Surmont: fine lavori e considerazioni

Come è d’uso, anche questa volta non parlerò molto del mio nuovo episodio in bassa fedeltà, in questo caso Surmont. Qualche linea apparirà ora, qualche linea quando lo metterò in giro e poi basta perché sarò diretto da un’altra parte. Ascoltami. Non c’è bisogno di spiegare niente. Io so che non è utile parlare di questi oggetti. Sono a conoscenza di chi possono interessare, chi chiameranno per nome, chi per antica identità e sodalizio, essi verranno raggiunti e i suoni e le informazioni lavoreranno con la coscienza. Del resto, dell’imposizione, del convincere, del propagandare e promuovere, non mi interesso: è per me una faccenda morta e quando me ne parlano, beh, parlano con un fantasma, che io so interpretare molto bene all’occorrenza, meglio di un fantasma vero.

Trovare contesti, condotte ed essenze adeguate, anche per un piccolo istante, può sbaragliare il campo di gioco in modo definitivo.

Allora, considera Surmont, il doppio tomo della bassa fedeltà, fatto con R8 tornato in vita, fatto con la terzina e la Jaguar con le corde grosse così. I suoni laceri, le melodie primitive sbozzate attraverso le quali, come da una finestra rotta, piovono i bagliori delle strade di un certo quartiere; poi gli alterchi di monotron, i tunnel paralleli della vocalità. Prende il nome da uno dei tanti mascheramenti del caro Conte di Saint-Germain, il quale prende spesso la parola per stabilizzare la presenza di un aneddoto. Un fantasma può essere molto più presente, molto più divertente, molto più saggio, di un umano distratto o presente che sia.

Ad oggi, fanno 22 brani, e qualche giorno davanti per addizionare o sostituirne qualcuno prima della giornata del 15 Ottobre quando lo regalerò on line. Venivo, gli ultimi giorni di Agosto, da due doppi consecutivi di Giugno e metà Agosto, Cardigan Olcott e Le cause naturali, 43 brani insieme, e da sei momenti normali da Gennaio a Giugno, più due Ep lunghi e un disco di 15 cover.

Quest’anno volevo essere chiaro nei miei riguardi per continuare a sgretolare il mondo innaturale e dovevo farlo vivendo di più e più approfonditamente situazioni non comuni. Non mi importa se questa chiarezza ha travolto e offeso la zona confortevole in cui risiedeva la residua fauna dei profughi di quest’era. Da anni ho smesso di considerare valide le opinioni altrui e men che meno le considero quando si tratta di evocare e dare forma alla mia libertà. Pensavo di non aver detto abbastanza con gli ultimi due doppi in particolare perché mi erano chiare alcune strade di suono e alcuni concetti abrasivi che potevano essere bene addensati e sagomati. Per concludere, non voglio parlare di Surmont e di quello che ci ho messo dentro per farlo muovere, che pure c’è e conosco, non ne parlerò come di una giravolta stilistica o un modo per acchiappare per le orecchie i favori dell’industria, ma sto citando dello stesso spirito comune che, attraverso in particolare gli ultimi tre lavori, tre doppi, fa il punto su mie disinvolture, trasparenza e libertà che tenevo molto a far diventare anche una arte remota. Si parla di libertà ma meglio di liberazione maggiore da gangli complessi, interiori ed esteriori, sia sotto la spinta di una energia generale favorevole e decisiva adesso, sia grazie all’iniziativa individuale, di qualsiasi tipo. Questi strumenti insieme alla mia condotta sono il mio contributo alla mia evasione, non a quella di altri. L’unica cosa che si può volere è che anche altri, sapendo che esistono esseri all’opera e all’avventura, possano perfezionare o istruire la propria vittoria, perché adesso è il momento.

Immetterò on line Surmont LP2017 la sera del 15 Ottobre, completo di testi e di oltre venti brani, scaricabile gratuitamente dal solito link Mediafire. Al momento ho la cartella in formato WAV e sto cercando di chiuderla anche in un Mp3 decente. A presto.

ALESSANDRO MURESU-SURMONT LP2017 COPERTINA

Annunci

Surmont: ultimi ritocchi

Mi ritrovo nella parte finale della trascrizione del doppio episodio Surmont, il mio nono viaggio lo fi di inediti del 2017. Poco più di 20 brani. Ma manca ancora un po’ e qualcosa arriverà solo se altro sparirà.

