Due parole su Argille Lp2018

Sarebbero quindi altre due, perché due due le ho dette stamattina quando ho buttato on line anche questo episodio. Non è vero che non volevo metterlo in giro. Perché queste esitazioni di fronte a quello che si sa è stato fatto coi piedi, scegliendo appositamente i piedi migliori, quelli fedeli, imprescindibili per una fuga come questa? Non molto distante è stato concepito Spire, dichiarato se non altro una prova di gambe, un gioco di gambe sulla distanza, quella che non ho smesso di stilare esaustivamente o parzialmente nei miei spazi pomeridiani e che mando avanti da 5 anni. Fra le spire sono capitati i legacci. Lì incontro la mia fantasia e la peso sul situazionistico astratto dialogo con conclamate o approssimative podiste. Corrono sempre, tutto il tragitto, che potrebbe non avere fine e inizio, o corrono solo quando vedono me arrivare?  In segno di rispetto e ossequio per l’unico sembiante atleta di quella fascia oraria; avranno i loro sogni, i loro records e ostacoli sul percorso, ma lo comunicano ad una cerchia ristretta, come faccio io coi miei sacchi di musica mensile. Forse è il punto di non ritorno quello in cui troppe volte incrociamo le nostre traiettorie sudate. Il suolo,  il campo di attrazione, la gravità che forse viene da lì, più monotono, più basso perciò da calpestare e livellare e modellare, è il fondale mobile di questo atto unico di stracci.

C’è dentro il solito chiacchiericcio di drone e rumore gratuito, senza più parole. Al massimo, una intercettazione ambientale di un televisore sintonizzato su un canale remoto, egregore tonali dai mercati ortofrutticoli del Giappone; segue altro rumore. E così via. Non stava bene tutto ciò nel prima, questo è ancora una volta il dopo. Il dopo di tutto, gli avanzi e il fondo stradale.

Sto già operando sul mio sesto titolo di quest’anno e serviva un tassello per fingere continuità, mentre mi terrà impegnato senza interruzione fino a metà Luglio. Un paio di brani finiti sono già ascoltabili on line e mi sta divertendo questa fase di avvicinamento. Nelle mie intenzioni è un triplo, più di trenta brani, più lunghi e più articolati.

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Nubi Vol.2 Lp2018 è on line

Avanzi. Undici avanzi di zozzo dronefolk, rumore, cover, inediti che tramontano a passi sbilenchi sotto la discesa. Titolo numero 3 della serie 2018 in bassa fedeltà.

Download gratuito a questo link, con la preghiera di inoltrarlo a chi è sul pezzo: http://www.mediafire.com/file/5otn7u88apg8b8u/ALESSANDRO+MURESU-NUBI+VOL.2+LP2018+MP3.rar

Forte abbraccio. Alle prossime.

ALESSANDRO MURESU-NUBI VOL2 LP2018 COPERTINA

Cover: Street Spirit (Fade Out)

Ogni tanto una cover. Oggi è stata la volta di un brano che conosco da sempre ma che non ho mai fermato nella memoria esterna delle cose, Street Spirit (Fade Out) dei Radiohead. Ne ho ricavato una cartolina decadente non lontana dall’originale, ricca di rumori, impastata con i miei semplici attrezzi e poca amorevole cura. Ve la piazzo anche qua.

 

WANG FO LP2018 è on line

Dopo quasi un mese esatto mi ripresento alla mia porta con un nuovo pacco di lettere dal fronte. Si tratta del vero primo episodio senza patria del mio 2018. “Vite private” era la coda del 2017. “Wang fo” sospira appena dopo. Dieci tavole primitive e grosse e grossolane che ho riascoltato, inusuale per me, e mi ha divertito. Trovo unità fra i divertimenti del prima e durante e dopo, altrimenti non farei queste scarpinate.

Non pensavo di averci ficcato dentro così tanta rumenta e amo scoprire questo décalage dei miei convincimenti in quei momenti in cui posso riascoltare tutto l’intero.

Come sempre, e meglio di sempre, non ho niente da dire a riguardo, se non che ve lo regalo, scaricabile in Mp3 da questo link Mediafire

http://www.mediafire.com/file/g7299jjcxb1xd4f/ALESSANDRO+MURESU-W%2ANG+FO+LP+%282018%29+MP3.rar

Sarebbe bello farlo arrivare a chi già conosce la solfa. Tutto qua. Tutto qua? Sì, tutto qua. A voi la trottola.

ALESSANDRO MURESU-WANG FO LP2018 COPERTINA

Anteprima: I Am my impersonal version of you.

I giorni discendono lenti dopo essere zampillati dai loro rifugi ma sono ampi, portano un mucchio di roba e robaccia con sé. Mi sono preso della libertà per afferrarne un po’ ed ecco qui, mi ritrovo punto e a capo con un nuovo titolo di primitivismo in corso e due belle invenzioni per della musica quasi di sottofondo da creare con amici, vicini e lontani. Fare le cose con qualcuno ha per me lo stesso valore di fare un viaggio verso di me penzolante nel tempo e nello spazio di altre concezioni. Andando al sodo del rumore e del brusio che costellano il mio monologo, ecco qui l’episodio odierno di 8 minuti. Più parti indaganti, più esperienza diretta.

