Surmont: ultimi ritocchi

Mi ritrovo nella parte finale della trascrizione del doppio episodio Surmont, il mio nono viaggio lo fi di inediti del 2017. Poco più di 20 brani. Ma manca ancora un po’ e qualcosa arriverà solo se altro sparirà.

Ho un elegante e ampio quaderno verde, di quelli da riunione condominiale o testamento, e trascrivo i miei decreti giornalieri. Ci sono brevi cenni ad attività e persone che ho scelto di estromettere dal mio corso e brevi cenni ad attività ed essenze che ho reintegrato o che desidero tenere con me ed ampliare. Certe volte le decisioni sono repentine, insindacabili, terribili, e contraddicono una paesaggio appena precedente che era sereno, oppure burrascoso. Sono molto diretto e chiaro e non maschero alcuna informazione né mi faccio sconti. C’è la bellezza nel processo di riconoscimento fra dentro e fuori di ogni istante, non è una lista appesa all’esterno di un caseificio piena di enigmi.

Surmont per me vuol dire una onesta vista dall’alto su cose che mi piacciono e su cose che non mi piacciono, che riguardano me su tutto, e per avere quella vista occorre farsi una arrampicata ed inaugurare una buona giornata, una vera limpida giornata durante la quale la luce del sole scopre, pervade e delinea ogni creatura per quello che è. Durante le giornate di bel tempo, fra l’altro, ci si arrampica meglio e non è giusto starsene sul divano buttando via un’occasione. Se avrò fatto bene questo, il resto seguirà.

In questi giorni ho cercato di donarmi una immagine unitaria che mi aiutasse a differenziare questa nuova creazione dai precedenti due tomi doppi degli ultimi tempi, Cardigan Olcott e Le cause naturali, tuttavia è tardi per questa elemosina tecnica che mi faccio per sentirmi meglio durante la notte. Dovrò appuntare che bisogna smettere anche con questo. Il fatto che l’ho creato, che ho continuato imperterrito a creare, testimonia che sarà comunque differente e buono.

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Anteprima: E dunque, dimmi del Giappone

Tanta circolazione di suono ultimamente qui. Ciò mi ha catapultato abbastanza avanti col nuovo episodio del quale esistono un titolo e una copertina: “Le cause naturali.” L’immagine l’ho riscattata dallo schermo mentre andavano istantanee da un mio film preferito. Presento allora spicciamente il tratturo E dunque, dimmi del Giappone. Si tratta di una fantasia che ho creato attorno all’incipit di una decina di secondi di veri suoni culinari, cioè sciabordio di mestoli e pale che torturano una specie di omelette sulla piastra estratti con la forza da un vecchio documentario esotico. Presento il rumore e la sua evoluzione in qualche melodia fritta, accompagnata da percussioni che ho inventato sul momento con bidoni dell’acqua e degli altri oggetti.  La giornata che comincia sarà interessante perché segnerò, col gessetto, altre due tacche, o altre due mezze tacche per farne una tacca intera; una è quasi normale e gradevole, e poi ascolterò quello che, altri, mi hanno mandato istigandomi a dire la mia.

 

Cardigan Olcott LP è on line

Sono 17 elementi di primitivismo, di rumore, di drone che mi manifesta meglio di tutti gli altri episodi tracciati in passato. Bene o male, lineare o deforme, approssimativo o centrato. Mi sono dedicato un mese di osservazione in bassa fedeltà cercando di trascrivere il più possibile, tanto che una buona fetta è avanzata e vedrò che farne più avanti, e lo porto qui, da scaricare liberamente e gratuitamente in mp3 al link in basso. Lascio che si spieghi da sé.

Grazie per il sostegno.

http://www.mediafire.com/file/b3ga5g799vao8v3/ALESSANDRO+MURESU-CARDIGAN+OLCOTT++LP2017.rar

ALESSANDRO MURESU-CARDIGAN OLCOTT LP2017 COPERTINA

 

Anteprima: Volevamo esserci (Rakoczy)

Un esempio di che razza di cose girano da queste parti è sicuramente Volevamo esserci (Rakoczy). Tratta da un mazzetto di brani in bilico sulle mensole noise, la presento in anteprima oggi. Per via del testo e della sua scaltra immediatezza, considero l’episodio fra i più visuali e in qualche modo ambient, anche se di ambient non ce n’è, dell’intero palinsesto di Cardigan Olcott. Almeno, del corpo che è giunto fino ad ora sospinto dall’invisibile e che sta moltiplicandosi. Lo intendo come un cantato paesaggistico.

Chiamo il brano un’ode alla presenza e all’essenza e nel titolo ho inserito uno dei tanti riferimenti sparsi nella storia del grande peso massimo dell’Io Sono, il mio Amico Conte di Saint-Germain.

