Audio Exploration #4 : Sun Dogs ft. Alessandro Muresu — Madge Midgely

Una intensa integrazione ed espansione di “Alleyway” prodotta da Mandie mi rende particolarmente contento durante le prime ore del mattino. Questo è il modo. Senza paura di cogliere la propria voce, qualsiasi cosa si faccia, a qualsiasi livello.

 

Another lovely sonic story time collaboration! Enjoy! Alessandro Muresu – Facebook Artist Page Bandcamp Youtube WordPress You can explore my other audio recordings of various length and content at the links below- You can find all of my audio uploads from here on iTunes Or This and some other things on Soundcloud.

via Audio Exploration #4 : Sun Dogs ft. Alessandro Muresu — Madge Midgely

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Anteprima: Malgorzata

Un brano che faccio conoscere oggi si intitola Malgorzata. Questo è un nome polacco, proprio di donna, derivato dalla parola greca margarita e significa perla. In italiano è un nome proprio di donna ed è il nome di un fiore. In italiano è anche il titolo di una vecchia canzone di Cocciante che riscontriamo dappertutto.

Riguardo il mio brano, una brava fotografa di nome d’arte Margot, e in prima istanza Malgorzata, è fra i miei contatti sul baracchino delle foto e pubblica splendidi ritratti dark in chiaroscuro che sono certamente fra le migliori cose nelle quali mi imbatto quando controllo cosa accade là dentro. Come i suoi scatti di impatto, il nome mi ha fatto immaginare, così musicale e antico, e dopo poche ore avevo finito di incidere questa visione.

-Malgorzata

Looking for another case of outburst

in the old empire of the ghost and sleep

I thought I had enough

reserve of soul inside

Under the slides of every look

I’m the gorgeous absentee and distracted

Under the feeling of another stillness

this height remains until we climb

Rivers through a constellation of voids

Sing this voice and try to swim in its flaps

I haven’t had a sharp amount of tremblings then

 

-Malgorzata

Alla ricerca di un altro caso di sfogo

nel vecchio impero del fantasma e del sonno

Pensavo di avere abbastanza

riserva d’anima dentro di me

Sotto alle diapositive di ogni sguardo

io resto il meraviglioso assenteista e distratto

Protetta dal presentimento di un’altra calma

questa altezza rimane finché non saliamo

Fiumi attraversano una costellazione di vuoti

Canta questa voce e prova a nuotare nei suoi lembi

Allora non ho avuto una brusca quantità di fremiti

 

 

Non ero io

Avrei dovuto scrivere i giorni scorsi, ma le cose delle quali avrei voluto scrivere mi tenevano lontano da questo. E adesso non ho molta voglia di raccontare. Capita appositamente in questi giorni la soluzione del piccolo grande difetto del blog, del quale non mi ero reso conto per anni, i pulsanti di iscrizione che non erano stati inseriti a vista. Giorni di disvelamento o di maschere, giorni di correzione o rinsaldamento della farsa. La gente si sposta in copiose carovane e segue entusiasta il carnevale. Fra uno scherzo e l’altro anche a questo giro non comprendono che va in scena il loro mascheramento, del dramma profondo sotto al quale gattonano vita dopo vita, fra lacci filanti e frammenti inconciliabili di vite che nascono e tornano in pezzi. Le maschere si burlano degli sbadati.

Invece, è il periodo di maggiore espansione e potenza di tutti coloro che hanno mantenuta elevata l’ispirazione lungo tutto questo strano inverno cresciuto a più ritmi. Da più parti si è sentita forte la folata di vento, sembra ci sia vento ovunque, chiamo qui e là e stanno tutti fuori con le cuffie, recuperano le sciarpe da una grata sul fiume. Ma non è questo il punto.

