Cover: Wake up

Alla fine sono riuscito, coi miei potentissimi ed avanzati mezzi, ad assemblare una riduzione del famoso  brano. Così ridotta che mi sono mangiato ogni sezione di assolo, in favore di una masticazione regolare, al limite del sonnifero. Avrei dovuto intitolarla eventualmente Sonno. Comunque sia, era da tanto che avrei voluto fare una cover di Wake up, canzone profonda dei Mad Season, ma non trovavo letteralmente spazio/tempo. Stamattina ho accelerato le fasi del risveglio, quello standard, dal letto, e mi sono messo all’opera. Mi piace come è venuta, nella tradizione dello sporco sonico impossibile.

Sto pensando di radunare i ritagli di Be patient, it will pay e le cover degli ultimi due mesi in un volume da dieci-dodici titoli da mettere in giro appena sotto i giorni in cui veicolo il triplo. Al momento non ho guardato nel cestino, non so cosa ho buttato via, neppure so cosa ho tenuto.  Niente è indistruttibile.

Wake up, by Mad Season
Wake up young man, it’s time to wake up
Your love affair has got to go, for ten long years
For ten long years, the leaves to rake up
Slow suicide’s no way to go, oh
Blue clouded gray, you’re not a crack up
Dizzy and weakened by the haze
Movin’ onward
So an infection not a phase, yeah-oh
The cracks and lines, from where you gave up
They make an easy man to read, oh-oh oh-oh
For all the times you let them bleed you
For a little peace from God you plead, and beg
For a little peace from God you plead
Oh-oh-oh-oh, yeah-oh
Oh-oh-oh-oh, yeah-oh
Oh-oh-oh-oh, yeah-oh
Wake up young man
Wake up, wake up, wake up
Wake up,…
Wake up young man, it’s time to wake up
Your love affair has got to go-yeah, for ten long years
For ten long years, the leaves the rake up
Slow suicide’s no way to go-oh, oh-oh
Slow suicide’s no way to go
Wake up, wake up, wake up
Wake up, wake up, wake up

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Argille Lp2018 è on line

Giusto un rebus. Il titolo 5 della serie 2018, fra rumore, sprazzi di droni e casuali intercettazioni d’ambiente, è da oggi on line coi suoi 10 volti, strumentali, brevi, neppure li ho riascoltati per intero, e lo potete scaricare gratuitamente da qui in formato mp3:

http://www.mediafire.com/file/s8ku55l3yx0p11z/ALESSANDRO+MURESU-ARGILLE+LP2018+MP3.rar

Sono avanzati venti e più oggetti dalla mia trascrizione di Spire, che ho chiuso e lanciato nell’etere l’8 Maggio, e non mi volevo tenere niente addosso durante la mia fuga. Scappiamo leggeri. Perché pure questi sono relitti, avanzi non di un naufragio ma di un nave fantasma, come ho descritto Spire da cui discendono o da cui cadono in mare, e come descrivo la traccia che seguo e che sono. Non aspettatevi considerazione, ascoltandolo, che equivale a non sentirlo. Questa sarà una nuova buona esperienza. Se conoscete chi è in viaggio, mettetegli sotto agli occhi anche quest’altra mappa in bianco, perché da qualche parte lì dove stanno andando c’è un tesoro. Grazie dell’attenzione, alle prossime.

ALESSANDROMURESU-ARGILLE LP2018 COPERTINA

 

Cover: I Will, by Radiohead

Qui passa tutto, anche le cover. In mezzo a quello che presumo mio e di cui mi sbarazzo, perché uno si può sbarazzare solo di quello che è suo dato che è impossibile avere qualcosa di altri, che non esistono, passano le cover. Ho sepolto così tante cose di ieri e di oggi che non mi è rimasto altro posto dove vivere se non questo istante, ma non ne sono molto sicuro. Abbandono anche questo molto spesso, fosse anche per distrazione. La musica è impersonale. Ieri ne ho avuto esempio, mentre mi trovavo ancora qua. Sono come uno che mette i dischi e fa il sottofondo all’uscita dove si accalca la gente a fumare. Fumano, quindi esalano, ma gli sembra un momento importante per parlare o prendersi a pugni.

