quieta e sobria di casa, magari bivacco. Lì ci possiamo intendere molto bene. Anche nel silenzio in verità, ma la dimistichezza col suono è una conquista ulteriore. Intendersi e riconoscersi fra tutte quelle onde è complesso.

C’è stato molto suono nell’anno che è trascorso, è innegabile, e c’è stato molto silenzio. In realtà sono due strali che vengono da lontano, dall’oltre, e solo in questo tempo si possono ammirare fendere le nostre presuntuose convinzioni. Permettere entrambi è riconoscerne l’esistenza, porta avanti l’addestramento.

Oggi mi sento in maniera piacevole, nel segno dell’amore che permette entrambi, e preferisco ovviamente immergermi senza interruzione nelle impetuose melodie degli spiriti coi quali intensamente dialogo. Sto riferendomi a tutto, tutto compreso, quello che sono, cioè la mia canzone dell’anima, e quello che mi rappresenta. Sentire che nella limitata percezione comune questi aspetti sono divisi mi provoca un senso di vuoto e di freddo.

Poi c’è la costruzione di un percorso riconoscibile, fuori. Vorrei infatti parlare di quello che succederà. Due capitoli a buon punto. Il primo è il mio nuovo capitolo intitolato Ambition Express. Un viaggio in quattro movimenti lunghi che narrano dello scavalcamento dei propri obiettivi limitrofi e l’inizio dell’avventura privata. Non so molto di più di quanto ho descritto, bisognerebbe attendere che sia finito, giusto un paio di settimane. Per adesso, due titoli sono già stati caricati sul mio canale YouTube. C’è del drone,  c’è del rumore, e un filo di sinfonia. Vorrei evitare di linkare. Vorrei invitare dunque il lettore a fare delle proprie ricerche e a non aspettare, lo invito a travisare e a sbagliare e finire dalla parte opposta, nei negozi concorrenti, se è possibile, non succede niente. Questo servizio al tavolino a bordo piscina, chic e frenetico come una terapia iperbarica, mi ha progressivamente rotto i coglioni.

Il secondo titolo di noi contemporanei, noi vivi nostro malgrado, che mostra tratti confidenziali e oltraggi simili, è il volume numero 3 che sto creando con l’artista americana Mandie Shattuck. Avviene con più destrezza rispetto ai primi due, corredato da una ancora più ricca corrispondenza e interessanti riflessioni e confronti, che in realtà costituiscono il vero nocciolo e il fulcro vitale e l’insegnamento di questo incontro, come chiunque amerebbe vedere succedere nei propri scambi di ogni giorno.  Tutto ciò sta ispirando le mie collaborazioni anche con altri viandanti affini e alcune mosse che farò. Anche di questa nuova sessione, si possono ascoltare degli estratti fondamentali on line, come il titolo odierno, Karibu, spossessato e spossessante antalgico lento che ho imbastito ieri sostenuto dagli inserti vocali di Mandie che ho sistemato secondo una sua visione incalzante domestica. La traccia 177 è ormai tipica: lunga, abrasiva nella sua tenera corazza, disambigua, degna di meditazione dati i contenuti e concetti urgenti, apparsa in una volata e subito incorniciata battendo al fotofinish praticamente tutti i brindisi del mondo.

Questa danza sublimerà in qualche modo. Forse mettermi a tacere per sempre sarebbe la giusta mantella da cucirmi addosso, specie ora che inizia il gelo, o andando lontanissimo e aumentare il volume fino a non sentire più nulla.

Ritratto dell’anno

È il mio ultimo ritratto dell’anno. Per l’occasione ho pulito personalmente i vetri della portafinestra. Attraverso questa chiarezza desidero intonare la mia canzone alle essenze che stanno facendo progressi per se stessi, che stanno incontrandosi e amandosi senza peso, permettendo a sfumature inedite e costruttive di emergere e a quelle del dramma collettivo di allontanarsi definitivamente.

Nei 12 mesi ho evocato senza interruzione la mia musica preferita e l’ho veicolata. Ho dato una mano per provare a suggerire sentieri differenti, senza fermarmi laddove la sordità è precipitata. Non sono una persona di immediata comprensione, sto sintonizzato su poche stazioni e me ne sto in ampia parte per i fatti miei, rinunciando a molte cose e rigettando le occasioni che vengono dal luna park mondano, anche vantaggiose. Così, posso rinnovarmi senza rendere conto a nessuno di quello che creo e che mi serve per andare, per dedicarmi al progresso del mio reame segreto. Questa non è più pratica della musica per me da tanto tempo, è la mia interpretazione alchemica e in tal modo mi ci rapporto per ispirazioni ininterrotte, con buona pace di tanti conoscenti e amici che vedono questo tempo come la nostra separazione e non hanno strumenti per concepirne le ragioni. È vero, ed è vero che questa speciazione non mi preoccupa.

