Le cause naturali LP2017: fine lavori

Brevemente, fermo qui l’informazione che Le cause naturali, capitolo inediti numero 8 della serie 2017 in bassa fedeltà, numero 11 compresi i due EP e la raccolta di cover Nubi, è stato terminato questa mattina. Si tratta di un lungo doppio di venticinque brani che fanno il punto sul mio percorso di trascrizioni fra drone folk, elementi di primitivismo, rumore, acqueforti sul suono. Estesa opera che però è fluita senza intoppi fra la fine di Giugno e oggi, e che segue il doppio Cardigan Olcott, messo in giro a metà Giugno.

Mi sono divertito anche questa volta, mi sono impegnato e mi sono dunque divertito. Numerosi scampoli restano fuori dall’episodio, quasi tutti abbastanza progrediti e che potevano stare bene dentro alla scatola, ma sarebbe stato dispersivo e non aggiungevano comunque variazioni a quanto avevo presentato. Li tengo in riserva e vedrò che farne.

Due segni importanti:

Il 3 Settembre, alle 21.00, ricordo che sarò di scena in una splendida notte a Santa Teresa Gallura, in Piazza Santa Lucia, dove suono un set di mezz’ora in solo alla giornata di chiusura di Musica sulle Bocche-International Jazz Festival 2017, dedicata ai cinque artisti selezionati per presentare il sound della nuova energia. Sono onorato di far parte di questa prestigiosa occasione alla quale mi presento puntuale, felice e originale. Tutte le informazioni sul sito ufficiale del festival: https://www.musicasullebocche.it/

Il seguito dell’avventura dell’anno non ve lo so raccontare. Arriveranno novità, scriverò ancora a lungo, spero un po’ meglio, più approfonditamente. So che cambierò e che cambierà qualcosa, come ogni giorno del resto.

Le cause naturali LP  sarà on line, come sempre gratuitamente e liberamente scaricabile, la mattina del 16 Agosto, giorno del mio compleanno. Fornirò qui il link e ritornerò a parlarne nei giorni successivi. A presto.

ALESSANDROMURESU-LE CAUSE NATURALI LP2017 COPERTINA

 

Le cause naturali LP2017: fine lavori

Anteprima: E dunque, dimmi del Giappone

Tanta circolazione di suono ultimamente qui. Ciò mi ha catapultato abbastanza avanti col nuovo episodio del quale esistono un titolo e una copertina: “Le cause naturali.” L’immagine l’ho riscattata dallo schermo mentre andavano istantanee da un mio film preferito. Presento allora spicciamente il tratturo E dunque, dimmi del Giappone. Si tratta di una fantasia che ho creato attorno all’incipit di una decina di secondi di veri suoni culinari, cioè sciabordio di mestoli e pale che torturano una specie di omelette sulla piastra estratti con la forza da un vecchio documentario esotico. Presento il rumore e la sua evoluzione in qualche melodia fritta, accompagnata da percussioni che ho inventato sul momento con bidoni dell’acqua e degli altri oggetti.  La giornata che comincia sarà interessante perché segnerò, col gessetto, altre due tacche, o altre due mezze tacche per farne una tacca intera; una è quasi normale e gradevole, e poi ascolterò quello che, altri, mi hanno mandato istigandomi a dire la mia.

 

Anteprima: E dunque, dimmi del Giappone

Nuovo volume di cover: Nubi

Appena immesso on line, è scaricabile gratuitamente e liberamente da qua:

http://www.mediafire.com/file/d588yd38fyo32at/ALESSANDRO+MURESU-NUBI-COVER+2016-17.rar

Dalle note:

Nubi/Lp cover 2016-17

Dallo scorso anno alle mie trascrizioni ininterrotte ho affiancato delle frequenti realizzazioni non ragionate di cover. Il tiro è il medesimo di sempre, buona la prima, mezzi insufficienti ecc. Ho cantato e suonato quello che ricordavo, spesso senza ricorrere ai testi originali, perciò mancano spezzoni interi di liriche, alcune parole non coincidono, o le strutture sono alterate. Sul brano di Devendra Banhart ci ho letteralmente suonato sopra perché non avevo voglia di reimpararlo. Non sono scelte tecniche ma la mia volontà e coscienza del momento: se avessi rispettato quei metri esteriori, io so inoltre che nulla sarebbe cambiato. Andiamo oltre.

Artisti noti ma anche sconosciuti rientrano fra i miei interessi ed ascolti giornalieri. Così ho deciso, dopo il precedente Overs  del 2016, di radunare anche quest’anno alcune di quelle versioni riuscite.

NOTA: Le mie versioni dei brani non hanno alcuna finalità commerciale. Sono estemporanei tributi ai miei artisti preferiti che ho creato per divertirmi e portarli all’ascolto. Non possiedo alcun diritto sui brani. Tutti i diritti appartengono ai rispettivi autori e proprietari. These are free and not commercial versions of the songs, my tribute to great artists. I do not own any copyrights. All copyrights belong to their respective owners.