Ho un elegante e ampio quaderno verde, di quelli da riunione condominiale o testamento, e trascrivo i miei decreti giornalieri. Ci sono brevi cenni ad attività e persone che ho scelto di estromettere dal mio corso e brevi cenni ad attività ed essenze che ho reintegrato o che desidero tenere con me ed ampliare. Certe volte le decisioni sono repentine, insindacabili, terribili, e contraddicono una paesaggio appena precedente che era sereno, oppure burrascoso. Sono molto diretto e chiaro e non maschero alcuna informazione né mi faccio sconti. C’è la bellezza nel processo di riconoscimento fra dentro e fuori di ogni istante, non è una lista appesa all’esterno di un caseificio piena di enigmi.

Surmont per me vuol dire una onesta vista dall’alto su cose che mi piacciono e su cose che non mi piacciono, che riguardano me su tutto, e per avere quella vista occorre farsi una arrampicata ed inaugurare una buona giornata, una vera limpida giornata durante la quale la luce del sole scopre, pervade e delinea ogni creatura per quello che è. Durante le giornate di bel tempo, fra l’altro, ci si arrampica meglio e non è giusto starsene sul divano buttando via un’occasione. Se avrò fatto bene questo, il resto seguirà.

In questi giorni ho cercato di donarmi una immagine unitaria che mi aiutasse a differenziare questa nuova creazione dai precedenti due tomi doppi degli ultimi tempi, Cardigan Olcott e Le cause naturali, tuttavia è tardi per questa elemosina tecnica che mi faccio per sentirmi meglio durante la notte. Dovrò appuntare che bisogna smettere anche con questo. Il fatto che l’ho creato, che ho continuato imperterrito a creare, testimonia che sarà comunque differente e buono.

Anteprima: The blue building

Tragitto di tenui polaroid e secchiate di casino. Continuerò così fino alla fine di Surmont, questo è il titolo del mio nuovo pianerottolo in corso d’opera, direttamente dal quale presento oggi una soffice e breve diapositiva intitolata The blue building.

A riguardo, tiro dritto senza sparare nel mucchio. Metà Ottobre mi sembra un buon periodo per chiuderlo. Ci saranno anche stavolta tanti brani e vari punti di vista. Sto pensando, in parallelo, a qualche cover da mettere in giro.

-The blue building. If this fall wants to stay on its feet/ everytime I like to go around/ and I feel high/ We were the One/ We are the sun/ which is high/ In vain the roads they swear again/ and close the eyes while memories of days/ are in the mud/ Touch my heart, dear amplification!/ I free my soul through the gentle wires/offshore/ na na na….

-Il palazzo blu. Se questo autunno vuole andare a piedi/ io ogni volta amo starmene a zonzo/ Mi sento gasato/ Eravamo una cosa sola/ Siamo il sole/ che si slancia/ In vano le strade giurano di nuovo/ mentre le memorie dei giorni/ sono nel fango/ Toccami il cuore, cara amplificazione!/ Libero la mia anima tramite i suoi cordiali cavi offshore..na na na..

 

 

 

 

Si riparte

Sorprendentemente, mi ha fatto compagnia un  mignon di tabasco questa settimana, passata in obbligata sordina al fresco delle poche e timide nuvole. Per un po’ le ho contate, poi ho perso il numero dato che erano le stesse, come appese. Ho cotto quanto avevo e più di quanto ho potuto per suscitarmi, con quel portento, alcuni portentosi ricordi.

Così, riaccendo lentamente i motori per avvicinarmi al nuovo episodio in bassa fedeltà che ho intenzione di assemblare da ora e fino ad ottobre inoltrato. Per adesso non lo decifro e sarà senz’altro una cosa diversa che voglio fare, e meglio di altre volte, ma la presenza di un intruso nel mio campo è inequivocabile e mi da i cenni della sua missione. Mi rasserena sapere che ci stiamo braccando, fino ad uno di questi giorni che vengono in cui comincerò ad avvicinarmi alle sue impronte.

Una pila di libri e di quaderni si è solidificata nella solito elemento d’arredo beige ai piedi del letto. Qualche giretto su due ruote non è mancato e anche molto confronto, per lo più telefonico e medianico, con gli spiriti speciali che hanno sospinto l’estate adesso sul suo scivolo. Sembra l’apparecchiatura di un motel questa sagra di impressioni che sono così forti che mi porta a credere di essere in discussione da anni con qualcuno due stanze dopo che non ho mai visto, mentre mi nascondo e tratto sull’affitto. Parliamo degli orrori della moquette, di una valigia dimenticata sotto al letto, di intrugli rimediati al bar interno. Nel mentre, cucino le mie cose piccanti per aguzzare i nervi e descrivo a voce alta gli aromi.