Ci sono degli aspetti sensuali in cui sono più spigliato a questo giro, parlo in generale. Mi metto dietro l’angolo per sorprendermi e farmi paura, mi seduco, mi intrigo, mi rifuggo e rigetto, tuttavia il segnale resta lo stesso. L’apparizione della chitarra baritona nella mia vita è stato un colpo che mi ha proiettato da un’altra parte, cioè dove già mi sentivo prima, soltanto è diventata una cosa che nemmeno vedo più, svanita in me. Io Sono la mia versione impersonale di te, la pace provvisoria definitiva. Non c’è molto da pensare a riguardo, è tutto così chiaro.

-I Am my impersonal version of you.

I drive back to pretend the road

All distances are mine

Hold on in my the inner sea

across the may-be Oh… Playful romance,

Feel my full voice

You drive back to the sun

even in all the ways that are lost

See me when I’m the sun

There’s a lot of light

Sand is sand

Sent this sand

 

-Sono la mia versione impersonale di te
Mi dirigo indietro per pretendere la strada
Tutte mie le distanze
Soffermati nel mare interiore
attraverso ciò che potrebbe
Oh…
Romanza giocosa
ascolta la mia voce piena
Ritorni al sole
anche quando le vie sono tutte precluse
Guarda quando sono l’astro
C’è un sacco di luce
La sabbia è sabbia
Ho inviato questa sabbia

Vite private LP2017 è on line

Eccovi le mie poche parole. Ogni volta è sempre peggio ma sono sicuro non ci servono, per quello che dobbiamo combinare insieme. Neppure quando spiegano molto bene qualcosa e ci deliziano ed esaltano. Che siano giuste, dure, insensate, iperboliche, soppesate, è la stessa musica tumulata in una stanza, sempre un esterno.  Adesso io voglio cogliere le intese che sono riuscite ad evadere, superando questi mezzi e anche i propri, andando alla semplicità alla quale non possiamo sfuggire.

Ricopio da un’altra paginetta. Lo metto in giro nel 2018 ma ne avevo le tasche piene già a Natale, perciò ho preso con me la baritona, per esasperazione, e scappare con lei.
Liberamente e gratuitamente scaricabile da qui,

http://www.mediafire.com/file/y1lkznbylwcirux/ALESSANDRO+MURESU-VITE+PRIVATE+LP2017+MP3.rar ,

“Vite private” è un sobborgo di elegiaco drone folk e altri palpeggiamenti e si tratta del mio titolo numero 12 della serie 2017 in bassa fedeltà. A Gennaio e Febbraio non ci saranno inediti, sto audizionando individui per portare un po’ di me dal vivo.
Con la sola preghierina di inoltrarlo a chi pensate, o sospettate, ha le mie stesse perplessità, vi ringrazio. A presto.

“Vite private”, questo angolo cottura di situazionistica nenia rupestre, rumore apologetico e diceria folk, modellato alla fine del 2017 dopo un anno di tomi del sabotaggio del suono, rincorse, svenimenti, è finito, cioè è sfinito. Ve lo porto integro, tutto da fare a pezzettini, a prova di elogio.

ALESSANDRO MURESU-VITE PRIVATE LP-2017-COPERTINA

 

 

 

Secondo Premio Lp2017 è on line

Ad elementi così estesi, coniugo poco contorno. Quadra il fumetto, anche se non mi sono trasferito nel suono, non sono io quello ma qualcuno a cui ho descritto una circostanza e la ripete per me. L’ultima voce ventriloqua della mia pazienza. In effetti non ho pensieri, opinioni e giudizi su questa parte di vita, né sulla mia vita o quelle che stanno attorno. Mi sento senza peso, credo da un bel pezzo, il peso della poca chiarezza e delle risposte orizzontali, degli aspetti e delle speranze da misurare. Così sto per i fatti miei. Torno qui per presentare le ossa e le polveri.

Per evitare di spiegarmi, e falciando l’erba dagli spazi dai quali avrei voluto vedere più paesaggio e cielo e immondezzai reali, fra Giugno ed oggi sono 4 i capitoli doppi che ho creato all’interno del mio esercizio di trascrizione infinito, intervallati dal criptico Senzar  sul quale ho testato alcuni degli esempi di suono che ho poi chiamato a raccolta intensivamente qui su Secondo Premio, pubblicato on line poco fa e messo a disposizione gratuitamente al solito link Mediafire in formato Mp3 e completo di testi.

Non ci tornerò domani o dopo, con le parole. Scaricatelo se volete e mandatelo a chi non vi piace e poi andate oltre. Questa la sola preghiera. A giorni comincio a tracciare il nuovo punto, che chiude il mio anno,  più una rapida collezione di cover su cui vorrei svagarmi. Grazie per l’attenzione, a presto.

http://www.mediafire.com/file/jw1jhv9khrlu8b7/ALESSANDRO+MURESU-SECONDO+PREMIO+LP2017+MP3.rar

ALESSANDRO MURESU SECONDO PREMIO LP 2017 COPERTINA