 

ALESSANDRO MURESU-NUBI LP COVER 2016-17 COPERTINA

Nuovo volume di cover: Nubi

Anteprima: Heads

Il nuovo impegno adesso ha cominciato a scorrere senza intoppi sul selciato della semplicità realizzativa, polveroso quanto basta di gracchiante rumore di fondo, stridori e luci magmatiche. Imbroccando questi suoni, raccomando come al solito a chi ascolta di non considerarli elementi discografici o d’arte. Sono energie che scorrono in diretta e alle quali non mi oppongo. Per esserci, devo far fuori altre parti, solitamente quelle che in me starnazzano per un posto al sole. Ebbene, per dirlo chiaro, è una pratica che investe non solo quelle due ore in cui straccio i miei confini sonori.

Presto per dire che questa è una fase saliente, ma ci stanno dentro i dettagli della lunga distanza che avevo già riconosciuto. Anche l’umore è alto, la testa è alta, non vedo chi viene e va attorno. A questo punto comincia a somigliare a qualche cosa, tipo Cardigan Olcott,  e potrei decidere di fare un volume due di quello e uscire anche a questo giro con due parti, attorno ai 20 brani.

Oggi vi presento Heads. Lacci di suono incrociato, fra ritmiche  fragranti e un solo avvitante di fuzz lunare, costruiscono il borgo che da il La , come intro, alla prateria in cui sto piantando il lavoro.

 

-Heads (Intro)

Modern times

I feel out of me

and kill the same

circle of windows

Modern times

caught me under

their modern tails,

ribbons and ropes ….mmmmm….

 

Anteprima: Heads

Anteprima: Una nuova canzone

Procedo con l’agevole, fino ad ora, costruzione del capitolo 8 della serie in bassa fedeltà 2017. Alla fine, anche a questo giro tutto questo caldo non c’è. Meno se ne vedono, di cose strane, più se ne parla.

Nella mia praticità svitata, me la prendo comoda, perché c’è tanto materiale da disossare. Il brano che presento oggi, con queste due righe due, viene dai moti e dai modi, calmi e mossi insieme, di quanto già discusso in Cardigan Olcott, ad esempio. Ci sono novità laterali e ve ne metterò a parte più avanti.

 

-Una nuova canzone
Si piegheranno gli alberi di nuovo,
eppure noi
sapremo dove scorrrere fra gli attimi
E quando è più sicuro
vorrei smettere con me
in ogni ricorrente nostalgia
A che ora è
la rivolta che
fa paura?
Tanti nomi per dimenticare
al più presto te
che non hai il tuo nome
Fra tanti indizi ho scartato
quelli cardine
Sapevano di glorie troppo grandi e sadiche
Da quando sono più sicuro
vorrei smettere
con ogni sicurezza e simpatia
A che ora è
la rivolta che
fa paura se
da una svolta?

Anteprima: Una nuova canzone

Cover: Nothing, Noone

Ancora una cover. Chelsea Wolfe è un nome del circuito rock indipendente, gran voce, trame oscure, tinte evanescenti e tante storie da raccontare. Ho trasportato nella mia visione sporca da campeggio, tagliando qualcosa del testo, la sua nota Nothing, Noone, un brano difficile e sofferto che parla di abuso e conseguente assenza. Questo piano preme, spesso con la violenza, affinché lo si abbandoni per sempre, ed è così che ho riletto il testo, come un unico terribile modo per lasciarsi dietro ad un certo punto pezzi dei quali alla fine non siamo proprietari, non siamo comunque noi quei pezzi ai quali qualche demone ha dato fuoco. Nella sconvolgente esperienza, forse un’estrema consolazione.

-Nothing, Noone

Stolen from you
Taken by surprise
Broken in two
and pulled right out from underneath you
Burning soft skin of two
Trying hard to let go of you
Hoping it will do
Pulled right out from underneath you

I miss the whiskey on your breath
I miss the way you pressed me on the bed
It gave me something to look forward to
The times when I felt best

Now I’m nothing
Now I’m no one
I have nothing
I have nobody to run to
I am nothing
I am no one
I have nothing
I have nobody to run to
I miss the whiskey on your breath
I miss the way you pressed me on the bed
I miss the way you gave me
something to look forward to
and times when I felt best

 

 

 

Cover: Nothing, Noone

Cover: Imaginary You

Fra una cosa e l’altra, in questa prima metà di 2017 ho portato a compimento 7 capitoli lunghi e due episodi minori, almeno, tenendo conto solo delle mie trascrizioni. Cardigan Olcott è appunto il numero 7, quello che  si direbbe un Lp, per giunta doppio. Mentre vado a concluderlo, la prossima settimana, radunerò alcune delle cover preparate quest’anno in un volume 2 di Overs da porre in download al più presto coi due EP appaiati. 

Ci tenevo a rifare questa Imaginary You, dell’elegante progetto di ambient e musica di ricerca No Clear Mind. Continuavo però a perdere l’appuntamento col brano, finché mi sono dimenticato. Ieri sera invece avevo voglia di riascoltare un paio di loro album, che non stancano mai e che reputo di bellezza ed evocatività superiori, e mi è tornata in mente. Ho dovuto rinviare l’ascolto a notte fonda per mettermi subito ad incidere la mia versione istintiva di Imaginary You, versione della quale sono contento, anche per via di alcune sfumature di suono che sono percolate così come le ho lasciate fin dai primi secondi che orientavo il pezzo.

-Imaginary You
To talk with the imaginary you
sunshine, we sit side by side
You hesitate
and move away
our eyes meeting frequently
are not free…
To talk with the imaginary you
sunshine, we sit side by side
You hesitate and move away
our eyes meeting frequently are not free…

Cover: Imaginary You