Mi sono trovato a credere di non avere più nulla da dire, complice una forma fisica non perfetta, distrutta da una corsa ossessiva. Stavo osservando scemare gran parte di cose ed argomenti ed esseri e questioni, senza le scarpe da tennis. E forse è davvero così, che non sto parlando e comunicando più di oggetti che esistono ancora e in piani popolati che una volta erano la mia casa, la mia grotta, il mio selciato, la mia guida del telefono. Come può non avere più niente da dire chi diventa il vento del proprio respiro? Ogni giorno continuano ad arrivare i soffi di una nuova vita e modalità. La modalità è differente, il piano è differente. Non abbiamo mai discusso di problemi. Non abbiamo discusso più. Li abbiamo seppelliti con quelle che nemmeno sono soluzioni, con quello che va bene, benissimo, lì. Nuova terra, nuovo cemento, forse le prime tracce di un nuovo abuso edilizio dove non c’era nulla. Qualsiasi cosa sia, in qualsiasi modo sia fatta, ovunque sia, non era possibile ragionarne prima. E poi, il gesto, quello che sembra proiettare un’altra ombra su queste tenere pareti concettuali. Come tante altre volte mi sono detto, o ho detto, o ho sentito dirmi, quello che conta è che in quell’istante che hai smontato eri intento a smontarlo. Ora vediamo anche i risultati e sono flessibili: li riconosciamo noi. Chi altri dovrebbe? Che cosa facciamo, andiamo a pescare la vecchia guardia per farci riconoscere? Non capivano prima, capiscono meno adesso. Babe, questa storia è a lieto fine per quelli che se ne sono andati dalla festa mentre servivano la crema.

Ci sono state lunghe lettere, una serie ininterrotta di brani nuovissimi per tutti i miei progetti. Allego qualcosa qui sotto. Conversazioni con esseri ritrovati. Altra argenteria mentre possiamo mangiare anche con le mani. Questo momento non conoscerà fine, e meno ci interroghiamo sulla durata e fine, più sembrerà davvero di non esserci mai passati nella storia.

 

 

Mi presento

Cercando di riassumere, questo è divenuto un flusso giornaliero ininterrotto di suono e di informazione, informazione sottile e personale, per me e per i progetti nei quali sono di passaggio. Perciò si avvera un gran numero di titoli, spesso doppi, o tripli, di quella che è in controluce naturale anche la mia forma, o un residuo, la musica d’ambiente, il drone etereo, certi primitivismi di folk. Non sono un professionista, ma mi è stato offerto di diventarlo. Vecchia energia che ho lasciato andare insieme a un mucchio di altri accessori.
Mi interessa l’indagine di me sul campo, quindi ogni cosa semplice o misteriosa che mi succede e alla quale non ho interesse dare un senso; riconoscerla e ricordarla è il mio abbraccio ed è tutto. Qualche volta una teoria mi sfiora, si direbbe ricerca, ma mi perdono presto per essermi fidato.
So che la musica ha a che fare come procedimento di ricaduta e più che accompagnarmi o guidarmi, sono io più spesso che l’invito e so dove la conduco, che non ci sono strane voci o cori alieni a dettarmi la mappa. Soltanto, nel gioco del fintotonto, è il mio feedback con sempre meno differita, che c’era e ci sarà finché sarò nei paraggi, finché non coinciderò perfettamente con chi sono. I miei complici vengono tutti dalla stessa ora finale.

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Rat Holes EP2019 è on line

Gli Ep sono momenti di mezzo che radunano pochi brani o nel complesso elementi che non portano la durata complessiva verso minutaggi importanti, anche se è vero che ci sono album di venti minuti. In generale, danno spazio a materiali secondari o decontestualizzati o integrativi.

Rat Holes  chiama a sé i brani e gli spunti che ho lavorato negli ultimi giorni partendo dalle cartelle avanzate da Water Vapor e da Honing in on perimeter. Sei composizioni più rumorose e abrasive, ma che riflettono le energie dei due capitoli maggiori. Ve lo regalo oggi, liberamente scaricabile dal solito Mediafire, invitando l’ascoltatore a indagare il genere, porsi domande, veicolare a chi è interessato anche questa tappa.

http://www.mediafire.com/file/jjtncl2zj0g5tou/ALESSANDRO+MURESU-RAT+HOLES+EP2019+MP3.rar

 

