Spire Lp2018 è on line

Ho già detto tutto riguardo Spire, ma potrei tornarci domani. Oggi no. Che è il mio quarto episodio della serie dronica 2018. Che ci sono dentro fino al collo nei suoi 23 pezzi, dunque un doppio, ma faccio in tempo ad uscirne. Che è lungo, volendo corto. Che emerge da nuove sfide che non vedo l’ora di rifiutare. Che contiene una cover. Che l’ho estratto in un mese o poco più. Che non ho idee sulla qualità poiché ne gusto la presenza. Ecc.

Completo di testi ed in formato MP3, il link per il download gratuito ed amichevole è questo. Inoltratelo se vi va a chi è già sul pezzo.

http://www.mediafire.com/file/70l3wykwx1a7yni/ALESSANDRO_MURESU-SPIRE_LP2018_MP3.rar

Per il resto, grazie ancora, non per il sostegno e neppure per la comprensione.

Alle prossime.

ALESSANDRO MURESU-SPIRE LP2018 COPERTINA

 

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Cover: Peaches from Spain

Il mio nuovo titolo avanza senza guardarmi in faccia, spazzando via anche il suo percorso ancora segreto. Non ne voglio sapere nulla di come apparirà; a me basta che distrugga quanto più possibile quello che conosco e ogni cosa abbia dei piani nei miei confronti. Questo è il piano. Il processo forza la situazione. Non ci si è accorti? Inevitabile che non solo io, ma anche tutti quelli che sono coinvolti come me, siano sottoposti allo stesso disvelamento.

In mezzo, c’è una serie di cover. Peaches from Spain, acquerello indimenticabile dei Serafin che avevo inciso tempo fa, è fra queste. La canzone originale, che dura un minuto, è la mia canzone preferita. L’avevo solo eseguita in un’altra versione, del brano e di me.

Ieri schivavo la pioggia per alcuni chilometri con una eleganza inaudita, quella di chi è uscito di casa già pronto al castigo delle nuvole e al loro miracolo. Peaches from Spain è un dialogo che tratta di visitazione, di osservazione, di permettere che le acque rovistino negli spazi rimasti al buio tramite la forza dell’ispirazione presente, ed è rinata lì, su un pezzo di strada ciclabile, lontano dalla possibilità. Una volta rincasato, dopo neppure un’ora avevo finito.

Ve la porto qui invitandovi ovviamente ad ascoltare l’originale. Che sia una o l’altra, spero faccia un buon lavoro. Suggerisco inoltre di indagare gli ultimi video pubblicati, che contengono i tratti inediti del mio avamposto di adesso. Grazie per l’attenzione.

-Peaches from Spain, by Serafin
As you’re a friend
please can I come and stay
In your house on a beach in San Tropez
If I bring some wine and peaches from Spain
Oh my god your house is so full of pain
You can ask me if you’re insane
You can ask me if you’re insane
You are insane
Walls of water gushing over me
When your star-like burns are touching me
In my coma you were a sound
Can you tell me how my feet touch the ground?
Cause there’s nothing like you around
And there’s nothing like you around
You were a sound

-Pesche dalla Spagna.
Dato che siamo amici,
posso venire a stare
nella tua casa sulla spiaggia
a Saint-Tropez?
Porto vino e pesche dalla Spagna
Oddio….quanto malumore in questa casa
Chiedimi se sei un po’ fuori
Chiedimi se sei un po’ fuori
Sei proprio fuori
Pareti d’acqua si sollevano su di me
quando il tuo fulgore mi tocca
Nel mio coma tu eri un suono
Sapresti dirmi quanto i miei piedi toccano terra?
Perché non c’è nessuno qui attorno come te
E non c’è nessuno come te
Tu eri un suono…

Due parole su Nubi-Vol.2 Lp2018

Saranno più di due, o meno di quelle molto importanti che ho già detto e scritto o che non mi sono permesso ancora di esprimere. Questo è un momento sensuale, dove avverto e alcune volte vedo la densità trasparente ed impalpabile del dielettrico e questa si stabilisce sicuramente dentro e fra ogni spazio che esiste, ma molto di più nel punto che mi attrae. Aspettavo questo passaggio per riprendere a focalizzarmi su qualcosa che posso labilmente definire realtà, o svolgimento delle cose secondo una certa coerenza. Lasciando la sensualità libera di surclassare l’organizzazione esterna.