Ci sono delle essenze speciali con le quali sono in continuità e che sono distanti nello spazio da me, sono quelle che amo e che in qualche modo fanno parte della mia misteriosa lunghissima vita. Distanti nello spazio, nel tempo, nelle funzionalità, nel ménage, ma non nella coscienza. Lì non ci sono misure o limiti, lì noi ci siamo incontrati e non sarà possibile dividerci, neppure se ne facessimo la causa per la quale esistere a questo passaggio. Questo episodio di verità ci fa scegliere, non l’occasione ed il compromesso che saranno sempre più immediatamente velenosi per chi ha depurato i suoi recessi e sa riconoscerli, e ci farà sempre scegliere la stessa cosa anche se tutto dovesse andare in rovina. A queste essenze e a quelle che appariranno dalla stessa origine suono la mia canzone silenziosa.

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The talking roof Lp2018 è on line

Prima di andarmene un po’ per i fatti miei e più in la’ iniziare la serie 2019, mi andava di mettere in circolazione un po’ di calcinacci e materiale di risulta che non è entrato nei paesaggi grotteschi del triplo OAMWTHIHS, così ho assemblato questo The talking roof. Altro è avanzato ma non penso sia quasi ascoltabile e lo cancellerò. Va ad inserirsi come capitolo 18 della mia serie 2018 e almeno offre dei dettagli sul processo di sviluppo dei suoni che impiego, sulla sagomatura dei momenti più a fuoco e l’origine di certi oblii. Più che un disco a sé stante è una colata di cemento su cui poi è nato altro.

Non la tiro per le lunghe. Ora è a disposizione in mp3 e in free download a questo link Mediafire. Potete inoltrarlo a chi cerca questi sedimenti. Alle prossime.

http://www.mediafire.com/file/1f19wxwjzpa1i4d/ALESSANDRO+MURESU-THE+TALKING+ROOF+LP+2018+MP3.rar

ALESSANDRO MURESU-THE TALKING ROOF LP2018 COPERTINA

Una questione sottile

Per le persone bloccate nella coscienza di massa il problema non è che uno sia vegano, che abbia la barba o crei arte non conforme, per loro il problema è l’essenza, è che ad essere e fare tutto questo sia qualcuno da una essenza originale e che ne è consapevole. Allora sì che è un guaio. Hanno da ridire su tutto. Ne ho sentite di ogni colore per ogni cosa facessi o non facessi, e come ho la barba, e come vado a correre, e come esco con una o l’altra donna, e come suono la chitarra, e come scrivo i miei dischi, e come ascolto i miei gruppi, e come me ne sto per i fatti miei, e come decido piani semplici come ogni persona normalmente fa. Perennemente scandalizzati da ogni aspetto di normali accorgimenti che ciascuno adotta per la propria vita. Tutte sottolineature circa attività normalissime che appaiono loro, così dediti alla forma, la sola causa di divisione e affronto.

Ma allora come mai non si accorgono delle discrepanze, e torti e offese e bassi atteggiamenti e tranelli e compromessi e menzogne, che ogni giorno vivono placidamente con tutti gli altri? Cose quelle sì per le quali mi scandalizzerei anche io senza neppure saper legggere né scrivere. Beh, è la materia costitutiva della maschera, guai a tangerla.

Non sono i comportamenti a dividerci, siamo già scissi in partenza per via della natura profonda d’anima, natura che adesso si sta manifestando e quindi va a caricare ogni sfumatura. Quando si manifesta è un segnale portante ininterrotto, che uno lo voglia o no. Avranno da ridire anche sul nostro semplice passargli accanto in una strada o per via dei ricordi che gli restano nella memoria, perché gli rimanda l’ordine di indagare se stessi e che non rispettano, quella essenza che loro non vogliono vedere per paura di scoprire che è un mostro e che li disintegrerà. Da una parte li capisco, ma sono poco interessato alla fine che faranno, e non durerà ancora molto questa fuga da se stessi.