ALESSANDRO MURESU-RAT HOLES EP 2019 COPERTINA

Honing in on perimeter Lp2019 è on line

Nelle note seguenti tratte dal libretto, c’è la visione aerea del momento in cui si muove svelta l’ombra del mio nuovo titolo in drone e ambient oscuro, intitolato Honing in on perimeter. Con questo, sono 5 i volumi pubblicati da Gennaio ad oggi. Scrivrò qualcosa nei prossimi giorni. Non ho altro da aggiungere per ora, se non indicarvi qui di seguito il link di Mediafire dal quale scaricare gratuitamente questa mia nuova opera in formato Mp3, invitandovi a coinvolgere nell’ascolto coloro realmente interessati ad un processo di ricerca, ovunque diretti. Contemporaneamente, è possibile ascoltare e scaricare l’album anche dalla mia pagina Bandcamp. Alle prossime.

http://www.mediafire.com/file/rh466ii5n42lnf8/ALESSANDRO+MURESU-HONING+IN+ON+PERIMETER+LP2019+MP3.rar

 

 

 

Honing in on perimeter/Lp2019

Dedicato ai pochi.

Si tratta di un’opera piuttosto lunga, nonostante abbia un numero esiguo di brani. Sono brani che durano molto, come questo primo scorcio di anno, che per me sembra cominciato dieci o quindici anni fa. Ma sono brani che mi sono impegnato a trascrivere man mano che si mettevano in coda, anche due nella stessa sessione. Alcuni, non fanno parte della scaletta e verranno fuori più avanti, altri li ho distrutti. Quindi, pochi brani, molto lunghi e trascritti in breve tempo, che fanno il punto su una trasformazione che poggia i piedi su un periodo molto ampio, tutt’ora in corso. Mi è parso di essermela presa comoda dall’ultimo titolo, che è di appena quindici o venti giorni fa. Sicuramente ho lavorato con meno frenesia, come durante una esplorazione attenta. I colori e i ritmi, più esotici, come le sparute captures ambientali che ho armonizzato, portano su un’altra terra d’ascolto. Gli stridori in lontananza e poi minacciosamente vicini, non apportano grandi tremori o fastidi. Riconoscono chi sta avanzando. C’è maggiore controllo di condizioni però sempre più estreme. Più il contesto deteriora, meglio è per noi. Ho trascritto grossomodo tutto alla prima, senza essermi preparato nulla, suonando quelle due o tre cose che mi porto dietro in giornate sorprendentemente luminose come quella di oggi in cui metto a disposizione anche questo titolo. Come in altre occasioni, ho avuto un periodo divertente mentre dissolvevo anche questi perimetri.

Tutti i brani di Alessandro Muresu.

Foto di copertina di Edward Lee Chapman, il cui utilizzo Mandie Shattuck ha cortesemente autorizzato, oltre ad avere suggerito inoltre lo spunto per il titolo dell’album. Grazie amica mia.

Una nota di Mandie alla foto. Mandie’s photograph note. “Credits to my late Grandfather Edward Lee Chapman for the photo in this post.  He really had an eye for light and shadow.”

Dono la mia opera Honing in on perimeter gratuitamente, avvertendo l’ascoltatore che non può esserne fatto alcun uso commerciale. Io Sono Alessandro.

Contatti. L’unica forma valida ed onorevole di contatto e accordo per quanto concerne i miei affari è il contatto diretto con me, preferibilmente di persona. Nessun altro è incaricato o indicato per siglare accordi che riguardano la mia essenza.

Scrivere: alessandromuresu@hotmail.com

Leggere: https://alemuresu.wordpress.com/

Ascoltare: https://www.youtube.com/channel/UCPKH9dikBl6pRFnVcCh5v_A

Ascoltare: https://alessandromuresu.bandcamp.com/

Orientarsi: https://www.reddit.com/user/alessandromuresu

-HONING IN ON PERIMETER-

01.Old engine 02.That train passed only twice 03.Girl with flowers 04.The gyres 05.Honing in on perimeter 06.Mai altra che te 07.Near future 08.Height hurts 09.I talked with ghosts

ALESSANDRO MURESU-HONING IN ON PERIMETER-LP2019-COPERTINA

 

Personal Inner Experience # 3: Why Is Love So Rough? or What is Love? — Madge Midgely

 

Coscienza, amore, azione. Ringrazio l’amica Mandie Shattuck per le intense soluzioni e nuove importanti domande suscitate da tante conversazioni e da questo nuovo completo documento che invito il lettore di queste pagine dall’infinito ad ascoltare.

 

What is this thing we call love?

via Personal Inner Experience # 3: Why Is Love So Rough? or What is Love? — Madge Midgely