Mi è tornata indietro da un mondo I Will dei Radiohead, che non avevo ancora affrontato e sgualcito, ed invece di riconoscermi in quella breve storia apocalittica ci sono passato attraverso. Sono buone cose che non trattengono, e non sono mie, sono di altri e posso dare la colpa, i meriti loro, agli altri, che a quanto ho detto non esistono. Ho inciso la base a braccio e quando stavo per cantare polemicamente il testo, ho realizzato di avere saltato dei passaggi. Neppure avevo sillabato, giusto un flash dalla regia profonda che mi ha permesso di scovare il punto preciso dove non sono stato. Dunque sono stato avvisato da più corpi a contatto invisibile ed invivibile che non ci sarebbe stato niente di romantico in cui sostare e trovare densità.

Poi, in meno di un’ora avevo finito anche questa. Probabilmente incido con scomodità e rancore, circondato dal fumo dell’incenso che vola anche lui in posizione eretta, cosicché non ho niente da dire sotto le coltri, o non mi spiego questa strafottente chiusura alla prima e la conseguente fuga, verso il mare, verso l’ultimo tampone di spazio.

La versione è fedele all’originale, cioè l’origine della quale ne posso sapere niente, e ci vedo un successo. Troppo preziosa, troppo scandalosa e ancora troppo palpabile lungo la via della sparizione, la posto dappertutto, anche qui, per evitare che qualcuno la ascolti.

-I Will, by Radiohead.

I will lay me down

In a bunker underground

I won’t let this happen to my children

Meet the real world coming out of your shell

With white elephants,

sitting ducks

I will rise up

Little baby’s eyes, eyes, eyes, eyes

Little baby’s eyes, eyes, eyes, eyes

Little baby’s eyes, eyes eyes

 

 

 

Spire Lp2018 è on line

Ho già detto tutto riguardo Spire, ma potrei tornarci domani. Oggi no. Che è il mio quarto episodio della serie dronica 2018. Che ci sono dentro fino al collo nei suoi 23 pezzi, dunque un doppio, ma faccio in tempo ad uscirne. Che è lungo, volendo corto. Che emerge da nuove sfide che non vedo l’ora di rifiutare. Che contiene una cover. Che l’ho estratto in un mese o poco più. Che non ho idee sulla qualità poiché ne gusto la presenza. Ecc.

Completo di testi ed in formato MP3, il link per il download gratuito ed amichevole è questo. Inoltratelo se vi va a chi è già sul pezzo.

http://www.mediafire.com/file/70l3wykwx1a7yni/ALESSANDRO_MURESU-SPIRE_LP2018_MP3.rar

Per il resto, grazie ancora, non per il sostegno e neppure per la comprensione.

Alle prossime.

ALESSANDRO MURESU-SPIRE LP2018 COPERTINA

 

Due parole su Nubi-Vol.2 Lp2018

Saranno più di due, o meno di quelle molto importanti che ho già detto e scritto o che non mi sono permesso ancora di esprimere. Questo è un momento sensuale, dove avverto e alcune volte vedo la densità trasparente ed impalpabile del dielettrico e questa si stabilisce sicuramente dentro e fra ogni spazio che esiste, ma molto di più nel punto che mi attrae. Aspettavo questo passaggio per riprendere a focalizzarmi su qualcosa che posso labilmente definire realtà, o svolgimento delle cose secondo una certa coerenza. Lasciando la sensualità libera di surclassare l’organizzazione esterna.

In Nubi-Vol.2, che come sempre diverrà patrimonio interrato delle orecchie dei cento disperati che alle sei del mattino stanno già mandando giù il boccone amaro degli EP più molesti crackati da una cassetta consumata, questo lasciar fare e lasciarsi andare in tutte le direzioni delle mie fiducie impossibili è più presente che altrove e penso che è quello che esigerei non solo dai miei dischi preferiti, ma dalle mie persone preferite, dalle mie essenze fondamentali. Adesso sono abbastanza tranquillo e trasparente e non sto considerando strani influssi e ispirazioni, occhi rovesciati, voci di morti, o brutti ceffi in ausilio, sto discutendo di me ora, coi gomiti appiattiti sulla scrivania, e la sedia che si allontana dal baricentro. Mi accorgo della irregolarità e della mancanza di giustizia del mondo a partire anche da questa scena ma è la forma della mia storia, dalla quale posso uscire ed entrare non solo a mio piacimento ma perché è l’unico movimento segreto in cui mi riconosco. Ho una vita, non è un carcerce da difendere e riempire di matti. Amo le mie follie che ho saputo far rimanere a piede libero. L’interno è sconfinato, il perimetro illusorio è sia formidabile che anche quasi una merda. Hai presente? Sì, Presente, cioè si sente e non si spiega, è visibile senza che debba aggiungere alcuna bellezza o bruttezza. C’è nella compostezza di un intaglio e anche nel mare inquinato di sound sovrapposto e sfasato, c’è nel fatto che non me frega già più niente oggi, dopo poche ore che l’ho spruzzato nella rete. Nebulizzarsi è tutto, diventare impalpabili, forse eterici, sicuramente leggeri per valicare ogni steccato. Andarci contro a tutta velocità, con una essenza imponente e una cornice da quattro soldi che si scopre non è mai esistita ma solo appena prima di arrivare allo schianto, rende superfluo ogni male e ogni paura. Fermarsi prima per preferire la sicurezza di una regolare e garantita occasione è l’inganno peggiore e ho rammarico per chi ci cade dentro pensando che sia invece un’avventura sconcertante. Quello che fanno gli altri non è mai sconcertante, a parte il fatto che gli è permesso, come ad ogni microbo.