Nel mio libro dei decreti ho sancito che non voglio più avere a che fare con nessun solstizio di vecchia guardia: fino ad ora, tutto ciò che ho trascritto è stato rispettato perché è la dura legge dei cazzi miei, dei miei paraggi, ampiamente condivisa da chi sa stare in sella; qualche volta, retroattiva. Scarsamente individuo un passato del quale essere fiero, che non si può più riprendere nemmeno quando è sgargiante come la rubinetteria appena montata. La fierezza dovrebbe esserci sempre, adesso che so, eccome, che non sono obbligato a restare e neppure ad andarmene. Mi basta sostare e osservare in stato di trasparenza, tipo Noel Gallagher che suona dietro la tenda di plastica in Sunday Morning Call.

DSCN3672

Le cause naturali LP2017 è on line. Blog sospeso

NOTA 2: Proseguo su https://voisieteifarinonibagnini.wordpress.com/ , il mio nuovo blog. Grazie dell’attenzione.

 

 

NOTA: Il blog al momento è piantato su questo articolo, nonostante ne abbia pubblicati degli altri che non vengono visualizzati. L’ultimo articolo è del 16 Agosto: https://alemuresu.wordpress.com/le-cause-naturali-lp2017-e-on-line-buon-compleanno-e-altro-ancora/  Copio il testo di seguito.

Sospendo dunque le pubblicazioni ed aprirò presto un nuovo blog, aggiornando questa stessa nota.

Indubbiamente, oggi è il mio compleanno, dunque secondo il computo dovei avere 38 anni suonati, ed è la parte più consistente delle notizie fin da quando ho aperto gli occhi pochi minuti fa.

Non per coincidenza o volontà, ma per una remota disciplina che sembra sospingermi senza sciogliersi ancora e che trova naturale sfocio in cose e casi come questi, vi porto dopo questi altri 30 o 40 giorni, approssimativamente un mese furibondo di avvenimenti, speranze, sudori, lasciti, insulti, rubamazzi e tonfi, il manufatto in bassa fedeltà, che ancora una volta non può essere un disco. Le cause naturali, venticinque pezzi e un pezzo di presenza e presenze, fra rumore, folk drone, acquaforte, vaneggio e autocitazione. Fin qui allora è un disco ma poi si rivolta. L’ho ispirato e pensato senza automatismo e maniera, e mi son preso la briga di trascriverlo. Se andrete ad ascoltarlo, non domandatevi di cosa parla, non è più tempo di cercare ma di mettere in pratica e manifestare con l’azione viva e originale quello che si è trovato e quello che si è imparato di sé, ed io credo di stare facendo unicamente questo da un bel po’ in qua, non conta cosa ci perdo o cosa ci guadagno. Parlando di fatti e mezzi che sembrano dare senso, quindici anni fa ho spento la televisione, che è un aiuola spartitraffico rispetto alla jungla della rete alla quale adesso credo sempre meno. Si tratta del riflesso di qualcosa d’altro che si svolge altrove? Bene, che me ne posso fare del riflesso, come dei bagliori da uno schermo, sui quali si incanta più di mezzo mondo? Riflessi, apparenze, ricerca esteriore, si gira in tondo sempre lì, anche quando sembra di aver imbroccato la trafila giusta. Fisso qui l’appunto, come faccio ogni tanto. Non so dove ciò mi porta e non valuto un bel niente. Guardo le energie. L’azione non è orgogliosa, l’azione è essere e il resto è un gioco previdenziale di ricadute, suppongo per dare spunto a chi viene dopo ad aggiungere il suo. Evito di specificare gli altrimenti.

In quello che sembra essere stato un mese, ricordando che per me già una settimana è un tempo troppo dilatato, è accaduta nuovamente la magia di un tempo bello. Profondo o superficiale è poco importante.

Regali in forte anticipo. La mia partecipazione a Musica sulle Bocche-International Jazz Festival del prossimo 3 Settembre a Santa Teresa Gallura, ispirata e chiamata anch’essa nel bel mezzo del parapiglia sonoro della quale sono soddisfatto, alla quale vado forte e vado felice; gli incontri nuovi che ho fatto; la vista del campo di origine e le sue forze scevre di epitaffi. E poi le incisioni non mie alle quali ho preso parte e mi sono divertito e, non ultimo, ma di ieri, il ritorno alla vita del mio registratore quantico preferito che ha stabilito che mi seguirà nelle prossime avventure.