In Nubi-Vol.2, che come sempre diverrà patrimonio interrato delle orecchie dei cento disperati che alle sei del mattino stanno già mandando giù il boccone amaro degli EP più molesti crackati da una cassetta consumata, questo lasciar fare e lasciarsi andare in tutte le direzioni delle mie fiducie impossibili è più presente che altrove e penso che è quello che esigerei non solo dai miei dischi preferiti, ma dalle mie persone preferite, dalle mie essenze fondamentali. Adesso sono abbastanza tranquillo e trasparente e non sto considerando strani influssi e ispirazioni, occhi rovesciati, voci di morti, o brutti ceffi in ausilio, sto discutendo di me ora, coi gomiti appiattiti sulla scrivania, e la sedia che si allontana dal baricentro. Mi accorgo della irregolarità e della mancanza di giustizia del mondo a partire anche da questa scena ma è la forma della mia storia, dalla quale posso uscire ed entrare non solo a mio piacimento ma perché è l’unico movimento segreto in cui mi riconosco. Ho una vita, non è un carcerce da difendere e riempire di matti. Amo le mie follie che ho saputo far rimanere a piede libero. L’interno è sconfinato, il perimetro illusorio è sia formidabile che anche quasi una merda. Hai presente? Sì, Presente, cioè si sente e non si spiega, è visibile senza che debba aggiungere alcuna bellezza o bruttezza. C’è nella compostezza di un intaglio e anche nel mare inquinato di sound sovrapposto e sfasato, c’è nel fatto che non me frega già più niente oggi, dopo poche ore che l’ho spruzzato nella rete. Nebulizzarsi è tutto, diventare impalpabili, forse eterici, sicuramente leggeri per valicare ogni steccato. Andarci contro a tutta velocità, con una essenza imponente e una cornice da quattro soldi che si scopre non è mai esistita ma solo appena prima di arrivare allo schianto, rende superfluo ogni male e ogni paura. Fermarsi prima per preferire la sicurezza di una regolare e garantita occasione è l’inganno peggiore e ho rammarico per chi ci cade dentro pensando che sia invece un’avventura sconcertante. Quello che fanno gli altri non è mai sconcertante, a parte il fatto che gli è permesso, come ad ogni microbo.

Nel capitolo “Nubi-Vol.2”, con la vista che mi ritrovo adesso, ho visto questo e non ho riletto neppure che cosa ho scritto fino ad ora. Dunque, grazie per l’attenzione e alle prossime.

ALESSANDRO MURESU-NUBI VOL2 LP2018 COPERTINA

Nubi Vol.2 Lp2018 è on line

Avanzi. Undici avanzi di zozzo dronefolk, rumore, cover, inediti che tramontano a passi sbilenchi sotto la discesa. Titolo numero 3 della serie 2018 in bassa fedeltà.

Download gratuito a questo link, con la preghiera di inoltrarlo a chi è sul pezzo: http://www.mediafire.com/file/5otn7u88apg8b8u/ALESSANDRO+MURESU-NUBI+VOL.2+LP2018+MP3.rar

Forte abbraccio. Alle prossime.

ALESSANDRO MURESU-NUBI VOL2 LP2018 COPERTINA

Accadde così Lp2018 è on line

Sarò breve, come tutte le altre volte, nella presentazione del nuovo titolo che ho creato negli ultimi 30 giorni. Per prima cosa, ho fatto dei giorni belli mentre evocavo queste energie che chiamo Accadde così, anche se un titolo e un nome in copertina non appaiono, mentre sgranavo i grappoli dei suoi sensi operando come sempre in solitudine e concedendomi qualche volta intrusioni nella storia di spiriti determinati, e tutto si è svolto abbastanza rapidamente.

Le parti sono nuove e il mio percorso non cambia. Ho potuto riosservare che ogni anno di più, anche se è un fatto che interessa ogni mio istante o almeno quelli migliori fra i miei, devo dare una energica stretta di più a quelli che sono i miei attaccamenti e stritolarli. Lo faccio per distillarne il segreto e l’essenza, che restano con me. La ricaduta sul piano della commedia è una vistosa landa di frammenti, sospensioni e tagli irrimediabili. Si tratta del mio tema.  Aspetti, pensieri, memorie, slanci, piccoli o grandi piaceri, persone, vite. Questa volta ho però volontariamente, e dettagliatamente, acceso una luce in più per farlo meglio.

