Il mio ritratto

Dedicato ai pochi.

aleeeee marzo 2018

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Mi piacerebbe mostrarti…

Mi piacerebbe mostrarti che cosa sento, che cosa vedo, che cosa vivo, solo per affacciarti oltre, come in un luogo si va per scoprire cose che vengono dopo. I miei entusiasmi e le mie concentrazioni, i miei innamoramenti perpetui. Quando non ci sei, essi sono costanti: credi che il fatto che io mi assento dalla scena sia per via di una nuvola nera che come un pianeta mi passa davanti e mi nasconde e mi toglie energia? Nella mia sfera invece io non mi estinguo, proseguo, come tu nella tua. Vorrei farti una descrizione di questo ma sarebbe un protocollo meccanico e devitalizzato: già lo senti e già lo vedi, anche se spesso non sei in te. Sei tu che spegni la luce.

Mi interroghi sui compiti che avrei da svolgere, la carriera da assemblare, i punti da segnare e da perdere, somigliare a chi e che cosa, muovermi con cautela; e poi di quella donna conosciuta dentro ad un sogno e penso che sia stupido, è quello che delimita l’aria e lo spazio vitale interno nel gregge, giusto per allontanarsi dalla domanda che preme. Dunque è stupido e volgare. Metti davanti agli occhi la misura degli stracci costosi di una vita senza libertà che hai imparato da qualche parte, sera dopo sera,  in cambio di un favore ogni tanto. Quello che non riesci al momento a sentire, a vedere, a vivere, al di là della partecipazione alla differita in cui riponi fiducia e tempo, è in qualche modo e per adesso anche quello che sei già. Domandati (non domandarmi), che cos’è che ti anima, che cosa ti rende sempre felice anche quando attorno gli altri tremano sotto al tavolo. Che cosa suscita simpatia e odio per la mia ombra, i miei resti semplici nascosti nei vestiti ordinati. La delusione in più per la vista solamente orizzontale è che il mio sentiero non lo posso cambiare, e ne uscirai tu.

Sei qui per imparare il tuo, non per fare domande agli spettri non importa di chi, e scoprire che un giorno anche tu approfondirai e ti darai la spinta a partire da quel piano; non per altro, diventerà l’unica melodia udibile e le altre non le sentirai mai più. Fai alla svelta.

Per una frazione del mio intento, sono qui per questo, per farti accorgere che quando non potrai più ricorrere a quello che insegui, gli espedienti buoni o cattivi che siano ma pur sempre espedienti e pezzi e stracci e scarti svolazzanti nel vuoto, nulla sarà più lo stesso, neppure ti ricorderai di me e smetterai di tremare.

Scorrimento

Il nuovo capitolo mi arriva fra le orecchie a più non posso. Ogni giorno ce n’è una, come si dice. Ogni giorno la luna cambia per tutti. Qui al radar mi limito a disegnare il tragitto delle visitazioni. Si tratta del solito momento di osservazione e presenza. Oggi è il turno della lunga e oscura Aspetti.

Il titolo intero sarà pronto per metà Marzo e sarà un doppio.

Invito

San Valentino mi va bene, ho anzi ammirato ieri i miei amici che avevano un programma ad un tavolo, candele, vino, bijoux, una conversazione un po’ più presente e decente, camere fuori città ecc, e anche i vostri messaggi per qualcuno o per voi stessi. Perché l’armonia dovrebbe affacciarsi allo spuntare di ogni istante, è questo che uno si augura alla fine, anche se quasi sempre non lo sa.
Anche se negli ultimi sulfurei anni sono diventato un mitologico o forse solo più preistorico, rincorrendo il primo mondo e anche a ritroso, preso da dialoghi invisibili e slanci autogeni, non posso escludere che ritornerò per qualche tempo a qualcosa di simile. Lo rifarò come un intero che non si può dividere, inattrattivo, antiattraente, senza magnetismo e volontà. Ogni tanto mi frugo quella espressione e mi dico che non è il momento perché ho troppi desideri e manie di mettere a posto le cose, o di farle bene. Non vado in giro col retino nel quale insacchettare comete e probabilmente, di base, non ci so neppure fare, ma succederà ancora una volta e sarà meglio di tutte le altre. Nessuna è stata spiacevole, non posso presentare alcuna fattucchiera. Il solo fatto che resto qui ad impilare giorni, al di là di tutti i risultati e aspirazioni e condizioni apparenti, inevitabilmente conferma che esiste qualcosa che amo e per la quale ho passione ed è un trionfo. Ciascuno può verificarlo da sé. Per non cadere dalla padella alla brace e in altre stoviglie ho soltanto smesso di essere quel piatto da mettere in tavola o di aspettarne uno.