DSCN1785

-Volevamo esserci (Rakoczy)
È sempre più difficile
leggersi con un accento affascinante
Importa che l’innato sia
ostruirsi fra le tante catene
Posso mettere via l’orgoglio
e sai cos’è impossibile per me
se c’è?
Davanti avrò un’estrema
voglia di cadere
sul vento che
mi aiuterà
ad essere qualunque aria
Voglio mettere via gli esempi
per poter calzare il mio
e continuare a perdere e vincere
per sempre io
A perdere e vincere
per sempre

Rumore nuovo per il 2017: “Le forze in campo” LP e “L’espansione della tua immagine”LP.

Sarò più breve che in altri momenti. Il lavoro è lungo ed intricato, meno mi viene da dire. Meno penso, meno mi coinvolgo dove voglio sbattere, meno mi ricordo. Ne dico poco mentre lo faccio, e di cose strane in corso ne ho, e di parole ne ho meno. Non si tratta di segretezza né di carattere; questo periodo è cominciato tanto tempo fa ed ecco il suo passo.

In breve. La bassa fedeltà, ancora, ma non i dischi. Qui c’è un vuoto e non ci sono dischi, ne so nulla di quello. Ci sono due recipienti distinti, distanti, in cui ho raccolto pioggia e l’ho rigettata in alto e poi ripresa ancora.

Ho approfittato del mese scorso, della seconda metà più appassionatamente, per dare vita a questi due elementi di trascrizioni. Uno, quasi, con la forma. L’ho chiamato Le forze in campo, ricalcando il titolo del romanzo breve e bellissimo del 1979 di un autore forte, Franco Cordelli. L’altra entità è senza forme, senza nulla, si situa  nel rumore.

Ve li porto, gratuitamente, in rudi Mp3, nel segno dell’amicizia. Prendete liberamente e inoltrate a chi sentite potrebbe essere interessato a sentire qualcosa, se non nuovo, almeno appena creato. A presto.

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Divano Del Mondo, nuovo Lp on line

Il titolo è appuntito, Fuck The Diamonds, fanculo ai diamanti, ed è il nuovo 10 pezzi (più una cover) del Divano Del Mondo. La versione mp3 è ora on line e può essere scaricata gratuitamente dal solito opportuno Mediafire:

http://www.mediafire.com/file/io7mde2fa6gqaca/DIVANO+DEL+MONDO-F%2ACK+THE+DIAMONDS+LP2016+MP3.rar

Una premessa sola. Non essendo esattamente un disco di canzoni ma la trascrizione in bassa fedeltà di 6 giorni di rumore selvaggio, incoerenze e flusso di coscienza, risulterà un po’ ostico e urtante per chi segue la musica più formale e melodica. Penso può interessare a chi traffica con il decostruzionismo e noise. Ad ogni modo, il disco è lì e ringrazio chi ascolterà anche questa truce parte di me! Alle prossime.

 

divano-del-mondo-fuck-the-diamonds-lp2016

ARLY Lp2016 è on line

Con un giorno di anticipo, sforbiciato qui e là, è on line questo mio nuovo fascicolo dalla bassa fedeltà intitolato ARLY. Storia, breve, di una creatura di confine in un mondo al termine che non riesce ad immaginarne uno del tutto nuovo coi pezzi avanzati. Il richiamo della fine dei giochi metterà le cose a posto. Ne ho scritto due o tre righe qualche articolo fa e non penso ci ritornerò. Era una fantasia e questo mese ho provato a darle una forma leggera  coi pezzi di irrealtà di cui dispongo. Ora sto passando ad altro.

Ecco il solito link dal quale liberamente e gratuitamente scaricare ARLY

http://www.mediafire.com/file/kqri421gi5sni7j/ALESSANDRO+MURESU-ARLY+LP2016.rar

I brani vanno e vengono in questa stazione senza strutture recettive. Qui si arriva, il tempo infinito di una stretta di mano e si parte.

Bassa fedeltà è buona la prima esecuzione, o la seconda, buona la sguaiatezza ed imprecisione ed è anche bassa tecnologia, attrezzature elementari. A volte troppo!  E così, in questo pacchetto ho scelto di convogliare tutte le 9 tracce nel loro formato master.wav, poiché la compressione .mp3 da qualche tempo non mi aiuta. Lo sottolineo perché significa un po’ più di tempo per effettuare il download data la dimensione maggiore dei singoli file. Tuttavia, è migliore la loro udibilità, fermo restando la mia predilezione per voci inudibili, spostate qua e là, chitarre deviate e un mixaggio sabotato. In generale, mi interessa meno lo smanettamento e più la fluidità della scrittura e la sua immediata manifestazione.

Ancora grazie a chi vorrà ascoltare il disco e lo girerà a chi apprezza questi oggetti di manifattura obliqua.

A presto,

SirAlemu

ALESSANDRO MURESU-ARLY LP2016 COPERTINA.jpg

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