Nel capitolo “Nubi-Vol.2”, con la vista che mi ritrovo adesso, ho visto questo e non ho riletto neppure che cosa ho scritto fino ad ora. Dunque, grazie per l’attenzione e alle prossime.

ALESSANDRO MURESU-NUBI VOL2 LP2018 COPERTINA

Nubi Vol.2 Lp2018 è on line

Avanzi. Undici avanzi di zozzo dronefolk, rumore, cover, inediti che tramontano a passi sbilenchi sotto la discesa. Titolo numero 3 della serie 2018 in bassa fedeltà.

Download gratuito a questo link, con la preghiera di inoltrarlo a chi è sul pezzo: http://www.mediafire.com/file/5otn7u88apg8b8u/ALESSANDRO+MURESU-NUBI+VOL.2+LP2018+MP3.rar

Forte abbraccio. Alle prossime.

ALESSANDRO MURESU-NUBI VOL2 LP2018 COPERTINA

Accadde così Lp2018 è on line

Sarò breve, come tutte le altre volte, nella presentazione del nuovo titolo che ho creato negli ultimi 30 giorni. Per prima cosa, ho fatto dei giorni belli mentre evocavo queste energie che chiamo Accadde così, anche se un titolo e un nome in copertina non appaiono, mentre sgranavo i grappoli dei suoi sensi operando come sempre in solitudine e concedendomi qualche volta intrusioni nella storia di spiriti determinati, e tutto si è svolto abbastanza rapidamente.

Le parti sono nuove e il mio percorso non cambia. Ho potuto riosservare che ogni anno di più, anche se è un fatto che interessa ogni mio istante o almeno quelli migliori fra i miei, devo dare una energica stretta di più a quelli che sono i miei attaccamenti e stritolarli. Lo faccio per distillarne il segreto e l’essenza, che restano con me. La ricaduta sul piano della commedia è una vistosa landa di frammenti, sospensioni e tagli irrimediabili. Si tratta del mio tema.  Aspetti, pensieri, memorie, slanci, piccoli o grandi piaceri, persone, vite. Questa volta ho però volontariamente, e dettagliatamente, acceso una luce in più per farlo meglio.

Il suono accartocciato e l’andamento vorticoso di gran parte di Accadde così, racconta il vento sottomarino che è passato ad alta velocità premendo su quanto ha incontrato nel suo raggio. E dunque…

L’esperienza, e la lezione, arriva dopo, quando il tempo è già trascorso e continua a trascorrere. Mettersi in pari con quel vento non basta. Diventare quel vento, in tutte le sue molecole e lontane intenzioni, alla propria velocità, è invece stimolante. L’opinione di una roccia non fa testo, si sbriciolerà.

Sono 25 le tavole di dronefolk radicale ambientate come al solito rigorosamente in diretta, secondo tempi e movimenti precisi, utilizzando macchine elementari e vuoti complessi. Il rumore, quella esile pendente pacatezza, la brina di cenere e le intermittenze degli eventi orientano l’ascolto.

Ecco il link per scaricarlo gratuitamente coi suoi Mp3 e due video che ho realizzato a corredo del box, con il suggerimento di inoltrarlo a chi è avvezzo a queste creazioni e sentieri.

http://www.mediafire.com/file/2sfdyi7j8xr413a/Alessandro+Muresu-Accadde+cos%C3%AC+Lp2018+MP3.rar

Grazie per l’attenzione, a presto.

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