 

WANG FO LP2018 è on line

Dopo quasi un mese esatto mi ripresento alla mia porta con un nuovo pacco di lettere dal fronte. Si tratta del vero primo episodio senza patria del mio 2018. “Vite private” era la coda del 2017. “Wang fo” sospira appena dopo. Dieci tavole primitive e grosse e grossolane che ho riascoltato, inusuale per me, e mi ha divertito. Trovo unità fra i divertimenti del prima e durante e dopo, altrimenti non farei queste scarpinate.

Non pensavo di averci ficcato dentro così tanta rumenta e amo scoprire questo décalage dei miei convincimenti in quei momenti in cui posso riascoltare tutto l’intero.

Come sempre, e meglio di sempre, non ho niente da dire a riguardo, se non che ve lo regalo, scaricabile in Mp3 da questo link Mediafire

http://www.mediafire.com/file/g7299jjcxb1xd4f/ALESSANDRO+MURESU-W%2ANG+FO+LP+%282018%29+MP3.rar

Sarebbe bello farlo arrivare a chi già conosce la solfa. Tutto qua. Tutto qua? Sì, tutto qua. A voi la trottola.

ALESSANDRO MURESU-WANG FO LP2018 COPERTINA

Pezzi

Mi dedico questa mia, Quasi alla fine, e qualsiasi altra cosa passi dallo stereo in questo momento. Sai quell’antico vaso che si è rotto con amore? Sono usciti i demoni, poi gli angeli, poi quello che siamo, io, tu, il resto. La collera aveva un buon sapore, per fortuna.

Non potevano restare rinchiusi a lungo la dentro, come tutte le cose. Ma ho mosso con destrezza la mia attenzione per scansare i primi e i secondi, i pensieri, i desideri, le sicurezze, la roccia dura e sconosciuta; molecole, pianeti, sistemi di calcolo, persone intere o ammezzate da codici. E dopo questi intermediari, che cosa mi è rimasto? Pezzi di vite e vite, vite che si spaccano in frammenti museali, costosi, che si mescolano mantenuti in sospensione ad una certa altezza e poi ricadono nel profondo di una determinata era e si sotterrano. Qualcuno insaccato nella monade a scadenza passa di lì e le trova e così un’altra maledizione ha inizio. Che cosa mi è rimasto? Ho trovato necessario strapparci dalle grinfie dell’anima.

 

Anteprima: I Am my impersonal version of you.

I giorni discendono lenti dopo essere zampillati dai loro rifugi ma sono ampi, portano un mucchio di roba e robaccia con sé. Mi sono preso della libertà per afferrarne un po’ ed ecco qui, mi ritrovo punto e a capo con un nuovo titolo di primitivismo in corso e due belle invenzioni per della musica quasi di sottofondo da creare con amici, vicini e lontani. Fare le cose con qualcuno ha per me lo stesso valore di fare un viaggio verso di me penzolante nel tempo e nello spazio di altre concezioni. Andando al sodo del rumore e del brusio che costellano il mio monologo, ecco qui l’episodio odierno di 8 minuti. Più parti indaganti, più esperienza diretta.

Ci sono degli aspetti sensuali in cui sono più spigliato a questo giro, parlo in generale. Mi metto dietro l’angolo per sorprendermi e farmi paura, mi seduco, mi intrigo, mi rifuggo e rigetto, tuttavia il segnale resta lo stesso. L’apparizione della chitarra baritona nella mia vita è stato un colpo che mi ha proiettato da un’altra parte, cioè dove già mi sentivo prima, soltanto è diventata una cosa che nemmeno vedo più, svanita in me. Io Sono la mia versione impersonale di te, la pace provvisoria definitiva. Non c’è molto da pensare a riguardo, è tutto così chiaro.

-I Am my impersonal version of you.

I drive back to pretend the road

All distances are mine

Hold on in my the inner sea

across the may-be Oh… Playful romance,

Feel my full voice

You drive back to the sun

even in all the ways that are lost

See me when I’m the sun

There’s a lot of light

Sand is sand

Sent this sand

 

-Sono la mia versione impersonale di te
Mi dirigo indietro per pretendere la strada
Tutte mie le distanze
Soffermati nel mare interiore
attraverso ciò che potrebbe
Oh…
Romanza giocosa
ascolta la mia voce piena
Ritorni al sole
anche quando le vie sono tutte precluse
Guarda quando sono l’astro
C’è un sacco di luce
La sabbia è sabbia
Ho inviato questa sabbia