Il suono accartocciato e l’andamento vorticoso di gran parte di Accadde così, racconta il vento sottomarino che è passato ad alta velocità premendo su quanto ha incontrato nel suo raggio. E dunque…

L’esperienza, e la lezione, arriva dopo, quando il tempo è già trascorso e continua a trascorrere. Mettersi in pari con quel vento non basta. Diventare quel vento, in tutte le sue molecole e lontane intenzioni, alla propria velocità, è invece stimolante. L’opinione di una roccia non fa testo, si sbriciolerà.

Sono 25 le tavole di dronefolk radicale ambientate come al solito rigorosamente in diretta, secondo tempi e movimenti precisi, utilizzando macchine elementari e vuoti complessi. Il rumore, quella esile pendente pacatezza, la brina di cenere e le intermittenze degli eventi orientano l’ascolto.

Ecco il link per scaricarlo gratuitamente coi suoi Mp3 e due video che ho realizzato a corredo del box, con il suggerimento di inoltrarlo a chi è avvezzo a queste creazioni e sentieri.

http://www.mediafire.com/file/2sfdyi7j8xr413a/Alessandro+Muresu-Accadde+cos%C3%AC+Lp2018+MP3.rar

Grazie per l’attenzione, a presto.

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Vite private LP2017 è on line

Eccovi le mie poche parole. Ogni volta è sempre peggio ma sono sicuro non ci servono, per quello che dobbiamo combinare insieme. Neppure quando spiegano molto bene qualcosa e ci deliziano ed esaltano. Che siano giuste, dure, insensate, iperboliche, soppesate, è la stessa musica tumulata in una stanza, sempre un esterno.  Adesso io voglio cogliere le intese che sono riuscite ad evadere, superando questi mezzi e anche i propri, andando alla semplicità alla quale non possiamo sfuggire.

Ricopio da un’altra paginetta. Lo metto in giro nel 2018 ma ne avevo le tasche piene già a Natale, perciò ho preso con me la baritona, per esasperazione, e scappare con lei.
Liberamente e gratuitamente scaricabile da qui,

http://www.mediafire.com/file/y1lkznbylwcirux/ALESSANDRO+MURESU-VITE+PRIVATE+LP2017+MP3.rar ,

“Vite private” è un sobborgo di elegiaco drone folk e altri palpeggiamenti e si tratta del mio titolo numero 12 della serie 2017 in bassa fedeltà. A Gennaio e Febbraio non ci saranno inediti, sto audizionando individui per portare un po’ di me dal vivo.
Con la sola preghierina di inoltrarlo a chi pensate, o sospettate, ha le mie stesse perplessità, vi ringrazio. A presto.

“Vite private”, questo angolo cottura di situazionistica nenia rupestre, rumore apologetico e diceria folk, modellato alla fine del 2017 dopo un anno di tomi del sabotaggio del suono, rincorse, svenimenti, è finito, cioè è sfinito. Ve lo porto integro, tutto da fare a pezzettini, a prova di elogio.

ALESSANDRO MURESU-VITE PRIVATE LP-2017-COPERTINA

 

 

 

Rumore del 2018: a caccia di date.

Non è un insulto domandare di poter esibirsi con la propria musica. Diviene più interessante quando si vive in luoghi ameni e si suona un genere di frontiera poco ascoltato e ancor meno praticato. Ma alla fine questo quadro è così perché io sono così, dunque non è una aggiunta, una aggravante, un agente miglioratore, ma l’unica firma responsabile su questa esistenza.

Ho così diramato ai miei contatti un comunicato serissimo in cui affermo che per il 2018 ho il desiderio di suonare dal vivo, momento che ho diradato quest’anno che si chiude, e vorrei informassero anche i loro sodali traffichini. Quando dove e secondo quali termini preferisco discuterlo di volta in volta. Certo è che ho una sola cosa a cuore, divertirmi, proporre la mia visione senza filtri e rendere soddisfatti tutti, sia chi mi ospiterà che chi mi ascolterà.

Anche tu che leggi qui, smetti di consumare il panettone e fa come quegli altri,  organizza qualcosa in cui possiamo incontrarci ed essere felici.

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