Dunque, qua di seguito c’è il link al formato Mp3 di Le cause naturali, sempre scaricabile liberamente e gratuitamente, completo di testi per i pochi brani cantati e delle immagini.

http://www.mediafire.com/file/xf19q2nd4fsqp31/ALESSANDRO+MURESU-LE+CAUSE+NATURALI+LP2017+MP3.rar

Non ci sono state alterazione e premeditazione: tutto è fluito in quegli istanti come può essere ascoltato, quasi sempre alla prima esecuzione. Spero possa dare a chi lo ascolta qualcosa in più, come segno. In ciascuna di queste esibizioni, ho poche pretese di lasciare bei geroglifici. Se questo fosse archeologia del 3000, sarebbe il sensazionale rinvenimento di una lavatrice abbandonata in una catacomba, e per questo, perché anche da miope nessuno mi vieta di vederci comunque lungo,  non ne parlerò ulteriormente. Sto cominciando a sentire i passi del prossimo impegno ed è di esso che vorrò invece argomentare e di quello che verrà. A presto.

SirAlemu

Due segni importanti:

Il 3 Settembre, alle 21.00, ricordo che sarò di scena in una splendida notte a Santa Teresa Gallura, in Piazza Santa Lucia, dove suono un set di mezz’ora in solo alla giornata di chiusura di Musica sulle Bocche-International Jazz Festival 2017, dedicata ai cinque artisti selezionati per presentare il sound della nuova energia. Sono onorato di far parte di questa prestigiosa occasione alla quale mi presento puntuale, felice e originale. Tutte le informazioni sul sito ufficiale del festival: https://www.musicasullebocche.it/

Il seguito dell’avventura dell’anno non ve lo so raccontare. Arriveranno novità, scriverò ancora a lungo, spero un po’ meglio, più approfonditamente. So che cambierò e che cambierà qualcosa, come ogni giorno del resto.

ALESSANDROMURESU-LE CAUSE NATURALI LP2017 COPERTINA

 

Anteprima: E dunque, dimmi del Giappone

Tanta circolazione di suono ultimamente qui. Ciò mi ha catapultato abbastanza avanti col nuovo episodio del quale esistono un titolo e una copertina: “Le cause naturali.” L’immagine l’ho riscattata dallo schermo mentre andavano istantanee da un mio film preferito. Presento allora spicciamente il tratturo E dunque, dimmi del Giappone. Si tratta di una fantasia che ho creato attorno all’incipit di una decina di secondi di veri suoni culinari, cioè sciabordio di mestoli e pale che torturano una specie di omelette sulla piastra estratti con la forza da un vecchio documentario esotico. Presento il rumore e la sua evoluzione in qualche melodia fritta, accompagnata da percussioni che ho inventato sul momento con bidoni dell’acqua e degli altri oggetti.  La giornata che comincia sarà interessante perché segnerò, col gessetto, altre due tacche, o altre due mezze tacche per farne una tacca intera; una è quasi normale e gradevole, e poi ascolterò quello che, altri, mi hanno mandato istigandomi a dire la mia.

 

Nuovo volume di cover: Nubi

Appena immesso on line, è scaricabile gratuitamente e liberamente da qua:

http://www.mediafire.com/file/d588yd38fyo32at/ALESSANDRO+MURESU-NUBI-COVER+2016-17.rar

Dalle note:

Nubi/Lp cover 2016-17

Dallo scorso anno alle mie trascrizioni ininterrotte ho affiancato delle frequenti realizzazioni non ragionate di cover. Il tiro è il medesimo di sempre, buona la prima, mezzi insufficienti ecc. Ho cantato e suonato quello che ricordavo, spesso senza ricorrere ai testi originali, perciò mancano spezzoni interi di liriche, alcune parole non coincidono, o le strutture sono alterate. Sul brano di Devendra Banhart ci ho letteralmente suonato sopra perché non avevo voglia di reimpararlo. Non sono scelte tecniche ma la mia volontà e coscienza del momento: se avessi rispettato quei metri esteriori, io so inoltre che nulla sarebbe cambiato. Andiamo oltre.

Artisti noti ma anche sconosciuti rientrano fra i miei interessi ed ascolti giornalieri. Così ho deciso, dopo il precedente Overs  del 2016, di radunare anche quest’anno alcune di quelle versioni riuscite.

NOTA: Le mie versioni dei brani non hanno alcuna finalità commerciale. Sono estemporanei tributi ai miei artisti preferiti che ho creato per divertirmi e portarli all’ascolto. Non possiedo alcun diritto sui brani. Tutti i diritti appartengono ai rispettivi autori e proprietari. These are free and not commercial versions of the songs, my tribute to great artists. I do not own any copyrights. All copyrights belong to their respective owners.

 

ALESSANDRO MURESU-NUBI LP COVER 2016-17 COPERTINA